Nuovo scontro politico a Palazzo Bellevue sulla gestione dei lavori della Seconda Commissione consiliare. A puntare il dito contro l'amministrazione Mager è l'intera minoranza consiliare, che parla apertamente di una "Seconda Commissione 'fantasma' e finta condivisione". Nel mirino dell'opposizione c'è in particolare la modalità con cui è stata organizzata la seduta in programma venerdì prossimo, sostenendo che tecnici e comitati siano stati esclusi dalla fase ufficiale dei lavori. Secondo i consiglieri di minoranza, infatti, la loro presenza sarebbe stata confinata a una fase preliminare, senza la possibilità di partecipare al vero confronto istituzionale.
Una scelta che, secondo l'opposizione, trasformerebbe l'iter in una sorta di "passerella priva di reale confronto", con il rischio di svuotare di significato il ruolo della commissione consiliare. "L'amministrazione Mager continua a prendere in giro il Consiglio comunale e la cittadinanza con l'ennesima operazione di facciata", sostengono i gruppi di minoranza, denunciando quello che definiscono un atteggiamento "antidemocratico". La contestazione riguarda soprattutto l'impossibilità, per i rappresentanti dei comitati e per gli esperti, di intervenire direttamente nella seduta ufficiale e fornire agli stessi consiglieri gli elementi necessari per approfondire le questioni all'ordine del giorno.
L'opposizione matuziana chiama direttamente in causa anche il presidente della Seconda Commissione, Luca Marvaldi. La minoranza gli attribuisce una responsabilità nella gestione della vicenda, sostenendo che avrebbe ceduto alle esigenze interne della maggioranza invece di garantire un confronto aperto. "A causa della sua inesperienza politica e con l'unico scopo di evitare frizioni interne alla maggioranza – scrivono i consiglieri –, ha lasciato decidere ad altri che una discussione trasparente e democratica non venisse liberamente condotta nella seduta di venerdì prossimo". Un'accusa pesante, che secondo l'opposizione renderebbe lo stesso presidente "corresponsabile di tale atteggiamento". Per la minoranza, dunque, non si tratterebbe di una semplice questione organizzativa, ma di una precisa scelta politica. "Si tratta di una precisa strategia: dare una parvenza di ascolto all'esterno per poi blindare le decisioni ed evitare voci critiche", sostengono i consiglieri, secondo i quali l'impostazione adottata finirebbe per privare l'opposizione di informazioni e competenze indispensabili. L'esclusione dei tecnici e dei comitati dalla seduta ufficiale, infatti, viene indicata come un ostacolo alla possibilità di svolgere pienamente il lavoro di controllo e approfondimento affidato al Consiglio comunale.
La protesta della minoranza si conclude con una richiesta precisa: allargare immediatamente la commissione ai tecnici di parte e ai comitati costituiti. "Non saremo complici di questo disprezzo delle istituzioni. Esigiamo rispetto per il Consiglio comunale e l'integrazione immediata dei comitati e degli esperti", affermano i consiglieri. L'opposizione chiede quindi che venga modificata l'impostazione della seduta del 18 settembre, consentendo un confronto che coinvolga anche le realtà direttamente interessate e gli esperti chiamati a fornire contributi tecnici.
In caso contrario, la minoranza annuncia già una nuova iniziativa politica. "Se la commissione non verrà allargata ai tecnici di parte e ai comitati costituiti, chiederemo l'immediata convocazione di un nuovo Consiglio comunale monotematico". Lo scontro, quindi, rischia di spostarsi nuovamente in aula consiliare, con l'opposizione intenzionata a chiedere una seduta dedicata esclusivamente alla questione. La Seconda Commissione di venerdì prossimo si presenta così come un nuovo terreno di confronto tra maggioranza e minoranza, con quest'ultima che contesta non soltanto il merito delle scelte, ma soprattutto il metodo e il livello di partecipazione garantito nel percorso istituzionale.