Le piogge dei giorni scorsi hanno favorito la ricomparsa di diverse specie nei castagneti dell'entroterra. E con i funghi sono tornati anche i cercatori, pronti a rimettersi in cammino nei boschi della Valle Argentina. Un appuntamento che, per tanti appassionati, rappresenta una vera tradizione e che ogni anno richiama nei sentieri e nei castagneti chi conosce bene i segreti della montagna. Tra le specie che si possono incontrare ci sono boletti, ovuli e russule, in un patrimonio naturale che offre ancora grandi soddisfazioni a chi sa osservare e muoversi con rispetto. Una stagione che riparte, dunque, ma che porta con sé anche una raccomandazione importante: raccogliere con attenzione e lasciare intatto ciò che non viene raccolto.
A raccontare questa passione è Salvatore Del Core, vecchio ed esperto cercatore di funghi, esponente di quella che lui stesso definisce la "vecchia scuola". Un sapere costruito negli anni, fatto di esperienza, conoscenza del territorio e capacità di riconoscere ciò che il bosco offre. "Appartengo ancora alla vecchia scuola – racconta Salvatore Del Core –, ne sono rimasti pochi della mia età, i più in gamba, tra l'altro, sono ormai passati di oltre". Parole che raccontano non soltanto una passione, ma anche una tradizione che rischia di perdersi con il passare delle generazioni. Perché, come sottolinea l'esperto cercatore, la conoscenza dei funghi e del bosco nasce soprattutto dall'esperienza, dalla frequentazione costante dei luoghi e dalla capacità di comprenderne i ritmi.
E proprio parlando della Valle Argentina, Del Core ricorda la ricchezza dei suoi boschi e, in particolare, dei suoi castagneti. "Cercatore di funghi si nasce, non si diventa, però in Valle Argentina ci sono bellissimi castagneti – spiega –, ci si possono trovare tutti i tipi di funghi: boletti, ovuli, russule, c'è da divertirsi". Un invito, quello del cercatore, a vivere questa stagione con entusiasmo, ma anche con la consapevolezza che il bosco non è soltanto un luogo dove cercare funghi. È un ecosistema complesso, nel quale ogni elemento svolge una propria funzione e nel quale anche i funghi che non vengono raccolti hanno un ruolo fondamentale per l'ambiente.
Da qui la raccomandazione finale, rivolta a tutti coloro che in questi giorni torneranno a percorrere i sentieri dell'entroterra. "Quindi fare attenzione e rispettare i funghi che non si raccolgono, perché i funghi servono soprattutto alle piante", sottolinea Del Core. Un principio semplice, ma fondamentale: la raccolta deve sempre andare di pari passo con il rispetto della natura. Evitare di danneggiare i funghi che non si intendono raccogliere, non rovinare il sottobosco e lasciare il bosco nelle condizioni in cui lo si è trovato sono comportamenti essenziali per preservare questo patrimonio. La stagione dei funghi è appena ripartita: "Buona avventura, alla prossima", è il saluto dell'esperto, con l'auspicio che la passione per la ricerca continui a convivere con il rispetto per i nostri boschi.