Una mattinata di fede e tradizione ha accompagnato oggi a Carpasio le celebrazioni in onore di Sant’Antonino martire, patrono del borgo. La solennità religiosa è iniziata con la Santa Messa celebrata da don Nuccio Garibaldi nella parrocchia intitolata al santo. Al termine della funzione, la statua del patrono è stata portata in processione per le vie del paese, in un momento particolarmente sentito dalla comunità. Ad accompagnare il corteo è stata la banda musicale di Badalucco, che ha scandito con le proprie note il percorso della processione. Una tradizione che, ancora una volta, ha riportato nelle strade del borgo numerosi fedeli e rappresentanti delle istituzioni.
Alla cerimonia hanno preso parte circa un centinaio di fedeli, tra residenti e persone legate a Carpasio che, pur non vivendo più stabilmente in paese, ogni anno fanno ritorno in occasione della festa patronale. Presenti anche diversi rappresentanti delle amministrazioni locali. Per il Comune di Montalto Carpasio c’erano il sindaco Mariano Bianco e l’ex primo cittadino Valerio Verda, oggi consigliere comunale. In rappresentanza del Comune di Molini era presente Gianluca Ozenda, mentre per la Pro Loco Montalto Carpasio ha partecipato Paolo Ausenda. La partecipazione dei fedeli ha confermato il forte legame che continua a unire la comunità alla ricorrenza religiosa e alla figura del proprio patrono.
La storia di Sant’Antonino affonda le proprie radici nei primi secoli del cristianesimo. Secondo la tradizione, ancora giovane entrò a far parte della Legione Tebea, reparto militare di origine egiziana legato alla città di Tebe. "Lasciata la patria, i parenti, gli amici e le cose care", Antonino rimase affascinato dai valori cristiani testimoniati dai soldati della Legione e decise di arruolarsi "per soldato Thebeo e tra i primi della legione". La sua scelta di fede lo avrebbe portato al martirio durante le persecuzioni contro i cristiani dell’imperatore Diocleziano.
Sant’Antonino venne decapitato nel 303 d.C., secondo la tradizione, proprio nel corso della persecuzione di Diocleziano. Il suo martirio è ancora oggi ricordato come testimonianza di una fede vissuta con coraggio e coerenza, insieme all’impegno nella carità cristiana. A Carpasio la devozione nei suoi confronti si rinnova ogni anno attraverso la celebrazione religiosa e la processione, che rappresentano uno dei momenti più significativi della vita della comunità. Una ricorrenza capace di coinvolgere anche chi, pur avendo lasciato il paese, conserva un legame profondo con il borgo e con le sue tradizioni. La festa di Sant’Antonino diventa così anche un'occasione per ritrovarsi e rinsaldare il senso di appartenenza.