La tragica scomparsa di Stefano Sappracone, il navigatore 43enne originario di Taggia morto questa mattina durante il Rally della Val d’Aveto, ha suscitato profondo cordoglio anche nel Ponente ligure. Tra i tanti messaggi giunti dopo la notizia, riceviamo e pubblichiamo il ricordo di Gian Franco, che aveva conosciuto Sappracone fin dagli inizi della sua attività nel mondo dei rally.
«Un altro amico se n’è andato. Una persona tranquilla, silenziosa, ma con una grande passione per la velocità e per quel magico mondo che sono i rally.
Stefano l’ho conosciuto all’inizio della sua carriera, quando aveva appena cominciato a fare il navigatore. Ricordo quanti sogni aveva nella testa, quanti obiettivi voleva raggiungere e quanta fatica e impegno metteva per conquistarsi quel posto sul sedile di destra. Un sedile dal quale si vivono emozioni difficili da raccontare: la gioia quando si arriva in fondo a una competizione, magari riuscendo anche a conquistare un buon piazzamento, e la delusione quando invece si è costretti al ritiro per un imprevisto. In questo sport il rischio è sempre lì, vicino. Chi corre lo sa e lo accetta. Ognuno cerca di esorcizzarlo a modo proprio, ma purtroppo rimane una presenza che non se ne va mai.
Ciao Stefano. È stato un piacere conoscerti, parlare con te e poterti lasciare qualche piccolo ricordo dei momenti felici, come quello racchiuso in questa foto. E ringrazio il giornale e il Direttore per averla pubblicata senza oscurare il mio logo. Un abbraccio a te e, idealmente, a tutti gli altri piloti, navigatori, addetti e biker che purtroppo non ci sono più. Un pensiero va soprattutto alla tua famiglia, che in queste ore sta cercando di comprendere e affrontare qualcosa che è terribilmente difficile anche solo accettare. E un ultimo pensiero va al tuo pilota, Stefano Scapellato: reagisci, Stefano. Continua a coltivare la tua passione e non arrenderti.
Ciao Stefano.
Gian Franco»