Nel dolore per la tragica scomparsa di Stefano "Fina" Sappracone, la solidarietà si trasforma in un gesto concreto destinato a rimanere nel tempo. La pubblica assistenza Misericordia di Vallecrosia ha infatti comunicato che le donazioni raccolte in memoria del 43enne, morto durante il Rally della Val d'Aveto, hanno raggiunto diverse migliaia di euro. Una somma che, secondo la volontà della famiglia, sarà interamente destinata all'allestimento di una nuova ambulanza di rianimazione. Il mezzo è già stato messo in produzione e, una volta completato, sarà dedicato proprio a Stefano. Un modo per trasformare il dolore per una perdita improvvisa in un aiuto concreto rivolto alle persone che, ogni giorno, hanno bisogno di soccorso.
La scelta assume un significato ancora più particolare considerando il legame della famiglia Sappracone con la Misericordia di Vallecrosia. Il papà di Stefano, Silvano, è infatti da molti anni volontario dell'associazione ed è stato anche Governatore della Misericordia. Da qui la decisione di destinare alla realtà di soccorso le offerte che, nei giorni successivi alla tragedia, amici, parenti, colleghi, conoscenti e tante altre persone hanno voluto lasciare in memoria di "Fina". La Misericordia ha voluto rivolgere un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito, indipendentemente dall'importo versato, sottolineando come ogni donazione contribuirà concretamente alla realizzazione del nuovo mezzo.
La famiglia di Stefano ha voluto far arrivare "il proprio grazie a ciascuno di voi per l'affetto, la vicinanza e la straordinaria generosità dimostrati in questo difficile momento". Un messaggio di riconoscenza rivolto a una comunità che, nelle ore successive alla tragedia, si è stretta attorno ai familiari. La scelta di chiedere donazioni al posto dei fiori era stata indicata proprio dalla famiglia in occasione dei funerali. Ora quella richiesta si traduce in un progetto destinato a portare avanti nel tempo il ricordo di Stefano, mettendo una nuova ambulanza al servizio della comunità e delle emergenze sulle strade del Ponente.
Stefano Sappracone, 43 anni, era morto domenica 6 settembre durante la prima prova speciale del Rally della Val d'Aveto, quando la vettura sulla quale viaggiava come copilota era uscita di strada nel territorio di Rezzoaglio. La gara era stata immediatamente annullata dopo l'incidente. "Fina", molto conosciuto nel mondo dei rally e nell'ambiente sportivo del Ponente, era originario della zona di Taggia ed era legato da una lunga passione al mondo delle competizioni automobilistiche. Il suo soprannome era diventato noto anche al di fuori delle corse, legato ai tanti anni in cui aveva lavorato in un distributore Fina.
Il dolore per la sua morte si era manifestato anche nei giorni successivi, con numerosi messaggi di cordoglio arrivati da associazioni sportive, amici e persone che avevano condiviso con lui la passione per i rally. A Taggia, sabato 12 settembre, centinaia di persone hanno partecipato ai funerali nella Basilica della Madonna Miracolosa, stringendosi alla famiglia in una cerimonia caratterizzata da grande commozione. Al termine della funzione, il corteo ha accompagnato Stefano verso il Tempio Crematorio di Sanremo. Una partecipazione che ha restituito la misura dell'affetto che circondava il 43enne e della rete di amicizie costruita negli anni dentro e fuori dal mondo dei motori.
Anche il mondo sportivo del Ponente aveva scelto di fermarsi davanti alla tragedia. A Bajardo era stato annullato il Memorial Maximilian Ballestin, manifestazione alla quale erano arrivate numerose iscrizioni, proprio per rispetto nei confronti di Stefano e della sua famiglia. Gli organizzatori avevano spiegato come, fin dalle prime ore successive all'incidente, il pensiero per "Fina" fosse diventato inseparabile dall'organizzazione dell'evento. Una decisione maturata nei giorni successivi alla tragedia, quando è prevalsa la volontà di dedicare questo momento al ricordo e alla vicinanza ai familiari.
Nel frattempo, sul fronte giudiziario, la Procura di Genova ha iscritto nel registro degli indagati il pilota Stefano Scapellato, che era alla guida della vettura durante il Rally della Val d'Aveto. Si tratta, come spiegato dagli inquirenti, di un atto dovuto e posto a garanzia dell'indagato nell'ambito degli accertamenti sull'incidente. Saranno gli approfondimenti tecnici e medico-legali a ricostruire la dinamica dell'uscita di strada e a chiarire gli eventuali profili di responsabilità.
Ora, mentre proseguono gli accertamenti sulla tragedia, la memoria di Stefano prende una strada diversa e concreta: quella del soccorso. La nuova ambulanza della Misericordia di Vallecrosia porterà infatti il suo nome e sarà destinata a intervenire dove ce ne sarà bisogno. "Ogni donazione diventerà una parte di questa ambulanza, ogni gesto di affetto continuerà a vivere nel servizio agli altri", sottolinea la Misericordia. Quando il mezzo sarà pronto, l'associazione ha annunciato che verrà presentato alla comunità. Sarà allora possibile vedere concretamente il risultato di una raccolta nata dal dolore e trasformata, per volontà della famiglia, in un nuovo strumento al servizio della vita.