Buone prospettive per la prossima annata olivicola nell’Imperiese, anche se per avere un quadro definitivo bisognerà attendere ancora qualche settimana. Gli alberi, sia lungo la costa sia nelle zone dell’entroterra e persino in montagna, si presentano infatti carichi di olive e lasciano intravedere una stagione decisamente più positiva rispetto a quella dello scorso anno. A fare il punto sulla situazione è Franco Boeri, del Frantoio di Badalucco, che invita però alla prudenza: “Le prospettive sono di una buona annata, di carica, come si dice, ma bisogna ancora aspettare. Come dicevano i vecchi, finché l’olio non è nella botte non si può dire niente”.
A rappresentare un'incognita sono soprattutto le condizioni meteorologiche e la possibilità di nuovi fenomeni avversi. La recente grandinata che ha interessato alcune zone dell’Imperiese e dell’entroterra, ad esempio, avrebbe già provocato danni significativi in alcune aree, con perdite stimate intorno al 30% del raccolto. A questo si aggiunge il rischio di eventuali attacchi della mosca olearia, che potrebbero compromettere parte della produzione. Il momento decisivo sarà quindi il mese di settembre. Se gli oliveti riusciranno a superare senza particolari problemi le prossime settimane, la stagione potrebbe confermarsi particolarmente importante. I primi frantoi dovrebbero aprire già all'inizio di ottobre, quando inizierà la raccolta e sarà possibile avere una stima più precisa della quantità e della qualità delle olive.
“Se passa questo mese, dovremmo andare più tranquilli e avere una stima effettivamente più precisa di quello che sarà l’annata. Se si supera settembre, dovrebbe comunque essere una stagione positiva”, sottolinea Boeri. Le aspettative sono alimentate anche dal confronto con il 2025, che era stato invece caratterizzato da una produzione estremamente scarsa: “L’anno scorso si è fatto il 20-30 per cento, perdendo circa il 70 per cento del raccolto”, ricorda. Quest’anno, invece, la situazione appare decisamente diversa. Gli alberi, anche quelli non coltivati, risultano particolarmente carichi. L’obiettivo è quello di tornare a una produzione consistente, pur senza necessariamente raggiungere i livelli eccezionali registrati due anni fa, quando si era verificata un’annata che, per quantità di olive, non si vedeva da moltissimo tempo. La cautela, dunque, resta d’obbligo, ma tra gli olivicoltori dell’Imperiese prevale l’ottimismo. Se settembre non porterà brutte sorprese, l’autunno potrebbe segnare il ritorno a una stagione olivicola di rilievo per il territorio.
E dello stesso avviso è il presidente locale di Coldiretti Gianluca Boeri: "Siamo tutti con le dita incrociate, sperando che non ci siano nuovi avvicendamenti climatici, che potrebbero influire sulla raccolta. Secondariamente abbiamo visto anche che negli ultimi anni, soprattutto la mosca olearia, che fino adesso è stata tenuta a freno in maniera molto efficace dalle altissime temperature che abbiamo avuto, magari nel mese di settembre potrebbe magari uscire e andare a ridurre la quantità di olive sulle piante. Per quanto si può dire attualmente, rimaniamo fiduciosi e speriamo che sia un'ottima stagione, anche perché le aziende ne hanno assolutamente bisogno, dal momento che la scorsa stagione ha avuto perdite di produzione, cali di produzione dal 70 all'80 per cento, quindi le aziende sono state molto in difficoltà e ci auguriamo tutti che questa sia una buona stagione. Le premesse ci sono tutte, stiamo con le dita incrociate per questo ultimo mese/mese e mezzo, sperando che non succeda nulla che vada a compromettere quello che si potrebbe raccogliere".