Economia - 09 settembre 2026, 07:15

Genoa, un inizio horror in Serie A. Ma De Rossi ha le qualità per il riscatto

Tre partite, tre sconfitte, zero punti e appena un gol segnato

L’inizio del Genoa nella nuova Serie A è difficile da interpretare in altro modo: il Grifone è partito male, molto male. La classifica lo vede al penultimo posto dopo tre giornate, senza vittorie né pareggi, con una situazione che inevitabilmente comincia a generare pressione intorno alla squadra di Daniele De Rossi.

Il calendario, però, merita di essere considerato. Il Genoa ha affrontato Napoli, Lazio e Como, tre avversarie di livello elevato e con ambizioni ben superiori alla semplice permanenza in categoria. Questo non cancella gli errori, ma aiuta a contestualizzare un avvio che rischierebbe altrimenti di essere letto soltanto attraverso lo zero nella casella dei punti. Adesso arriva però una fase diversa: contro Frosinone e Parma il Genoa dovrà iniziare a costruire la propria classifica.

Tre sconfitte diverse, ma un problema comune

Lo 0-2 interno contro il Napoli nella giornata inaugurale aveva già mostrato alcune difficoltà, ma non aveva restituito l'immagine di una squadra allo sbando. La partita era rimasta aperta e in casa rossoblù erano state particolarmente forti le proteste per l'azione che aveva portato al gol di Kevin De Bruyne, con De Rossi molto critico sull'episodio.

Contro la Lazio, invece, il Genoa ha perso 1-0. La rete di Davide Frattesi al 25' è stata sufficiente ai biancocelesti, mentre il Grifone ha faticato soprattutto nella costruzione offensiva. Nel finale sono arrivate alcune occasioni, compreso il colpo di testa di Frendrup respinto da Mandas, ma per buona parte dell'incontro la squadra ha prodotto troppo poco negli ultimi metri.

La vera allerta è arrivata nella terza giornata. Il 4-1 subito al Ferraris contro il Como ha evidenziato limiti molto più marcati. Il Genoa era persino passato in vantaggio al 19' con il nuovo acquisto Milutin Osmajic, servito da Colombo, ma nel giro di pochi minuti il Como aveva completamente ribaltato la situazione: Baturina, Diao e Nico Paz avevano portato gli ospiti sul 3-1 già prima dell'intervallo, mentre ancora Diao aveva completato il poker nella ripresa.

De Rossi, nel dopopartita, ha riconosciuto apertamente la superiorità dell'avversario, sottolineando soprattutto quanto il Genoa fosse stato poco preciso dopo il recupero del pallone e come alcuni errori di posizionamento avessero favorito il Como. Sono esattamente questi i punti dai quali dovrà ripartire.

Prima missione: ricostruire la solidità difensiva

Nove punti disponibili e zero conquistati sono il dato più evidente, ma ciò che deve preoccupare maggiormente De Rossi è probabilmente il modo in cui il Genoa ha perso sicurezza contro il Como.

La difesa aveva retto decisamente meglio all'Olimpico contro la Lazio. Al Ferraris, invece, sono emerse difficoltà sia individuali sia collettive. Anche le valutazioni di Sky Sport hanno evidenziato una serata negativa dell'intero reparto arretrato, con Bijlow particolarmente in difficoltà.

Proprio la gestione del portiere è uno dei primi dossier sul tavolo dell'allenatore. Le incertezze di Bijlow non rappresentano soltanto un problema individuale: un estremo difensore poco sicuro rischia di trasmettere instabilità all'intera linea.

Anche Vasquez non sembra attraversare il suo momento migliore, mentre Ostigard ha già accumulato tre ammonizioni nelle prime tre partite. Repubblica ha evidenziato inoltre come alcune esitazioni del portiere abbiano finito per condizionare anche il comportamento dei compagni di reparto.

De Rossi deve quindi prima di tutto ridare ordine. In una squadra chiamata inizialmente a costruire punti per allontanarsi dalla zona bassa della classifica, la solidità viene prima della ricerca di un'identità particolarmente sofisticata.

Recuperare equilibrio quando si perde il pallone

Il secondo problema riguarda le transizioni. Contro il Como il Genoa è riuscito anche a costruire una situazione ideale: recupero del pallone, ripartenza rapida e gol di Osmajic. Ma quella stessa capacità di verticalizzare non si è accompagnata a un'efficace protezione quando il possesso veniva perso. Il risultato è stato un Genoa progressivamente allungato, incapace di limitare giocatori tecnici come Nico Paz, Diao e Baturina.

De Rossi dovrà trovare un compromesso tra aggressività e prudenza. Il Genoa non può permettersi di affrontare ogni partita lasciando grandi porzioni di campo alle proprie spalle. La priorità potrebbe quindi diventare quella di accorciare maggiormente le distanze tra centrocampo e difesa, soprattutto quando gli esterni partecipano alla fase offensiva. Non si tratta necessariamente di abbassare il baricentro per novanta minuti. Significa piuttosto scegliere meglio quando andare a pressare e quando invece ricompattarsi.

Osmajic può cambiare qualcosa davanti

Dentro una partenza così negativa esiste almeno un elemento incoraggiante: Milutin Osmajic.

L'attaccante montenegrino ha trovato il gol alla prima presenza da titolare contro il Como, attaccando bene la profondità sull'assist di Colombo. Repubblica lo ha indicato tra le poche note positive della serata del Ferraris. Il suo inserimento può offrire a De Rossi una possibilità diversa.

Nelle prime due giornate il Genoa aveva schierato un reparto offensivo composto principalmente da Baldanzi, Colombo e Vitinha. Contro la Lazio proprio Colombo e Vitinha erano stati tra i giocatori maggiormente in difficoltà secondo le valutazioni di Sky Sport.

Osmajic porta invece attacco della profondità, fisicità e capacità di giocare direttamente verso la porta. Non significa necessariamente rinunciare a Colombo. La stessa azione del gol contro il Como ha mostrato che i due possono dialogare.

La soluzione potrebbe quindi essere quella di costruire un Genoa meno prevedibile, capace di alternare il gioco tra le linee di Baldanzi alle verticalizzazioni per gli attaccanti.

De Rossi deve ritrovare anche Vitinha

Un altro passaggio importante riguarda Vitinha. Il portoghese può rappresentare uno dei giocatori tecnicamente più importanti della rosa, ma il suo avvio di stagione è stato inferiore alle aspettative. Le voci di mercato delle prime settimane potevano averne condizionato il rendimento, ma una volta definita la permanenza al Genoa serve un cambio di passo.

De Rossi dovrà decidere quale sia la posizione migliore per metterlo nelle condizioni di incidere. Se utilizzato troppo lontano dalla porta, Vitinha rischia di spendere energie senza diventare realmente pericoloso. Avvicinarlo maggiormente all'area, magari sfruttando il lavoro di una prima punta, potrebbe permettergli di ricevere più spesso negli ultimi trenta metri.

Il Genoa, in fondo, ha bisogno soprattutto di aumentare la propria pericolosità. Dopo tre giornate il dato ufficiale parla di un solo gol realizzato. Troppo poco per pensare di costruire punti con continuità.

Frosinone e Parma diventano subito due esami importanti

Il calendario adesso cambia completamente prospettiva. Dopo Napoli, Lazio e Como, il Genoa ospiterà il Frosinone nella quarta giornata. La partita è prevista al Ferraris, prima di una successiva sfida contro il Parma.

Sono incontri che assumono inevitabilmente un peso differente. Non perché possano già decidere una stagione appena iniziata, ma perché rappresentano avversarie contro le quali il Genoa deve cominciare a misurare realmente le proprie possibilità nella parte di classifica che maggiormente lo riguarda.

Conquistare quattro o sei punti cambierebbe completamente la percezione dell'avvio. Un'altra serie di risultati negativi, al contrario, trasformerebbe il semplice ritardo iniziale in un problema strutturale. Per questo De Rossi dovrà probabilmente privilegiare la concretezza.

Il Ferraris può diventare parte della soluzione

C'è infine un elemento che non riguarda direttamente tattica e formazione. Il Genoa continua ad avere una componente ambientale particolarmente forte. In occasione del 133° anniversario del club, migliaia di sostenitori hanno celebrato la squadra e la società a Boccadasse nonostante gli zero punti in classifica. Lo stesso De Rossi ha sottolineato come una manifestazione di affetto del genere debba diventare uno stimolo per dare qualcosa in più.

Il prossimo appuntamento contro il Frosinone sarà quindi importante anche sotto questo punto di vista. Il Genoa deve evitare che la pressione del Ferraris diventi paura. Dovrà invece utilizzare l'ambiente come una spinta soprattutto nei momenti difficili della partita.

La classifica, dopo tre giornate, racconta una partenza horror. Ma racconta soltanto tre partite. De Rossi non ha bisogno di rivoluzionare tutto. Ha bisogno di rendere la squadra più corta, ridurre gli errori difensivi, trovare certezze tra i pali, recuperare giocatori come Vitinha e sfruttare subito l'impatto positivo di Osmajic.

Soprattutto, il Genoa deve ricominciare a fare punti. Perché il calendario iniziale può essere utilizzato per spiegare alcune delle difficoltà incontrate. Dal Frosinone in poi, però, sarà molto più difficile utilizzarlo come attenuante. Il rischio è che il Genoa, secondo le quote per calcio scommesse e pronostici, diventi una delle squadre coinvolte per non lottare in Serie B. Un’eventualità che nessuno, sulla sponda rossoblu, vuole considerare.







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I.P.