Politica - 03 settembre 2026, 18:35

Ventimiglia, gli ambulanti contro il Comune per il "Super Karaoke": "Oltre 300 operatori penalizzati"

Gli operatori commerciali contestano la gestione dell'evento al Resentello: "Nessun confronto, scelta calata dall'alto"

La scelta di ospitare a Ventimiglia lo show "Super Karaoke" al Belvedere Resentello continua a suscitare polemiche. A prendere posizione sono questa volta gli operatori commerciali e gli ambulanti della città, che hanno diffuso una lettera aperta indirizzata al sindaco, esprimendo il proprio "profondo dissenso" non tanto per l'arrivo dell'evento o per la location individuata, quanto per le modalità con cui la vicenda sarebbe stata gestita dall'amministrazione nei confronti di chi vive e lavora quotidianamente sul territorio. Al centro della contestazione ci sono soprattutto le conseguenze economiche per il comparto commerciale e, in particolare, per gli oltre 300 operatori ambulanti interessati dalla giornata.

Secondo quanto sostenuto nella lettera, il costo economico della decisione ricadrebbe interamente sulle attività commerciali coinvolte, chiamate a rinunciare a una giornata di lavoro in nome della realizzazione dell'evento. Gli operatori sottolineano inoltre di non aver ricevuto, a loro dire, una comunicazione diretta da parte del Comune. "I danni economici di questa giornata ricadranno interamente sulle spalle di oltre 300 operatori ambulanti e delle attività commerciali della zona. Saranno loro a pagare il prezzo per una presunta ricaduta positiva sul territorio", si legge nel documento. Da qui la domanda rivolta direttamente al sindaco: "Eppure, nessuno di questi lavoratori ha ricevuto una comunicazione diretta dal Comune. Perché?"

Gli operatori contestano in particolare quella che definiscono una gestione "d'imperio" della vicenda, sostenendo che una decisione programmabile sarebbe stata successivamente ricondotta a esigenze di ordine pubblico e sicurezza dopo il passaggio in Prefettura. "Si è scelta la strada del provvedimento d'imperio, trasformando una decisione puramente politica e programmabile in un'emergenza di 'ordine pubblico' e 'sicurezza' dopo il passaggio in Prefettura", affermano. Una ricostruzione che, secondo i firmatari, non sposterebbe però il nodo della questione: "Spostare la responsabilità delle scelte sui tavoli istituzionali non cancella la realtà".

La critica riguarda quindi soprattutto l'assenza di un confronto preventivo con le categorie interessate. Nella lettera gli ambulanti sostengono che sarebbe stato possibile valutare soluzioni alternative in grado di conciliare lo svolgimento dell'evento con la tutela delle attività economiche. Tra le ipotesi indicate figurano, ad esempio, un mercato ridotto oppure lo spostamento degli operatori secondo graduatoria. "Si è preferito annullare e penalizzare un intero comparto economico anziché avviare un confronto costruttivo e democratico con i sindacati di categoria per trovare soluzioni alternative", denunciano gli operatori.

Il passaggio della lettera assume poi un tono particolarmente critico nei confronti dell'amministrazione comunale e del rapporto con il tessuto commerciale cittadino. "Questo modus operandi colpisce duramente proprio quel tessuto commerciale che appartiene a persone che l'hanno eletta e sostenuta", scrivono gli ambulanti, aggiungendo un riferimento anche alle origini familiari del sindaco legate al mondo dei mercati. Un elemento che, secondo i firmatari, renderebbe ancora più difficile comprendere la scelta di non coinvolgere direttamente gli operatori in una vicenda destinata ad avere ripercussioni concrete sul loro lavoro.

Nella parte conclusiva, gli operatori riconoscono le difficoltà legate all'amministrazione di una città complessa come Ventimiglia, ma rivendicano la necessità di un metodo basato sul dialogo. "Amministrare Ventimiglia non è semplice, ne siamo consapevoli. Ma se si segue una via eticamente corretta, improntata al dialogo e al rispetto del lavoro altrui, non è nemmeno impossibile", affermano. Nel mirino finisce anche il rapporto tra grandi eventi e tradizioni locali: gli ambulanti richiamano infatti la Battaglia dei Fiori, indicandola come esempio di una manifestazione storica che meriterebbe di essere preservata e promossa con la stessa energia dedicata agli appuntamenti temporanei.

Il messaggio finale è quindi rivolto direttamente al primo cittadino e all'intera amministrazione. "Il successo di un evento non si misura solo dalle luci del palco, ma anche dalla capacità di un'amministrazione di non lasciare indietro nessuno", sottolineano gli operatori commerciali e gli ambulanti. E aggiungono una considerazione destinata a mantenere aperto il confronto anche dopo la conclusione dello spettacolo: "Moralmente, il peso di questa giornata senza lavoro graverà sulle scelte di questa giunta".

La lettera si chiude con un messaggio dai toni amari ma inequivocabili: "Auguriamo a Lei una buona visibilità sul palco, e a Ventimiglia una riflessione profonda sul valore del lavoro e del rispetto istituzionale". La protesta degli ambulanti pone dunque al centro non la presenza del "Super Karaoke" in città, ma il metodo con cui è stata assunta e comunicata la decisione, chiedendo all'amministrazione un confronto più diretto con le categorie economiche e una maggiore attenzione alle conseguenze delle scelte sugli operatori che lavorano quotidianamente a Ventimiglia.