Dal Consiglio comunale di Taggia al Consiglio provinciale di Imperia. Il caso della condotta di scarico a mare del depuratore di Riva Ligure sale di livello istituzionale e approda ora in Provincia, come aveva annunciato durante l'estate Gabriele Cascino, nella sua doppia veste di consigliere comunale di Taggia e consigliere provinciale.
Dopo il lungo confronto andato in scena mercoledì sera a Taggia, nel quale la questione della tubazione danneggiata era stata affrontata direttamente con il sindaco Mario Conio, Cascino ha depositato oggi, 18 settembre, un'interpellanza a risposta in aula indirizzata al presidente della Provincia e al consigliere delegato competente.
Al centro ci sono soprattutto i tempi con cui il problema è stato comunicato, il mancato riscontro che Cascino lamenta rispetto alle richieste di accesso agli atti presentate ad agosto, lo stato delle manutenzioni della condotta, il cronoprogramma per la sostituzione del tratto danneggiato e le garanzie ambientali da adottare durante i lavori. L'interpellanza apre inoltre un capitolo sui finanziamenti PNRR destinati al servizio idrico provinciale.
Il passaggio in Provincia non è soltanto politico. Nell'interpellanza Cascino richiama il ruolo della Provincia di Imperia nell'EGATO Ovest Imperiese, al quale attribuisce funzioni di organizzazione, pianificazione, regolazione e controllo sul servizio idrico integrato e di vigilanza sull'attività del gestore Rivieracqua.
Dal dibattito di Taggia alla Provincia. La vicenda era tornata al centro dell'attenzione proprio nell'ultimo Consiglio comunale. Durante l'interrogazione presentata da Progettiamo il Futuro era emerso uno dei passaggi più delicati della cronologia: Rivieracqua aveva ricevuto già a fine giugno una segnalazione dal Comune di Riva Ligure, arrivata tramite WhatsApp, sulla possibile presenza di una perdita nella condotta subacquea di scarico a mare dei reflui provenienti dal depuratore.
A seguito della segnalazione, secondo la documentazione richiamata anche nell'interpellanza provinciale, il gestore aveva effettuato prima una ricognizione con drone e successivamente un'ispezione subacquea automatizzata, individuando una criticità definita particolarmente grave e tale da rendere necessaria la sostituzione del tratto di tubazione danneggiato.
Un elemento sul quale Cascino aveva insistito anche in Consiglio comunale, chiedendo soprattutto quando il Comune di Taggia fosse stato informato della situazione. L'interpellanza depositata in Provincia riparte esattamente da qui.
Ed è proprio alla Provincia che il consigliere chiede ora di verificare quanto accaduto e di chiarire se vi siano state carenze nella tempestività delle comunicazioni da parte del gestore.
Cascino: "Un mese e mezzo di ritardo". Secondo la ricostruzione proposta dal consigliere, a fronte di un problema conosciuto dal gestore dalla fine di giugno, la comunicazione completa sarebbe arrivata al Comune di Taggia soltanto con la nota di Rivieracqua del 14 agosto. Nell'interpellanza viene ricordato anche il divieto di balneazione disposto il 5 agosto e il sopralluogo effettuato dallo stesso Cascino il 12 agosto.
"È inaccettabile che a fronte di una rottura di tale gravità, individuata fin dal mese di giugno, le amministrazioni locali e la cittadinanza siano state rese edotte della reale entità del problema con un mese e mezzo di ritardo e solo dopo le ordinanze emergenziali di divieto di balneazione", sostiene Cascino.
La documentazione richiamata nell'interpellanza attesta che Rivieracqua ricevette la segnalazione a fine giugno e avviò gli accertamenti; i tempi e le modalità con cui il Comune di Taggia e gli altri enti siano stati successivamente informati rappresentano invece proprio uno degli aspetti sui quali Cascino chiede ora formalmente alla Provincia di fare chiarezza.
Le carte chieste ad agosto. Un secondo fronte riguarda l'accesso alla documentazione. Il 13 agosto Cascino aveva presentato una richiesta di accesso agli atti a Rivieracqua e al Comune di Riva Ligure. Tra i documenti richiesti figuravano la relazione tecnica sulle cause del guasto, i verbali di pronto intervento e dei sopralluoghi, i registri delle manutenzioni ordinarie e straordinarie degli ultimi 24 mesi e lo storico delle comunicazioni inviate ad ARPAL, ASL e Provincia, insieme ai report analitici.
Il consigliere aveva inoltre chiesto il cronoprogramma esecutivo e i quadri economici dei lavori necessari per il ripristino definitivo della condotta.
Secondo Cascino, a oltre un mese dalla richiesta la documentazione non sarebbe stata trasmessa.
"A distanza di oltre un mese, dal gestore e dagli enti coinvolti è arrivato solo un grave e inammissibile silenzio. Non trasmettere la documentazione tecnica e manutentiva significa ostacolare il mandato politico-amministrativo dei consiglieri e impedire di verificare eventuali responsabilità nella gestione e nella cura degli impianti", afferma.
È questa una delle contestazioni che il consigliere porta ora direttamente davanti alla Provincia, chiedendo una risposta istituzionale.
Cinque questioni portate davanti alla Provincia. L'interpellanza articola il caso in cinque grandi capitoli. Il primo riguarda proprio comunicazioni e accesso agli atti. Cascino chiede se e quali "urgenti e formali contestazioni" la Provincia intenda muovere nei confronti dei vertici di Rivieracqua, sia per la documentazione che sostiene di non aver ricevuto sia per i tempi con cui il guasto sarebbe stato comunicato al Comune di Taggia.
Chiede inoltre quali strumenti la Provincia intenda attivare per garantire il diritto di informazione dei consiglieri e quali attività di gestione e controllo voglia svolgere per verificare la contestata omissione nella comunicazione.
Il secondo fronte riguarda invece le manutenzioni. Il consigliere domanda se la Provincia disponga del registro degli interventi ordinari e straordinari effettuati sulla condotta sottomarina negli ultimi 24 mesi e, soprattutto, se vi siano elementi per stabilire se il guasto possa essere collegato a eventuali carenze nella manutenzione preventiva. L'interpellanza pone la questione alla Provincia: non afferma quindi che un deficit manutentivo sia già stato accertato.
Quando verrà sostituita la condotta? Terzo punto è il futuro cantiere. La soluzione provvisoria adottata durante l'estate non chiude infatti la vicenda. Il tratto danneggiato dovrà essere sostituito e Cascino chiede alla Provincia un cronoprogramma preciso, i costi preventivati e le modalità con cui verranno eseguiti i lavori.
La questione ambientale è particolarmente delicata perché, secondo la documentazione richiamata nell'interpellanza, per effettuare l'intervento definitivo è necessario fermare temporaneamente il depuratore e gli impianti di sollevamento a monte. Proprio per evitare durante la stagione balneare il conseguente scarico di reflui non trattati nel torrente Argentina, la sostituzione del tratto era stata rinviata alla stagione invernale.
Da qui la domanda rivolta alla Provincia e all'EGATO: quali accorgimenti tecnici e presidi di sicurezza idraulico-ambientale saranno adottati affinché durante i lavori non si determinino sversamenti inquinanti nel bacino del torrente Argentina o sul litorale?
Il capitolo PNRR. L'interpellanza allarga infine lo sguardo all'intero sistema idrico provinciale. Cascino chiede quale sia lo stato di attuazione e rendicontazione dei finanziamenti PNRR destinati al servizio idrico in provincia di Imperia e se l'EGATO abbia verificato la piena disponibilità delle risorse e il rispetto delle scadenze previste.
Domanda inoltre se sia stato verificato che le criticità emerse sugli impianti di depurazione e sulle reti fognarie non mettano a rischio il raggiungimento delle milestone legate al PNRR.
Infine, chiede di conoscere quali risorse provenienti dalla tariffa d'ambito siano state effettivamente destinate da Rivieracqua alla manutenzione ordinaria e programmata dell'intera rete idrica e depurativa, distinguendo queste attività dagli interventi finanziati attraverso le risorse straordinarie del PNRR.
Ora la risposta in Consiglio provinciale. Cascino chiede che l'interpellanza venga inserita all'ordine del giorno della prima seduta utile del Consiglio provinciale.
La vicenda della condotta compie così il passaggio che il consigliere aveva preannunciato durante l'estate: dopo le richieste di documentazione e il confronto politico nel Comune direttamente interessato, la discussione si sposta ora in Provincia, chiamata da Cascino a rispondere sul proprio ruolo di controllo nell'ambito del servizio idrico.
A Imperia saranno quindi chieste risposte soprattutto su tre questioni che rimangono al centro del caso: chi fosse stato informato e quando, quale sia stato lo storico delle manutenzioni della condotta e con quali tempi, costi e garanzie ambientali verrà effettuato l'intervento definitivo.
Domande che, dopo aver animato il Consiglio comunale di Taggia, sono destinate ora ad arrivare sui banchi del Consiglio provinciale di Imperia.