Economia - 10 settembre 2026, 10:15

Raccolta anticipata della vendemmia, Coldiretti Liguria Coldiretti Liguria punta su innovazione e adattamento per affrontare le sfide attuali

Il caldo accelera la maturazione delle uve

È una vendemmia segnata dal caldo e dalla siccità quella del 2026 in Liguria, con una raccolta che in diverse aree della regione è iniziata con un anticipo significativo rispetto alle tempistiche tradizionali. Nonostante le difficoltà legate all’andamento climatico, le prime indicazioni raccolte da Coldiretti Liguria descrivono un’annata positiva sotto il profilo qualitativo, con uve sane e di buona maturazione, e con produzioni quantitative soddisfacenti nelle zone non interessate dagli eventi estremi.

In particolare, nel Ponente ligure il forte caldo e la prolungata assenza di precipitazioni hanno impresso una forte accelerazione alla maturazione delle uve, portando la vendemmia avanti di circa 10-15 giorni rispetto ai tempi tradizionali. Un fenomeno che ha interessato le principali varietà locali, dal Rossese di Dolceacqua al Rossese Riviera Ligure di Ponente, fino a Pigato e Vermentino

Anche nel Levante le indicazioni sono positive. Nelle aree non interessate dalla grandine del 20 agosto, la produzione risulta elevata e le uve si presentano in buone condizioni qualitative. A Castiglione Chiavarese, in particolare, le precipitazioni di fine agosto hanno avuto un ruolo importante nel sostenere le piante che stavano attraversando una fase di forte stress idrico, contribuendo a preservare la produzione e accompagnare positivamente la fase finale della maturazione.

Alle Cinque Terre, territorio simbolo della viticoltura eroica ligure, la vendemmia si avvia alla conclusione con riscontri particolarmente positivi sulla qualità delle uve e indicazioni di crescita della produzione conferita in cantina. Anche qui il caldo ha modificato sensibilmente il calendario della raccolta, sempre più anticipata rispetto al passato, imponendo ai viticoltori di adattare le pratiche colturali alle nuove condizioni climatiche.

“La vendemmia di quest’anno ci restituisce un quadro complessivamente positivo, con uve di ottima qualità e, in molte zone, anche una buona disponibilità quantitativa”, commentano Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria, e Bruno Rivarossa, delegato confederale. “È però evidente come il cambiamento climatico stia modificando in maniera sempre più significativa il lavoro dei nostri viticoltori. Il caldo intenso e la siccità accelerano la maturazione e spostano in avanti il calendario della raccolta, mentre gli eventi estremi possono incidere pesantemente sulla produzione in singole aree”.

Proprio sul fronte dell’adattamento e dell’innovazione in viticoltura, Coldiretti Liguria è impegnata sul territorio con il progetto HERO-VINE, realizzato nell’ambito della cooperazione per l’innovazione e dedicato alla sperimentazione di nuove tecnologie a supporto dei viticoltori. Il progetto punta in particolare sull’impiego di strumenti di agricoltura di precisione e monitoraggio dei vigneti, con l’utilizzo di droni e sistemi innovativi per raccogliere informazioni utili sullo stato delle colture e intervenire in maniera sempre più mirata. Un percorso che va nella direzione di una viticoltura più sostenibile, efficiente e capace di rispondere alle nuove condizioni climatiche.

“Cambiano i tempi della vendemmia e devono cambiare anche alcune pratiche in vigneto,” proseguono Boeri e Rivarossa. “Occorre perciò fornire ai nostri viticoltori strumenti adatti e accessibili per fronteggiare le nuove sfide in ambito agricolo. La qualità raggiunta quest’anno dimostra ancora una volta il valore del lavoro e della professionalità delle nostre imprese, ma non possiamo ignorare i segnali che arrivano dal clima e la necessità di continuare a investire in tecniche capaci di rendere la viticoltura sempre più resiliente”.

La buona annata del 2026 non cancella dunque le preoccupazioni per il futuro. L’aumento delle temperature, la maggiore frequenza dei periodi siccitosi e l’alternanza tra fasi di forte stress idrico e precipitazioni intense rappresentano una sfida strutturale per la viticoltura ligure. Per questo, sottolinea Coldiretti Liguria, sarà sempre più importante accompagnare le imprese con ricerca, innovazione, gestione efficiente della risorsa idrica e tecniche agronomiche capaci di adattarsi ai nuovi scenari climatici.