Cronaca - 04 settembre 2026, 16:23

Violenza sessuale in provincia di Imperia, una petizione per più tutela delle vittime: già 185 firme raccolte

L'iniziativa lanciata su Change.org chiede alle istituzioni una maggiore protezione per chi denuncia e una risposta più incisiva dello Stato

La violenza sessuale torna al centro del dibattito anche in Liguria, dopo una serie di vicende giudiziarie che hanno riacceso l'attenzione sulla tutela delle vittime e sull'efficacia delle risposte previste dal sistema giudiziario. È questo il tema al centro di una petizione lanciata sulla piattaforma Change.org, che ad oggi ha raggiunto 185 firme. L'iniziativa prende spunto anche da due recenti episodi avvenuti nelle province di Imperia e Torino, sottolineando la necessità di interrogarsi sulle misure di protezione e sulle conseguenze previste per chi viene accusato di reati sessuali. I procedimenti, è bene ricordarlo, sono ancora in corso e spetterà alla magistratura accertare eventuali responsabilità.

Nel caso dell'imperiese, un 19enne è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale aggravata ai danni di una minorenne e successivamente sottoposto agli arresti domiciliari. A Torino, invece, un 42enne è stato arrestato con l'accusa di atti sessuali nei confronti di una tredicenne e successivamente sottoposto alla misura dell'obbligo di firma. Due vicende diverse, ancora al vaglio della giustizia, che hanno però contribuito ad alimentare una domanda precisa contenuta nella petizione: "È davvero sufficiente ciò che oggi il nostro sistema garantisce alle vittime?" Una riflessione che riguarda non soltanto le singole decisioni giudiziarie, ma più in generale il modo in cui lo Stato riesce a garantire sicurezza e sostegno a chi trova la forza di denunciare.

La petizione chiarisce di non voler mettere in discussione il lavoro della magistratura né chiedere una giustizia sommaria. "Non chiediamo vendetta. Non chiediamo di sostituirci alla giustizia", si legge nel testo dell'iniziativa. L'obiettivo dichiarato è piuttosto quello di aprire una riflessione sull'efficacia delle norme, delle misure cautelari e delle pene previste per i reati sessuali, soprattutto quando le vittime sono minorenni. Il tema delle misure cautelari, in particolare, viene posto sotto la lente: la petizione chiede di interrogarsi sulla possibilità che, nei casi previsti dalla legge, un indagato possa rimanere libero o essere sottoposto ai domiciliari mentre il procedimento prosegue. Una questione delicata, che deve necessariamente confrontarsi con i principi e le garanzie previste dall'ordinamento.

Al centro dell'appello c'è soprattutto la condizione di chi denuncia. Trovare il coraggio di raccontare una violenza e rivolgersi alle autorità non dovrebbe mai tradursi nella paura di non essere adeguatamente protetti, è il principio alla base dell'iniziativa. "La paura della vittima non può pesare meno della libertà di chi è accusato", viene sottolineato nella petizione, ribadendo al tempo stesso che l'accertamento delle responsabilità spetta alla giustizia. L'invito rivolto alle istituzioni è quindi quello di valutare se gli strumenti oggi disponibili siano realmente sufficienti a garantire protezione, prevenzione e sostegno alle persone che subiscono violenza, evitando che le conseguenze psicologiche e sociali del reato si trasformino in un ulteriore peso per chi denuncia.

La raccolta firme prosegue quindi con un messaggio rivolto alla cittadinanza e alle istituzioni: contro la violenza sessuale non bastano le parole, ma servono tutela, prevenzione e una risposta dello Stato proporzionata alla gravità dei reati. Le 185 adesioni raggiunte finora rappresentano il primo risultato dell'iniziativa, che punta a portare il tema all'attenzione pubblica e politica. "La dignità, la sicurezza e il futuro di una vittima non possono essere il prezzo da pagare per aver trovato il coraggio di parlare", è la conclusione dell'appello. La petizione resta aperta alle firme sulla piattaforma Change.org, con l'obiettivo di chiedere un impegno maggiore sul fronte della protezione delle vittime e del contrasto alla violenza sessuale.