Sport - 31 agosto 2026, 19:09

E lo chiamano ancora “calcio d’agosto”: Sanremese-Imperia, quello di ieri è stato un derby vero

Due squadre che sembrano già avere il passo di una categoria superiore. Ai tifosi imperiesi si poteva riservare qualche posto in più

E lo chiamano calcio d’agosto. Sarà,  ma se questo è il calcio d’agosto, ben venga. Sanremese-Imperia di Coppa Italia è stato un derby vero, dentro e fuori dal campo. Una bella cornice di pubblico, una partita intensa e due squadre che, nonostante la preparazione ancora nelle gambe, hanno mostrato ritmo, qualità e personalità. Ha vinto la Sanremese, in rimonta, ma l’Imperia può recriminare. Una volta trovato il vantaggio, i nerazzurri hanno avuto le occasioni per chiudere la partita e non le hanno sfruttate. Poi è arrivata la legge del gol: se non chiudi, prima o poi paghi. La Sanremese non ha rubato nulla. Ha avuto il merito di crederci, restare dentro la partita e sfruttare le proprie opportunità.

Qualche dubbio, invece, lo lascia la direzione arbitrale di Iorfida di Collegno: dal possibile intervento di mano in area ad almeno un paio di cadute degli attaccanti sulle quali qualche interrogativo è rimasto. Episodi che, in una sfida così equilibrata, avrebbero potuto pesare. Ma sarebbe riduttivo fermarsi all’arbitraggio. Il derby ha detto soprattutto che Lerda e Festa hanno già costruito squadre capaci di trasmettere qualcosa.

Le nuove proprietà hanno lavorato bene. È presto per fare proclami, ma i segnali sono chiari: entrambe possono avere ambizioni importanti e, per quanto visto, sembrano avere il passo di una categoria superiore. Personalmente, era dai tempi dei “Ragazzi del ’99”, (che poi vinsero il campionato)come li chiamava Pino Cipolla, che non avvertivo nell’Imperia questa sensazione. Non è una sentenza, è una sensazione. Ma il calcio, spesso, comincia proprio da lì. La Sanremese, dal canto suo, ha risposto da squadra che non vuole fare la comparsa: ha sofferto, rimontato e vinto il derby.

E sugli spalti? Una risposta importante è arrivata anche dal pubblico. Proprio per questo, vedendo qualche vuoto, resta una piccola nota stonata: forse qualche posto in più poteva essere riservato ai tifosi imperiesi, contribuendo a rendere ancora più bella una cornice che, per una partita di fine agosto, è stata comunque da grandi occasioni.

Per questo chiamarlo soltanto “calcio d’agosto” è riduttivo. Perché in campo c’erano due squadre vere, sugli spalti c’era già il pubblico delle grandi occasioni e, soprattutto, è tornata quella sensazione che mancava da tempo: il derby è tornato a profumare di calcio vero.

Diego David