Politica - 18 settembre 2026, 15:55

Aurelia Bis, il Comitato Bonmoschetto dopo la seconda commissione: "Ci sentiamo presi in giro, chiediamo chiarezza!"

Nel mirino il percorso seguito dall'Amministrazione dopo il confronto tecnico del 3 settembre: "Se la soluzione era già decisa, a cosa è servito convocare i tecnici?". Il Comitato ribadisce: "Vogliamo che l'opera venga realizzata, ma con il minor impatto possibile"

Il confronto sull'Aurelia Bis continua a tenere banco a Sanremo e, dopo la nuova seduta della Seconda Commissione consiliare, arriva la presa di posizione del Comitato Bonmoschetto. Al centro della contestazione c'è soprattutto il percorso seguito dall'Amministrazione dopo la precedente riunione del 3 settembre, quando tecnici indicati dalle diverse sensibilità politiche si erano confrontati sulle possibili modifiche al progetto. In quella sede erano emerse diverse ipotesi sugli svincoli e sulla prosecuzione verso ponente, con particolare attenzione alla riduzione dell'impatto nella zona di Bonmoschetto, al ruolo dello svincolo della Foce e alla possibilità di utilizzare Cava Cangiotti come punto di attestazione per una prima fase dell'opera.

Il Comitato, nel commentare quanto emerso oggi, non nasconde quindi la propria amarezza. La posizione viene espressa senza mezzi termini: "Come Comitato Bonmoschetto ci sentiamo presi in giro". Una frase che arriva nel momento in cui, secondo il gruppo, il percorso avviato nelle scorse settimane sembrerebbe riportare nuovamente al centro la cosiddetta soluzione E. Si tratta dell'impostazione progettuale individuata nel 2023 e successivamente modificata nell'iter portato avanti da Anas. Il progetto oggi all'esame degli enti prevede una configurazione diversa, con Sanremo Centro e Pian di Poma, mentre il Consiglio comunale aveva chiesto di sostenere il mantenimento degli svincoli previsti dalla soluzione E.

Proprio il confronto tecnico rappresenta, per il Comitato, il punto sul quale si concentra la maggiore perplessità. Nella commissione del 3 settembre, infatti, erano state avanzate valutazioni differenti rispetto a una semplice conferma dell'impostazione originaria. Tra le ipotesi discusse era comparsa anche quella di una rotatoria a Cava Cangiotti, insieme a diverse possibilità per il collegamento verso ponente e Ventimiglia. Sullo svincolo di Bonmoschetto erano inoltre emersi dubbi legati all'impatto e alla sua effettiva funzionalità. Il Comitato sostiene quindi che quelle valutazioni non possano essere considerate un passaggio puramente formale, ma debbano tradursi in un approfondimento concreto delle alternative.

Da qui la domanda rivolta direttamente all'Amministrazione comunale: "Se la soluzione era già decisa, a cosa è servito convocare i tecnici?" È questo, secondo il Comitato, il nodo della vicenda. Se la commissione doveva servire a mettere a confronto competenze, ipotesi e possibili correttivi al progetto, viene chiesto perché le indicazioni emerse sembrino oggi essere state sostanzialmente accantonate. Il gruppo chiede inoltre di conoscere quali delle osservazioni formulate nella precedente seduta siano state recepite e quali, invece, siano state ritenute non percorribili. Una richiesta che viene accompagnata da un ulteriore interrogativo: "Sulla base di quali valutazioni tecniche sono state scartate?"

La questione si inserisce in un iter particolarmente complesso. Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici aveva espresso nel marzo scorso un parere favorevole, con prescrizioni, sul progetto Anas privo degli svincoli intermedi di via Padre Semeria e Foce. La relazione successivamente trasmessa al Comune aveva ricostruito il percorso progettuale, indicando due svincoli a livelli sfalsati: Sanremo Centro e Pian di Poma, quest'ultimo destinato a collegare la nuova infrastruttura all'Aurelia attraverso una rotatoria nell'area dell'ex cava Cangiotti e a garantire la futura prosecuzione verso Ventimiglia.

È proprio sulla futura funzionalità dell'opera che il Comitato continua a concentrare le proprie richieste. Non viene messa in discussione la necessità di completare l'Aurelia Bis, né la volontà di arrivare alla realizzazione dell'infrastruttura. Il punto, secondo il gruppo, è stabilire quale configurazione possa garantire il collegamento con l'autostrada e la futura prosecuzione verso ponente, riducendo contemporaneamente l'impatto sul territorio. Una posizione già espressa nelle settimane scorse, quando il Comitato aveva indicato Cava Cangiotti o, in alternativa, la zona della Foce come possibili elementi sui quali costruire un diverso assetto progettuale.

"Non stiamo chiedendo di bloccare l'Aurelia Bis. È esattamente il contrario: vogliamo che venga realizzata e vogliamo che venga realizzata presto", ribadisce ora il Comitato. La richiesta è però quella di non considerare la necessità di accelerare l'iter come incompatibile con un ulteriore approfondimento progettuale. "Chiedere di progettare bene un'infrastruttura destinata a rimanere sul territorio per decenni non significa volerla fermare", è la posizione espressa. Un tema che si intreccia con quello dei tempi dell'opera e con il timore, più volte emerso nel dibattito cittadino, che modifiche sostanziali possano incidere sull'iter autorizzativo.

Il Comitato chiede quindi al sindaco Alessandro Mager e alla Giunta di chiarire quale sia stato l'esito concreto del confronto tecnico. Quali indicazioni del 3 settembre sono state recepite? Quali sono state scartate? E per quale ragione? Sono le domande che il gruppo intende riportare al centro del dibattito. Sullo sfondo resta la necessità di trovare un punto di equilibrio tra una grande opera attesa da decenni e la tutela di un territorio sul quale il nuovo tracciato è destinato ad avere effetti rilevanti. L'Amministrazione aveva già chiesto ad Anas e al Ministero un confronto tecnico per individuare la soluzione progettuale migliore e ridurre l'impatto ambientale e i disagi per i residenti.

La conclusione del Comitato è quindi un appello a mantenere aperto il confronto, ma anche una critica al modo in cui, a suo giudizio, si sarebbe sviluppato finora. "Ascoltare significa anche essere disponibili a cambiare una scelta quando dal confronto emergono soluzioni migliori", sostiene il gruppo. Da qui la frase destinata a sintetizzare la posizione: "Altrimenti non si tratta di confronto: si tratta soltanto di comunicare una decisione già presa". La partita sull'Aurelia Bis resta dunque aperta, con il Comune chiamato a confrontarsi con Anas, Ministero e territorio sui prossimi passaggi e con il nodo degli svincoli ancora al centro del dibattito cittadino.