Il mare continua a scuotere il Consiglio comunale di Taggia. Dopo l'interrogazione di Fulvia Alberti sulla qualità delle acque e sulla necessità di una strategia sovracomunale, il punto 5 porta in aula uno dei nodi più delicati dell'estate 2026: il danneggiamento della condotta di scarico a mare dei reflui trattati del depuratore di Riva Ligure, la gestione delle informazioni tra gli enti e l'eventuale rapporto con il divieto di balneazione scattato ad Arma nei primi giorni di agosto.
A sollevare il caso è stato Gabriele Cascino, consigliere di Progettiamo il Futuro, con un'interrogazione dedicata alla rottura della condotta fognaria/depuratore consortile, alla gestione dell'emergenza balneazione e alla tutela del litorale.
Un confronto particolarmente acceso, accompagnato questa sera anche da un documento importante: la nota inviata da Rivieracqua al Comune di Taggia il 14 agosto, che permette di mettere alcuni punti fermi sulla cronologia del guasto.
Il documento conferma infatti che la prima segnalazione di una possibile perdita risale alla fine di giugno, quando il Comune di Riva Ligure comunicò il problema a Rivieracqua tramite WhatsApp. Dopo le verifiche con drone e robot subacqueo, la società riscontrò una criticità definita nella stessa comunicazione "particolarmente grave", tale da rendere necessaria la sostituzione di un tratto della tubazione.
Cascino: "Voglio sapere quando Taggia è stata informata". Cascino ha inizialmente separato i due episodi che hanno interessato il mare di Arma durante l'estate. Sul primo, legato al danneggiamento avvenuto durante i lavori del nuovo ponte sul torrente Argentina, ha spiegato di prendere atto delle risposte già fornite poco prima dal sindaco Mario Conio.
L'attenzione si è quindi spostata sul divieto di balneazione di agosto e sulla condotta del depuratore. Il consigliere ha richiamato proprio la comunicazione ricevuta da Rivieracqua il 14 agosto: "A fine giugno 2026, con una segnalazione del Comune di Riva Ligure su WhatsApp, viene comunicata una possibile perdita sulla condotta di scarico a mare dei reflui trattati del depuratore. La criticità riscontrata è particolarmente grave, tale da prevedere la sostituzione della condotta".
Da qui la domanda rivolta all'amministrazione: quando Taggia è venuta a conoscenza del problema? "Io non posso credere che Rivieracqua non vi abbia segnalato la rottura – ha detto Cascino –. Vorremmo capire se il Comune è stato informato, quali informazioni ha il sindaco, cosa è successo e cosa verrà fatto".
Cascino ha precisato di non attribuire al Comune la responsabilità della gestione tecnica dell'impianto, definendo anzi Taggia "parte lesa", ma ha chiesto una ricostruzione completa delle informazioni ricevute dall'amministrazione.
Il consigliere ha inoltre rivolto un "plauso" agli uffici comunali di Taggia per avergli fornito gli atti richiesti, criticando invece Rivieracqua e Comune di Riva Ligure, dai quali, secondo quanto riferito in aula, a distanza di circa un mese non avrebbe ancora ricevuto risposta alle proprie richieste di accesso.
La nota di Rivieracqua: perdita segnalata a fine giugno. Il documento del 14 agosto consente di ricostruire con maggiore precisione quanto avvenuto. La nota, indirizzata al Comune di Taggia e a EGATO Ovest Imperiese, nasce come risposta a una richiesta urgente di informazioni del Comune dopo l'ordinanza di divieto di balneazione del 5 agosto.
Rivieracqua scrive che "a fine giugno, con segnalazione del Comune di Riva Ligure tramite Whatsapp, veniva comunicata la possibile presenza di una perdita sulla condotta di scarico a mare dei reflui trattati del depuratore di Riva Ligure".
La società precisa di essersi attivata subito. In una prima fase venne effettuato il sorvolo dell'area con un drone, per localizzare la perdita. Individuato il punto, venne poi eseguita un'ispezione subacquea attraverso un apposito robot, allo scopo di quantificare il danno e stabilire gli interventi necessari. L'esito delle verifiche fu tutt'altro che marginale: Rivieracqua definisce infatti la criticità "particolarmente grave e tale da prevedere la sostituzione del tratto di tubazione".
Per sostituire la condotta bisogna fermare il depuratore. La stessa nota spiega anche perché non si sia proceduto immediatamente alla sostituzione. Per effettuare il lavoro sarebbe necessario disattivare il depuratore e le stazioni di sollevamento fognario a monte, con il conseguente rilascio di reflui non trattati nel torrente Argentina.
Considerata la stagione balneare in corso, Rivieracqua decise quindi di rimandare l'intervento alla stagione invernale. Nel frattempo furono studiate soluzioni provvisorie per tamponare il foro mantenendo la condotta in funzione e garantendo la sicurezza degli operatori subacquei. La nota precisa che, una volta reperiti i materiali, l'11 agosto fu possibile effettuare un intervento che ridusse sensibilmente la perdita.
È un passaggio che precisa anche quanto emerso verbalmente durante il Consiglio: non genericamente "intorno alla metà di agosto", ma l'11 agosto, secondo il documento ufficiale.
Conio: "Io non ero a conoscenza di problematiche puntuali, scoperto con un video". Ed è proprio la cronologia a rendere particolarmente significativa la risposta del sindaco. Conio ha spiegato che, quando arrivarono i risultati Arpal fuori norma, non era a conoscenza della criticità sulla condotta.
"Ci troviamo con questa amara sorpresa di Arpal, che riporta valori fuori norma, e ci attiviamo immediatamente per comprendere – ha ricostruito – perché personalmente io non ero a conoscenza di problematiche puntuali sul depuratore".
Il giorno successivo, però, al sindaco arrivò un video. "Mi arriva un video che mi fa sobbalzare", ha raccontato. Le immagini, secondo la sua descrizione, mostravano una sorta di "geyser d'acqua" che ribolliva in mare a circa 200 metri dalla costa.
Conio ha raccontato anche la propria prima reazione: "Vengo in Comune, mi affianco ai funzionari a me più vicini perché la mia valutazione era quella di andare in Procura per fare un esposto, una denuncia".
Dopo il confronto con gli uffici, il sindaco decise invece di chiedere formalmente a Rivieracqua chiarimenti sui possibili problemi dell'impianto. Da quella richiesta sarebbe quindi arrivata la nota del 14 agosto nella quale viene ricostruita anche la segnalazione di fine giugno.
Il nodo politico: chi sapeva del guasto? È questo uno dei punti più rilevanti emersi dal confronto. Il documento dimostra che Rivieracqua era stata informata della possibile perdita a fine giugno dal Comune di Riva Ligure e che successivamente aveva effettuato accertamenti, individuando una criticità tanto seria da richiedere la sostituzione del tratto.
Non dimostra, invece, che il Comune di Taggia fosse stato informato in quel momento. Su questo punto la nota del 14 agosto non indica una precedente comunicazione a Taggia e Conio ha dichiarato in aula di non essere stato a conoscenza del problema quando, nei primi giorni di agosto, arrivarono i valori fuori norma.
Una distinzione importante: la documentazione disponibile permette quindi di collocare la conoscenza della criticità da parte del gestore alla fine di giugno, ma non consente, da sola, di stabilire quando e se l'informazione sia stata formalmente trasmessa a Taggia prima dell'emergenza di agosto. Ed è proprio qui che Cascino ha concentrato le proprie critiche.
"Rivieracqua non può comunicarlo dopo il patatrac". "Non sono soddisfatto della risposta – ha replicato il consigliere –. Non faccio un attacco all'amministrazione, ma il problema numero uno è che se la mia partecipata trova un problema a fine giugno, non può permettersi di comunicarlo a metà agosto, dopo che c'è un patatrac".
Cascino ha chiesto che su questo aspetto ci siano conseguenze e ulteriori approfondimenti da parte dell'amministrazione. Critiche anche alla modalità con la quale sarebbe partita la prima segnalazione: "Anche il Comune di Riva Ligure, con il quale qualche rapporto ci sarà, che non mandi un WhatsAppino... mi sembra strano".
Acqua depurata e scarico più vicino alla costa. Conio ha poi affrontato un altro punto centrale: che cosa passa all'interno della condotta danneggiata. "Ciò che si trova in quella condotta è acqua depurata, o tale dovrebbe essere – ha spiegato –. Quando l'acqua è in quel punto, il depuratore ha già fatto i suoi effetti".
La tubazione interessata dal guasto è infatti la condotta di scarico a mare dei reflui già trattati dal depuratore. Il problema ha comportato la fuoriuscita dell'acqua prima del punto terminale previsto.
Su questo Cascino ha però insistito sulla necessità di distinguere tra acqua depurata e acqua balneabile. "L'acqua depurata non equivale ad acqua balneabile – ha sostenuto –. Perché la condotta arriva a mille metri di distanza? Perché solo a quel livello, con la profondità dei fondali, la grandezza del mare, la salinità e l'effetto del sole, avviene l'ultima opera".
La rottura provocò il divieto di agosto? Non è accertato. Ed è qui che rimane il principale interrogativo. Cascino ha espresso senza esitazioni la propria convinzione: "Quella rottura ha causato il divieto di balneazione. Questa è la mia idea personale".
Il consigliere ha collegato temporalmente la perdita, iniziata almeno dalla fine di giugno, ai valori fuori norma riscontrati successivamente ad Arma. Ma al momento non è stato accertato un rapporto di causa ed effetto tra il guasto della condotta e il divieto di balneazione di agosto. Anche la nota del 14 agosto non stabilisce questo collegamento.
Rivieracqua scrive anzi che le analisi effettuate internamente sullo scarico del depuratore di Riva Ligure avevano sempre rispettato i limiti allo scarico, così come quelle effettuate fino a quel momento da Arpal. La società aggiunge inoltre che nel mese di luglio non si erano verificati fermi dell'impianto di depurazione di Riva Ligure.
Proprio sulle verifiche citate da Rivieracqua si è aperto un altro duro passaggio del confronto. Cascino ha detto di non ritenere sufficienti le analisi effettuate o commissionate dal gestore stesso, sostenendo che il riferimento debba essere rappresentato dai controlli dell'autorità pubblica competente. "Io le analisi che fa Rivieracqua non le considero allo stesso modo – ha sostenuto, utilizzando poi una provocazione –. È come chiedere a Dracula se vuole fare il presidente dell'Avis".
Il consigliere ha ribadito di considerare Arpal il soggetto di riferimento per stabilire la qualità delle acque di balneazione. Durante il suo intervento Cascino ha anche riferito di persone che avrebbero accusato malesseri dopo essersi bagnate. Non sono stati però presentati in aula elementi sanitari o tecnici in grado di collegare questi episodi alla condotta o ai valori registrati in mare, e la circostanza resta quindi una segnalazione riferita dal consigliere.
Conio: "La sensazione è che ci sia stato un peggioramento". Se il sindaco non ha attribuito il divieto di agosto alla condotta, le sue parole sul quadro complessivo dell'estate sono state comunque molto nette. "Se apro i giornali di quest'estate è stato uno stillicidio: se non era Arma, era Sanremo, se non era Sanremo era Imperia".
Poi una riflessione più generale: "La sensazione è che ci sia stato un peggioramento delle acque di balneazione e non bisogna nascondersi".
Conio ha spiegato di avere condiviso queste preoccupazioni anche con altri sindaci del territorio. "Qualcosa non funziona – ha aggiunto –. La stagione invernale ci può aiutare a capire meglio. Più indizi fanno una prova. È stata un'estate difficile per noi in particolare, non possiamo permetterci di adagiarci su questa situazione".
Il Comune vuole un confronto anche sui parametri dello scarico. Nel corso della risposta Conio ha affrontato anche il tema dei controlli effettuati sull'acqua in uscita dal depuratore.
Secondo quanto riferito dal sindaco, le autorizzazioni ambientali prevedono una serie di parametri per lo scarico dei reflui trattati, ma non tutti coincidono con quelli utilizzati per valutare la balneabilità delle acque marine. Per questo gli uffici comunali avrebbero chiesto un tavolo di confronto per approfondire anche i parametri microbiologici e capire se sia possibile avere un quadro più completo.
È un passaggio che si lega alla risposta data poco prima dallo stesso Conio all'interrogazione di Progetto Comune: la volontà dell'amministrazione è quella di arrivare a una regia tra Comuni, Prefettura, Arpal, gestore del servizio idrico e altri enti competenti, senza limitare il confronto ai confini amministrativi di Taggia.