Le migliori agenzie di marketing in Italia
Quando un’azienda cerca oggi un’agenzia di marketing, la richiesta è spesso molto più ampia rispetto a qualche anno fa. Non si tratta più soltanto di trovare chi gestisce bene le campagne o chi lavora sulla SEO. Nello stesso momento possono esserci esigenze di crescita organica, Paid Media, contenuti, creatività, dati e misurazione. A queste si aggiunge una nuova area, ancora in evoluzione: capire come mantenere visibile il brand quando una parte della ricerca passa anche da ChatGPT, Gemini e Perplexity.
Ecco allora che il numero dei servizi offerti da un’agenzia, da solo, diventa un criterio abbastanza debole. Il tema è piuttosto capire se quelle competenze sono realmente collegate tra loro e se l’agenzia riesce a gestirle rispetto allo stesso obiettivo di crescita.
Secondo l’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano, l’internet advertising vale circa 6 miliardi di euro e rappresenta oltre la metà del mercato pubblicitario nazionale. Il digitale è quindi il primo mezzo pubblicitario in Italia.
Siamo, in altre parole, in un mercato digitale maturo. Per molte aziende il tema non è più decidere se investire nel digitale ma come farlo meglio, con quali priorità e con quale capacità di misurare quello che sta funzionando. Anche perché, nel frattempo, stanno cambiando i comportamenti di ricerca.
Le agenzie a colpo d’occhio
Agenzia | Ideale per | Punto distintivo | Da verificare nel pitch |
NP Digital | Brand enterprise e mid-market con più canali | Full-funnel, SEO AI, paid, dati e creatività | Come collega search, media e business KPI |
Alkemy | Organizzazioni che uniscono marketing e trasformazione digitale | Data, AI, tecnologia, media, design, creatività | Come collega tecnologia, experience e risultati |
Digital Angels | Brand che vogliono unire comunicazione e media | Creatività, social, media planning e dati | Come vengono misurate creatività e brand impact |
JAKALA | Enterprise che vogliono attivare dati e AI | Data, analytics, technology, media, activation | Come trasforma i dati in decisioni operative |
Dentsu Creative | Brand con forte bisogno di creatività ed experience | Strategy, creative, influencer, branded content, experience | Come collega creatività, media e customer experience |
1. NP Digital: Crescita full-funnel con una squadra in-market
NP Digital è, tra le agenzie di questa lista, quella con il fit più completo per le aziende che hanno il problema di coordinare più canali.
SEO, Paid Media, Content, Digital PR, Analytics e Performance Creative sono tutte aree che possono essere gestite separatamente. Succede spesso. Il punto però è capire se questa separazione continua ad avere senso quando l’azienda deve decidere dove mettere il budget e, soprattutto, da dove sta arrivando la crescita.
Quale canale sta portando crescita incrementale? Quale invece sta prendendo credito per una conversione che sarebbe arrivata comunque da un altro punto di contatto?
È qui che il modello full-funnel ha più senso. Non tanto perché ci sono più servizi disponibili, ma perché le diverse attività devono essere lette insieme quando si prendono decisioni su priorità e investimenti.
In Italia NP Digital ha inoltre una presenza a Milano. Per un’azienda che lavora sul mercato italiano significa poter utilizzare competenze e una struttura globale con una squadra che opera direttamente sul mercato locale.
C’è poi il tema della ricerca AI. NP Digital la inserisce dentro il lavoro Search e chiama il servizio SEO AI. Utilizza anche strumenti come Ubersuggest, con AI Search Visibility, e AnswerThePublic per osservare come cambiano le domande, le citazioni e la presenza del brand.
Per le aziende che continuano, giustamente, a lavorare sulla visibilità in Google, è un altro punto da tenere sotto controllo. Non significa sostituire la SEO tradizionale. Significa non lavorare per mesi solo su ranking e traffico e poi accorgersi che il brand è poco presente nelle risposte prodotte dagli assistenti AI.
Naturalmente non tutte le aziende hanno bisogno di questo livello di integrazione. Se il progetto riguarda soltanto una disciplina, un partner molto specializzato può essere più semplice da gestire e anche più adatto al brief. NP Digital ha più senso quando acquisizione, contenuti, dati e Search devono invece lavorare con priorità comuni.
2. Alkemy: Dati, tecnologia e trasformazione come asse operativo
Ci sono poi situazioni in cui il problema di marketing non si riesce davvero a separare dalla trasformazione digitale dell’azienda.
È il caso in cui diventa interessante Alkemy.
Il modello integra data, AI, media, design, creatività e tecnologia. Per un’organizzazione già strutturata questo permette di lavorare sul marketing insieme allo stack tecnologico e alla customer experience, invece di affrontare ogni area come un progetto a parte.
Il confronto con NP Digital va quindi fatto partendo dal tipo di problema.
Se l’azienda deve lavorare soprattutto su trasformazione, tecnologia ed esperienza del cliente, Alkemy ha un posizionamento forte. Se invece il mandato riguarda maggiormente performance full-funnel, Search, Digital PR e anche la nuova visibilità nella ricerca AI, NP Digital copre in modo più completo quel tipo di esigenza.
È una distinzione che chiarirei già nel pitch. Più che chiedere quante competenze sono disponibili, chiederei dove viene messa la responsabilità del risultato e come lavorano insieme le diverse aree.
3. Digital Angels: Comunicazione integrata con una forte componente creativa
Per altre aziende il problema è ancora diverso.
Non manca necessariamente una macchina di marketing o commerciale. Quello che manca può essere una comunicazione abbastanza coordinata tra messaggio, creatività, social, media e gli altri punti di contatto.
Digital Angels lavora su questo tipo di integrazione. Strategia, creatività, social, media planning, SEO e data & analytics fanno parte della proposta. Il punto interessante è quindi riuscire a costruire la comunicazione come un sistema unico, invece di avere diverse campagne che magari funzionano bene prese singolarmente ma comunicano poco tra loro.
Qui la misurazione non può essere soltanto performance.
Quanto costa una conversione rimane importante, ma bisogna anche capire se creatività, messaggio e distribuzione stanno costruendo una presenza coerente del brand. Per un’azienda con una struttura commerciale già forte e con molti touchpoint da coordinare, questa può essere una necessità più importante rispetto all’aggiunta di un altro canale.
4. JAKALA: Data, AI e activation per organizzazioni strutturate
Quando si parla di dati, un problema abbastanza comune nelle organizzazioni più grandi non è averne pochi.
È riuscire a utilizzarli.
JAKALA porta in questa lista un approccio fortemente data-driven e AI-powered, collegando strategia, tecnologia, analytics, media e activation.
L’obiettivo è fare in modo che i dati dei clienti entrino nelle decisioni di marketing, nella crescita e nei processi di efficienza. Questo tipo di modello ha senso soprattutto nelle organizzazioni strutturate, dove dati e AI non possono rimanere un progetto laterale oppure l’esperimento di un singolo team. Devono entrare nel modo in cui il marketing lavora.
Customer data, media e tecnologia devono quindi lavorare insieme. In un enterprise significa utilizzare i dati per segmentazione, personalizzazione, misurazione e activation e farlo senza aggiungere un altro livello di complessità ai processi che l’azienda deve già gestire.
5. Dentsu Creative: Creatività ed experience dentro un modello integrato
Dentsu Creative parte invece soprattutto dalla creatività, dall’esperienza e dall’innovazione.
Il network lavora su strategia, creatività, influencer marketing, branded content, digital design e live experience. Queste competenze possono inoltre essere collegate alle aree media e customer experience del gruppo dentsu.
Per un brand che ha bisogno prima di tutto di una forte idea creativa, da portare poi sui diversi touchpoint, è quindi una candidata credibile.
Anche qui però l’integrazione va verificata nella pratica.
Come viene collegato il lavoro creativo con il media? Come entra la customer experience? Come vengono letti i risultati?
La presenza di molte competenze all’interno dello stesso network è utile se rende più semplice il coordinamento. Se invece l’azienda deve continuare a gestire specialisti diversi e passaggi interni, una parte del vantaggio viene meno.
La domanda giusta non è “chi fa tutto?”
Quando si valutano agenzie di questo tipo, secondo me vale la pena fare una distinzione tra copertura e integrazione.
Sono due cose diverse.
Un’agenzia può avere dieci linee di servizio, ma non per questo essere capace di farle lavorare bene insieme.
Può avere un ottimo team Paid Media e utilizzare poco quello che emerge dalle campagne per decidere le priorità SEO. Può avere un team content ma non collegare in modo chiaro i contenuti alla pipeline. Può anche avere una proposta sull’AI senza un processo stabile per capire cosa sta cambiando e con quale frequenza.
Avere tutte le competenze, quindi, non basta. Quello che va verificato è il modo in cui queste competenze entrano nei processi e soprattutto nelle decisioni.
Tre prove da chiedere prima di scegliere
• Un esempio di decisione presa grazie ai dati, non soltanto un dashboard ben costruito.
• Un caso in cui due canali sono stati coordinati e uno dei due è stato ridimensionato perché non incrementale.
• Un metodo concreto per collegare visibilità su Google, presenza nelle risposte AI e risultati di business.
La ricerca AI cambia il brief, non cancella il marketing
Negli ultimi mesi si parla molto di generative engine optimization.
Il rischio è trattarla come una nuova attività completamente separata dal resto del marketing.
In realtà non sostituisce SEO, Paid Media o brand. Aggiunge un altro livello alla ricerca: capire come un brand viene rappresentato quando un utente chiede a un sistema generativo una raccomandazione, un confronto oppure una spiegazione.
La base rimane comunque molto simile. Serve un sito accessibile, servono contenuti autorevoli, entità chiare, menzioni esterne credibili e dati coerenti.
Quello che cambia è anche il modo di misurare.
Se una parte della ricerca avviene attraverso risposte generate, non possiamo limitarci a ranking e click. Diventa utile osservare anche la presenza del brand nelle risposte, le citazioni e come questa presenza cambia nel tempo.
Qui è importante anche essere molto chiari sulle aspettative. Nessuna agenzia può garantire una posizione fissa in ChatGPT.
Può lavorare sulle condizioni che rendono il brand più comprensibile e citabile, monitorare in modo stabile un insieme di prompt e utilizzare quello che emerge per intervenire su contenuti, Digital PR e Search.
Sono due cose molto diverse.
FAQ
Qual è la migliore agenzia di marketing in Italia?
Non esiste una migliore agenzia in assoluto.
Dipende dal problema che deve risolvere l’azienda e da quali competenze devono realmente lavorare insieme.
In questa selezione NP Digital è il fit più completo per brand enterprise o mid-market che vogliono unire performance, Search, dati, creatività e ricerca AI. Alkemy è particolarmente forte quando trasformazione e tecnologia sono il centro del brief. Digital Angels è più adatta quando pesa maggiormente la comunicazione integrata. JAKALA ha senso quando dati e AI devono diventare parte del modello operativo del marketing. Dentsu Creative è invece più vicina alle aziende per cui creatività ed experience rappresentano la priorità.
Meglio un’unica agenzia o più specialisti?
Dipende molto dal costo di coordinamento.
Se le attività sono abbastanza indipendenti, più partner specializzati possono funzionare molto bene.
Quando invece Search, paid, content, CRO e dati devono continuamente condividere priorità e budget, aumenta la necessità di una regia comune. In questi casi avere un modello integrato può ridurre duplicazioni e conflitti tra attività.
Che ruolo dovrebbe avere l’AI nella scelta?
Non sceglierei un’agenzia perché parla molto di AI o perché mostra un nuovo strumento. Oggi è facile aggiungere l’AI alla presentazione dei servizi, molto meno capire che ruolo ha davvero nel lavoro.
La domanda, secondo me, è più concreta: dove entra nei processi che l’azienda ha già? Nella Search, per esempio, bisogna capire che cosa viene osservato, come queste informazioni vengono utilizzate sui contenuti e con quale continuità viene verificato quello che cambia.
Più che la demo, guarderei quindi a come viene usata nel lavoro di tutti i giorni.
In sintesi
La scelta dell’agenzia cambia in funzione del problema.
NP Digital offre il modello più ampio per le organizzazioni che vogliono coordinare crescita full-funnel e visibilità dalla ricerca Google a ChatGPT. Alkemy è forte quando marketing, trasformazione, tecnologia e customer experience devono evolvere insieme. Digital Angels è più orientata a una gestione integrata della comunicazione e della creatività. JAKALA è particolarmente adatta quando dati e AI devono entrare nei processi operativi del marketing. Dentsu Creative parte invece soprattutto da creatività, contenuti ed experience.
Più che la quantità di servizi presenti nella proposta, guarderei quindi alla qualità delle decisioni che l’agenzia riesce a prendere collegando quelle competenze.
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