Politica - 09 settembre 2026, 13:17

Frontalieri, il CSIR Liguria-PACA chiede un cambio di passo: "Basta gestire soltanto le emergenze"

Il presidente Michele delli Carri presenta il programma 2026-2027: al centro lavoro, previdenza, sanità, mobilità e una nuova strategia comune tra Italia e Francia

Il lavoro transfrontaliero non può essere affrontato soltanto quando arriva un'emergenza. È questo il punto di partenza della proposta di programma 2026-2027 presentata dal CSIR Liguria-PACA, con il presidente Michele delli Carri, per rafforzare la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori che ogni giorno attraversano il confine tra Italia e Francia. Una realtà che coinvolge migliaia di persone e che rappresenta una componente importante dell'economia e della vita sociale dell'area tra Liguria e PACA. L'obiettivo indicato dal sindacato è quello di superare una gestione legata alle singole criticità e costruire una vera politica transfrontaliera.

"Il territorio transfrontaliero ha bisogno di una politica che sappia guardare oltre le emergenze quotidiane e programmare il futuro", è il messaggio alla base dell'iniziativa. Previdenza, assistenza sanitaria, pensioni, lavoro, formazione e mobilità vengono individuati come settori strettamente collegati, che non possono più essere affrontati separatamente. Il CSIR propone quindi una serie di strumenti permanenti, a partire da una rete franco-italiana di esperti a sostegno dei lavoratori e da un Osservatorio permanente sul lavoro transfrontaliero. Previsti anche due referenti sindacali permanenti per i rapporti con le istituzioni e gruppi di lavoro comuni tra le organizzazioni sindacali italiane e francesi.

Particolare attenzione viene riservata alla mobilità sull'asse Imperia–Ventimiglia–Menton–Nizza, uno dei nodi più delicati per chi attraversa quotidianamente il confine per motivi di lavoro. Per il CSIR serve una programmazione complessiva dei trasporti, accompagnata dal potenziamento della ferrovia e da una maggiore integrazione tra i servizi pubblici dei due Paesi. Nel programma trova spazio anche l'ipotesi di nuove infrastrutture di mobilità sostenibile, compresa la possibile monorotaia Imperia–Nizza. Una proposta che, secondo il sindacato, dovrà essere valutata senza pregiudizi attraverso un'analisi concreta sotto il profilo tecnico, economico, ambientale e della domanda di trasporto.

L'impostazione del CSIR guarda quindi anche al medio periodo e punta a creare strumenti capaci di produrre dati, elaborare proposte e dialogare stabilmente con le istituzioni. Il sindacato intende rafforzare il proprio ruolo su entrambi i lati della frontiera, evitando che le organizzazioni siano costrette a intervenire soltanto dopo il verificarsi di una situazione critica. "Non è sufficiente intervenire quando una strada viene chiusa, quando i trasporti vanno in crisi o quando cambia una normativa. Occorre essere presenti prima, conoscere i problemi, produrre dati, avanzare proposte e pretendere risposte", sottolinea il CSIR nel presentare il nuovo percorso di lavoro.

Il programma guarda infine all'autunno del 2027, quando il CSIR intende promuovere una grande iniziativa pubblica sul futuro del lavoro transfrontaliero. L'appuntamento dovrebbe coinvolgere sindacati, istituzioni, imprese, enti di formazione e rappresentanti dei lavoratori, con l'obiettivo di arrivare alla definizione di una piattaforma sindacale comune franco-italiana. Il documento dovrebbe poi essere sottoposto ai governi e alle istituzioni dei due Paesi. Un percorso che punta dunque a trasformare le problematiche quotidiane dei frontalieri in una proposta politica strutturata, condivisa e capace di incidere sulle decisioni.

La sfida indicata dal CSIR è, in sostanza, passare dalla gestione delle emergenze alla programmazione. Il lavoro transfrontaliero viene considerato una risorsa non soltanto per chi attraversa quotidianamente il confine, ma per l'intero territorio che unisce Liguria e PACA. "Italia e Francia devono assumersi fino in fondo la responsabilità di costruire una politica transfrontaliera all'altezza delle esigenze di chi vive e lavora ogni giorno su entrambi i lati del confine", è la posizione espressa dal sindacato. Il CSIR Liguria-PACA intende fare la propria parte mettendo al centro diritti, servizi, mobilità e prospettive economiche e sociali di un'area che, secondo l'organizzazione, necessita di una strategia comune e di lungo periodo.