Cronaca - 05 settembre 2026, 07:21

Sanremo, perseguita l’ex moglie, scavalca il cancello e si introduce in casa: lei si chiude in auto e chiama il 112

La donna, già vittima di stalking e dopo una denuncia, ha rischiato di trovarsi faccia a faccia con l’ex marito: l’intervento dei Carabinieri ha evitato il peggio.

Una serata che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia si è conclusa, fortunatamente, con un arresto e senza conseguenze fisiche per la donna. È accaduto alcune sere fa a Sanremo, dove una 40enne ha avuto la prontezza di riflessi di mettersi al riparo e chiamare immediatamente i Carabinieri dopo aver riconosciuto lo scooter dell’ex marito. Erano circa le 21 quando la donna, appena rientrata nella propria abitazione, ha sentito distintamente il mezzo arrivare. Ha fatto appena in tempo a chiudersi all'interno della propria auto, nel garage, prima che l'ex marito scavalcasse il cancello di ingresso dell'abitazione. A quel punto ha dato l'allarme al 112, facendo scattare l'intervento della pattuglia più vicina, quella della Stazione dei Carabinieri di corso Inglesi.

I militari sono arrivati rapidamente sul posto e hanno trovato l'uomo ancora nell'area dell'abitazione, procedendo al suo arresto in flagranza di reato per atti persecutori. Una vicenda che assume contorni particolarmente delicati anche alla luce di quanto sarebbe accaduto nelle settimane precedenti. La donna, infatti, una quindicina di giorni prima aveva presentato denuncia nei confronti dell'ex marito, con il quale erano in corso le pratiche per la separazione. Secondo quanto emerso, l'uomo avrebbe continuato a cercare la ex moglie e a perseguitarla in più occasioni, nonostante la volontà della donna di interrompere definitivamente la relazione. L'episodio di Sanremo rappresenta quindi un ulteriore passaggio di una situazione che, già prima dell'intervento dei Carabinieri, aveva fatto scattare un campanello d'allarme.

A fare la differenza, in questa occasione, è stata soprattutto la rapidità con cui la donna ha compreso il pericolo e ha chiesto aiuto. Nascondersi all'interno dell'auto e chiamare immediatamente il 112 ha consentito ai Carabinieri di intervenire quando l'uomo era ancora sul posto. Non è dato sapere quali fossero le sue intenzioni quando ha raggiunto l'abitazione e ha scavalcato il cancello. Un elemento che dovrà essere valutato nell'ambito dell'indagine e del successivo procedimento giudiziario. Di certo, alla luce delle denunce e dei comportamenti che sarebbero proseguiti nelle settimane precedenti, non si trattava di una situazione da sottovalutare. Proprio per questo l'intervento tempestivo delle forze dell'ordine ha assunto un'importanza decisiva.

Nelle scorse ore il giudice ha convalidato l'arresto effettuato in flagranza. L'uomo è stato quindi rimesso in libertà, ma con precise prescrizioni: nei suoi confronti è stato disposto il braccialetto elettronico ed è stato imposto il divieto di avvicinamento alla ex moglie. Misure che puntano a impedire nuovi contatti e a garantire una maggiore tutela della donna mentre la vicenda giudiziaria proseguirà. Saranno ora gli accertamenti e il procedimento a chiarire tutti gli aspetti della storia e le eventuali responsabilità dell'indagato. Per la donna resta comunque una situazione di forte preoccupazione, dopo settimane nelle quali avrebbe dovuto fare i conti con comportamenti persecutori da parte dell'ex marito.

Il caso sanremese torna alla ribalta proprio mentre l'Italia è nuovamente scossa da un femminicidio avvenuto a Firenze, con una dinamica che ha riportato drammaticamente al centro dell'attenzione il tema della violenza nei confronti delle donne. Due vicende che non possono essere sovrapposte e sulle quali occorre evitare facili conclusioni, ma che hanno un elemento comune: l'importanza di riconoscere tempestivamente i segnali di una possibile escalation. Stalking, minacce, controllo e persecuzioni non sono semplicemente conflitti all'interno di una coppia che si sta separando. Possono rappresentare segnali di un pericolo più grave, soprattutto quando la vittima manifesta chiaramente la volontà di interrompere ogni rapporto.

Ed è proprio su questo punto che episodi come quello accaduto a Sanremo impongono una riflessione. La prevenzione può fare la differenza, ma perché sia realmente efficace è necessario che una denuncia venga presa sul serio e che la persona che la presenta sappia di poter contare su una rete di protezione. Nel caso sanremese la prontezza della donna e l'intervento dei Carabinieri hanno impedito che l'episodio potesse avere conseguenze peggiori. Non sappiamo cosa sarebbe accaduto se quella sera non fosse riuscita a mettersi al sicuro o se non avesse avuto la possibilità di chiamare subito il 112. Ed è proprio questo il punto più inquietante: davanti alla violenza di genere, non bisogna aspettare che accada l'irreparabile per riconoscere il pericolo.

I femminicidi che continuano a riempire le cronache italiane raccontano, con drammatica frequenza, di relazioni finite che alcuni uomini non accettano di vedere concluse. La separazione, il rifiuto, la decisione della donna di ricominciare la propria vita non possono diventare il pretesto per esercitare controllo, possesso o persecuzione. Ogni storia ha le proprie caratteristiche e ogni responsabilità dovrà essere accertata nelle sedi competenti, ma il messaggio che arriva anche da Sanremo è chiaro: davanti a comportamenti persecutori non bisogna abbassare la guardia. La vicenda giudiziaria dell'uomo arrestato proseguirà, mentre resta soprattutto l'auspicio che la donna possa tornare a vivere senza paura. In questo caso, almeno, una telefonata al 112 e l'intervento tempestivo dei Carabinieri hanno evitato che una situazione già preoccupante potesse degenerare.