C'è un altro mare, oltre quello che ogni giorno si apre davanti alla passeggiata di Sanremo. È un mare che nasconde relitti, anfore, antiche rotte commerciali, approdi e testimonianze di comunità che per secoli hanno attraversato il Mediterraneo. È il patrimonio dell'archeologia subacquea, una parte della storia ligure che resta invisibile ai più, ma che continua a restituire informazioni preziose sul passato. Sarà proprio questo mondo sommerso il protagonista di uno degli appuntamenti culturali della quinta edizione di MareCultura, la manifestazione ideata, promossa e organizzata da CNA Imperia, in programma sabato 19 e domenica 20 settembre a Pian di Nave.
L'appuntamento è fissato per domenica 20 settembre alle 16.30, quando sul palco di MareCultura arriverà Simon Luca Trigona, funzionario archeologo subacqueo e responsabile del Servizio Tecnico di Archeologia Subacquea – STAS della Soprintendenza. Il titolo dell'incontro è "I tesori dell'archeologia subacquea ligure" e l'obiettivo è quello di portare il pubblico dentro una realtà fatta di ricerca, immersioni, documentazione, tutela e valorizzazione. Non un incontro riservato agli specialisti, ma un'occasione per scoprire quanta storia continui a vivere sotto la superficie del Mar Ligure e quanto complesso sia il lavoro necessario per studiarla e proteggerla.
La Liguria e la nascita dell'archeologia subacquea italiana
La scelta della Liguria non è casuale. La storia dell'archeologia subacquea italiana ha infatti proprio qui una delle proprie origini. La Soprintendenza ricorda che nel 1950 Nino Lamboglia diede vita in Liguria a quella che sarebbe diventata una delle esperienze fondanti dell'archeologia subacquea italiana, con il Centro Sperimentale di Archeologia Sottomarina di Albenga, impegnato per decenni in attività di ricerca in Italia e all'estero. Un patrimonio di competenze che ha contribuito allo sviluppo delle metodologie utilizzate per indagare i siti sommersi e che continua ancora oggi attraverso le strutture specializzate della Soprintendenza.
Nel 1997 è stato istituito il Servizio Tecnico di Archeologia Subacquea, struttura pensata per affrontare in maniera specialistica le attività archeologiche in ambiente iperbarico. Nel corso degli anni lo STAS ligure ha sviluppato procedure, competenze e attrezzature dedicate alla ricerca e alla tutela del patrimonio sommerso. Oggi il servizio è affidato proprio a Simon Luca Trigona, indicato dalla documentazione del Ministero della Cultura come funzionario archeologo subacqueo e responsabile dello STAS Liguria. Un incarico che porta avanti una tradizione nata oltre settant'anni fa e che lega direttamente la storia dell'archeologia subacquea nazionale al territorio ligure.
Un lavoro che si svolge anche sotto la superficie
Dietro l'immagine suggestiva di un archeologo immerso accanto a un relitto o a un carico di anfore c'è un'attività scientifica e tecnica particolarmente complessa. L'archeologia subacquea non significa semplicemente individuare e recuperare reperti, ma documentare ciò che si trova sul fondale, ricostruire il contesto, analizzare la stratificazione e mettere in relazione gli oggetti con l'ambiente nel quale sono stati conservati per secoli.
Trigona possiede una specifica formazione professionale subacquea e la documentazione della Soprintendenza ne indica anche le qualifiche tecniche necessarie per operare in ambiente sommerso. Lo STAS, inoltre, dispone di procedure e professionalità specializzate per affrontare le operazioni archeologiche in immersione. Una componente fondamentale è dunque quella della sicurezza, insieme alla capacità di effettuare rilievi e documentazioni scientifiche in condizioni completamente diverse da quelle di un normale cantiere archeologico.
È proprio questo aspetto che CNA Imperia intende portare all'attenzione del pubblico di MareCultura: il mare non è soltanto un paesaggio da ammirare, ma anche un luogo nel quale la storia si è conservata. Un reperto non può essere considerato isolatamente, perché la sua posizione, la relazione con gli altri materiali e il contesto nel quale viene individuato possono fornire agli archeologi informazioni fondamentali. Per questo la tutela del patrimonio sommerso passa innanzitutto dalla conoscenza e dalla corretta documentazione.
Trigona, un legame particolare con Sanremo
L'appuntamento di domenica avrà anche un significato particolare per la città dei fiori. Simon Luca Trigona è infatti originario di Sanremo. La sua formazione e la sua carriera lo hanno portato a lavorare in ambito archeologico e subacqueo, prima nel Lazio e successivamente in Liguria, dove dal 2013 è entrato nella Soprintendenza. Nel corso degli anni ha assunto responsabilità sempre più specifiche nell'ambito dell'archeologia subacquea, fino a diventare referente e responsabile del Servizio Tecnico di Archeologia Subacquea ligure.
La sua attività professionale si è intrecciata con diverse campagne di ricerca nel Mar Ligure e con alcuni dei principali siti dell'archeologia sommersa regionale. Tra questi figura anche la nave romana di Albenga, uno dei più importanti esempi del patrimonio archeologico subacqueo del Mediterraneo occidentale, oggetto nel tempo di campagne di studio, ricerca e valorizzazione. Un patrimonio che consente di leggere sotto una prospettiva diversa la storia dei commerci, della navigazione e dei rapporti tra le comunità che hanno abitato e attraversato il Mediterraneo.
Secondo quanto comunicato a CNA Imperia in vista dell'appuntamento, dal prossimo ottobre Trigona rientrerà professionalmente nel Ponente ligure come responsabile archeologo per la provincia di Imperia e sarà inoltre impegnato in un corso di Archeologia Subacquea presso l'Università di Genova. Un ulteriore elemento che rafforza il legame tra il professionista sanremese e il territorio nel quale è nato e che rende ancora più significativo il suo intervento a Pian di Nave.
Vazzano: "Il mare non è soltanto paesaggio e risorsa economica"
Per Luciano Vazzano, direttore di CNA Imperia, il talk dedicato all'archeologia subacquea rappresenta uno degli appuntamenti capaci di spiegare meglio il significato stesso della manifestazione: "Questa è una presenza alla quale tengo moltissimo", spiega Vazzano. "Perché Simon Luca Trigona ci permette di raccontare un mare diverso da quello che siamo abituati a vedere." Il direttore di CNA Imperia mette l'accento sulla necessità di ampliare lo sguardo sul rapporto tra la città e il mare: "Quando guardiamo il mare vediamo bellezza, turismo, pesca, sport, navigazione, economia. Ma sotto quella superficie esiste anche un enorme archivio della nostra storia. Ci sono le tracce delle rotte che per secoli hanno collegato popoli, merci e culture. Conoscere quel patrimonio significa comprendere meglio chi siamo."
È proprio questa pluralità di significati a rappresentare, secondo Vazzano, uno degli elementi alla base di MareCultura. "Cinque anni fa abbiamo scelto non casualmente il nome MareCultura. Non volevamo organizzare semplicemente una manifestazione sul mare. Volevamo costruire un luogo nel quale il mare potesse essere raccontato nelle sue diverse dimensioni: ambientale, economica, culturale, storica, sociale e umana." Una filosofia che anche quest'anno si traduce in un programma capace di mettere insieme divulgazione, gastronomia, sport, artigianato, intrattenimento e il nuovo percorso dedicato alla longevità.
Dalla cultura del mare alla tutela del patrimonio
L'archeologia subacquea introduce anche un tema centrale: la tutela. Conoscere un reperto non significa necessariamente doverlo recuperare. In molti casi è proprio il contesto nel quale il materiale si trova a rappresentare la fonte principale di informazioni per la ricerca. La posizione di un'anfora, la presenza di altri oggetti, i sedimenti e le caratteristiche del fondale possono contribuire a ricostruire una storia che andrebbe invece perduta se il reperto fosse considerato soltanto come un oggetto isolato.
"Credo che manifestazioni come MareCultura abbiano anche una responsabilità", sottolinea Vazzano. "Quella di creare consapevolezza. La tutela non può appartenere soltanto agli specialisti e alle istituzioni. Comincia dalla conoscenza." Da qui il collegamento con la sensibilità ambientale che attraversa l'intera manifestazione: comprendere il valore di ciò che si trova sotto il mare significa anche sviluppare un rapporto diverso con l'ambiente marino e con il patrimonio collettivo.
"Se un cittadino comprende che quello che si trova sotto il mare è patrimonio della collettività, cambia anche il suo modo di rapportarsi all'ambiente marino. Ed è qui che cultura e tutela ambientale finiscono inevitabilmente per incontrarsi", aggiunge il direttore di CNA Imperia. Un messaggio che troverà quindi spazio all'interno di una manifestazione pensata per essere popolare e accessibile, ma anche capace di proporre approfondimenti su temi meno conosciuti.
MareCultura 2026, due giorni a Pian di Nave
Il talk di Trigona sarà inserito all'interno di una due giorni che animerà Pian di Nave dalle 10 alle 23, sabato 19 e domenica 20 settembre. La quinta edizione di MareCultura ha come filo conduttore "Dove il mare incontra la longevità" e porta a Sanremo il Liguria Longevity Project, il percorso promosso da CNA Imperia che mette in relazione benessere, qualità della vita, alimentazione, movimento, turismo, imprese e territorio. La manifestazione mantiene al centro il mare, ma lo interpreta attraverso molteplici chiavi di lettura.
Il programma comprende cultura e tradizioni, artigianato d'eccellenza, Villaggio del Gusto, degustazioni, show cooking, sport, esperienze e iniziative dedicate alla longevità attiva. Tra gli appuntamenti già annunciati c'è l'Education dedicata a yoga e longevità con Francesca Sapioli di Tama Yoga Sanremo, prevista sabato 19 settembre alle 10.30, mentre dalle 16 è protagonista il Circolo Golf degli Ulivi di Sanremo con un Maestro Federale a disposizione del pubblico.
La giornata di domenica 20 settembre si aprirà anche sul fronte gastronomico con "La Cucina del Longevity", cooking show previsto alle 11 con Osvaldo Maffone e Villiam Casali, dedicato all'incontro tra prodotti del mare e dell'entroterra ligure, con pesce azzurro, aglio nero di Vessalico e tartufo di Seborga. Nel pomeriggio, alle 15.30, spazio invece alla riflessione sul clima con Giovanni Nebbia, ideatore di The Meteo Meniak, in un incontro dedicato al rapporto tra meteorologia, qualità della vita, turismo e destagionalizzazione.
Il programma culturale guarda anche alla memoria del territorio
Sempre domenica, il programma culturale proporrà inoltre un appuntamento con Giovanni Pazzano, cartografo e autore di mappe dedicate alla Liguria, con un incontro storico-culturale incentrato su cartografia, mare, toponimi, antiche rotte e parole del territorio. Pazzano sarà presente anche con un proprio spazio espositivo durante le due giornate. È un ulteriore tassello di una manifestazione che quest'anno cerca di raccontare il rapporto con il mare non soltanto attraverso le attività economiche e turistiche, ma anche attraverso la memoria e la conoscenza del territorio.
Accanto agli appuntamenti sul palco e nelle aree dedicate, Pian di Nave sarà quindi trasformata in un villaggio dedicato al mare e alla qualità della vita, con esposizioni, produzioni artigiane, gastronomia, attività sportive e momenti di intrattenimento. Il progetto guarda anche alla partecipazione delle diverse componenti del sistema CNA, compresa CNA Pensionati, coinvolta nel Liguria Longevity Project con uno spazio dedicato all'incontro con cittadini e associati. L'idea è mettere al centro una longevità intesa come partecipazione, movimento, alimentazione, prevenzione, relazioni e qualità della vita.
"Vogliamo che il pubblico torni a casa guardando il mare con occhi diversi"
La filosofia di MareCultura resta quindi quella di unire la dimensione popolare della festa alla divulgazione. Show cooking, prodotti del territorio, degustazioni, sport e musica saranno affiancati da incontri capaci di aprire finestre su temi legati alla storia, all'ambiente, al clima, alla cultura e al benessere. L'archeologia subacquea si inserisce perfettamente in questo percorso perché consente di scoprire un aspetto del mare che normalmente rimane nascosto.
"Vogliamo tanta gente a Pian di Nave e vogliamo che le persone si divertano", conclude Vazzano. "Ma sarei ancora più soddisfatto se qualcuno, tornando a casa domenica sera, guardasse il nostro mare con occhi leggermente diversi." E l'appuntamento con Trigona nasce proprio con questo obiettivo: offrire al pubblico la possibilità di ascoltare direttamente un professionista che quel patrimonio lo studia, lo raggiunge sott'acqua e lavora per tutelarlo.
"Avere a MareCultura un professionista come Simon Luca Trigona significa offrire al pubblico l'opportunità di ascoltare direttamente chi quel patrimonio lo studia, lo raggiunge sott'acqua e lavora per proteggerlo", sottolinea ancora Vazzano. "Ed è forse questa la sintesi migliore di ciò che vogliamo essere: una manifestazione popolare e aperta a tutti, ma capace nello stesso tempo di affrontare temi importanti. Perché la cultura del mare è il primo strumento per costruire rispetto per il mare."
Tutte le informazioni su MareCultura 2026
MareCultura 2026 – V edizione si svolgerà sabato 19 e domenica 20 settembre, dalle 10 alle 23, a Pian di Nave, Sanremo. L'ingresso alla manifestazione è gratuito. Il programma mette insieme cultura e tradizioni, artigianato, gastronomia e produzioni del territorio, Villaggio del Gusto, show cooking, sport, attività legate al benessere e Itinerari Longevity Attiva. Tra gli appuntamenti annunciati figurano lo yoga con Francesca Sapioli, il golf con il Circolo Golf degli Ulivi, la Cucina del Longevity con Maffone e Casali, l'incontro sul clima con Giovanni Nebbia, l'appuntamento dedicato alla cartografia con Giovanni Pazzano e, domenica alle 16.30, il talk "I tesori dell'archeologia subacquea ligure" con Simon Luca Trigona.
La manifestazione è ideata, promossa e organizzata da CNA Imperia, insieme a Comune di Sanremo e CNA Turismo e Commercio. Il progetto si inserisce nel percorso del Liguria Longevity Project – Healthy Ageing, con il patrocinio di Regione Liguria, Artigiani In Liguria, CNA Imprese e Territorio e Arti-Turismo. Due giornate, dunque, nelle quali il mare sarà raccontato attraverso il gusto, il lavoro, lo sport, la cultura e il benessere, ma anche attraverso quella parte della sua storia che normalmente rimane nascosta sotto la superficie.