Un fabbricato rurale in stato di abbandono e con strutture considerate pericolanti è al centro di un'ordinanza contingibile e urgente firmata dal sindaco di Riva Ligure, Giorgio Giuffra. Il provvedimento riguarda l'immobile situato in località "Mamelloni", identificato catastalmente al mappale 235 del foglio 4, e la relativa area pertinenziale, al mappale 236. La decisione arriva dopo una relazione della Polizia Locale, acquisita al protocollo del Comune il 25 agosto 2026, che ha evidenziato diverse criticità legate alle condizioni dell'edificio e alla presenza di persone che lo utilizzano come riparo.
Secondo quanto riportato nella relazione, "il fabbricato si presenta in evidente stato di abbandono, con strutture murarie deteriorate, intonaci distaccati, crepe diffuse e copertura del tetto in condizioni precarie tali da evidenziare un concreto rischio di cedimento". Gli agenti hanno inoltre riscontrato che "l'interno dell'edificio risulta occupato in modo di fortuna" e inserito in un quadro generale di degrado e di non idoneità all'uso abitativo. All'interno sarebbero presenti anche soggetti senza fissa dimora, che utilizzano lo stabile come riparo, aumentando secondo l'amministrazione i rischi legati a un eventuale cedimento delle strutture.
Il Comune ha accertato che il fabbricato e l'area pertinenziale risultano di proprietà privata e che non sono state adottate misure sufficienti a impedire l'accesso o a mettere in sicurezza l'immobile. Proprio la presenza di persone all'interno, unita alle condizioni strutturali rilevate, viene indicata nell'ordinanza come una situazione di attuale pericolo per l'incolumità pubblica, sia per gli eventuali occupanti sia per terzi che potrebbero accedere all'area. Da qui la necessità, secondo Palazzo comunale, di intervenire con un provvedimento immediato per eliminare le condizioni di rischio.
L'ordinanza assegna alla proprietà un termine di 10 giorni dalla notifica per completare gli interventi richiesti. Tra gli obblighi previsti ci sono la messa in sicurezza del fabbricato attraverso puntellamenti, consolidamenti o altre opere urgenti, oltre alla chiusura fisica e stabile di tutti gli accessi. Dovranno inoltre essere effettuate la bonifica dei locali da materiali, rifiuti, giacigli e oggetti abbandonati e la recinzione dell'area pertinenziale. Sulla recinzione dovranno essere collocati cartelli con la dicitura "AREA INTERDETTA - PERICOLO DI CEDIMENTO".
Parallelamente, la Polizia Locale è chiamata a intervenire per lo sgombero immediato di eventuali persone presenti nell'immobile al momento della chiusura, oltre a vigilare sul rispetto dell'ordinanza. In caso di violazioni dovranno essere redatti gli appositi verbali. Il provvedimento stabilisce inoltre il divieto assoluto di accesso al fabbricato e all'area pertinenziale fino al completamento delle opere necessarie a ripristinare le condizioni di sicurezza. L'amministrazione comunale ha precisato che, pur trattandosi di un pericolo concreto, la situazione non è stata ritenuta caratterizzata da un'imminenza tale da imporre un termine ancora più ristretto. "Gli interventi richiesti alla proprietà comportano attività tecniche e operative che richiedono tempi minimi di organizzazione", si legge nell'ordinanza, motivo per cui il termine di dieci giorni è stato ritenuto congruo e proporzionato rispetto alla situazione accertata.
In caso di mancata esecuzione degli interventi entro il termine stabilito, il Comune procederà d'ufficio, provvedendo direttamente all'eliminazione delle condizioni di pericolo e recuperando successivamente le spese sostenute a carico della proprietà. L'ordinanza richiama inoltre le conseguenze previste dalla normativa in caso di inottemperanza, compresa l'applicazione delle sanzioni previste dall'articolo 650 del Codice penale e dalle altre disposizioni vigenti.