Scuola - 27 agosto 2026, 12:11

Ritorno a scuola, libri fino a 395 euro l’anno: quanto può pesare la spesa sulle famiglie del Ponente

Il Ministero ha aggiornato dell’1,5% i tetti per il 2026/2027. Alle medie il limite più alto è quello della prima, fissato a 303 euro; alle superiori il primato spetta al terzo anno del liceo classico. In cinque anni i limiti ordinari superano complessivamente i 1.600 euro, ma non coincidono necessariamente con quanto viene pagato dalle famiglie

Foto d'archivio

La scuola deve ancora ricominciare, ma per molte famiglie del Ponente ligure la prima campanella suona già tra librerie, elenchi delle adozioni e conti da far quadrare. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha stabilito i nuovi tetti di spesa per i libri di testo della scuola secondaria di primo e secondo grado, validi per l’anno scolastico 2026/2027. Il dato più alto riguarda il terzo anno del liceo classico, per il quale la dotazione libraria obbligatoria ha un limite ordinario di 395 euro. Alle medie, invece, è soprattutto l’ingresso in prima a incidere: il tetto è fissato a 303 euro, contro i 121 della seconda e i 136 della terza.

Sono cifre nazionali e valgono quindi anche per gli istituti di Sanremo, Imperia, Ventimiglia, Taggia e del resto della provincia. Non rappresentano però automaticamente la somma che ogni famiglia dovrà pagare alla cassa. Indicano il costo massimo complessivo entro il quale, salvo deroghe motivate, le scuole devono mantenere la dotazione libraria obbligatoria adottata per ciascuna classe. La spesa effettiva può essere inferiore grazie al mercato dell’usato, al prestito dei volumi, ai libri già acquistati negli anni precedenti o alle iniziative organizzate dai singoli istituti. Allo stesso tempo, ai libri obbligatori possono aggiungersi dizionari, materiali consigliati, cancelleria e strumenti necessari per alcune discipline, che non sempre rientrano nello stesso conteggio.

Alle medie il primo anno pesa più degli altri due insieme. Per la secondaria di primo grado il Ministero ha fissato un tetto di 303 euro per la prima, 121 euro per la seconda e 136 euro per la terza. Sommando i tre limiti annuali, la dotazione libraria dell’intero percorso può arrivare ordinariamente a 560 euro. Il passaggio più impegnativo è dunque quello iniziale. La prima media richiede normalmente l’acquisto dei volumi destinati ad accompagnare lo studente anche negli anni successivi, mentre in seconda e terza una parte dei testi costituisce il seguito di corsi già avviati. Il tetto ministeriale non deve però essere confuso con un preventivo personale. Il costo cambia in base alle adozioni deliberate dalla scuola e alle modalità con le quali la famiglia acquista i libri.

Il classico è l’indirizzo con il limite più alto. Alle superiori la situazione varia sensibilmente secondo l’indirizzo e l’anno frequentato. Nel liceo classico i tetti sono di 346 euro in prima, 199 in seconda, 395 in terza, 326 in quarta e 336 in quinta. La somma dei cinque limiti annuali raggiunge così 1.602 euro, la cifra più alta tra i percorsi indicati dal Ministero. Per il liceo scientifico il totale ordinario del quinquennio è di 1.510 euro: 331 euro in prima, 230 in seconda, 331 in terza, 297 in quarta e 321 in quinta. Nell’opzione scienze applicate e nell’indirizzo sportivo i tetti sono leggermente più bassi nel biennio iniziale e conducono a un totale di 1.478 euro. Vicino al classico si colloca il linguistico, che parte da 346 euro in prima e raggiunge complessivamente 1.528 euro nei cinque anni. Per le scienze umane e per l’opzione economico-sociale la somma dei limiti si ferma invece a 1.341 euro, con il valore annuale più alto, 331 euro, previsto per la prima. Più contenuti i tetti del liceo artistico: 283 euro in prima, 189 in seconda, 267 in terza, 203 in quarta e 213 in quinta, per un totale ordinario di 1.155 euro. Nel musicale il quinquennio raggiunge 1.212 euro, mentre nella sezione coreutica arriva a 1.171. Anche in questo caso, tuttavia, si tratta esclusivamente della dotazione libraria. Materiali da disegno, strumenti musicali, attrezzature tecniche e altri acquisti legati alla specificità dei diversi indirizzi restano fuori dal confronto.

Tecnici e professionali. Per gli istituti tecnici del settore economico il limite è fissato a 329 euro in prima, 215 in seconda, 297 in terza, 267 in quarta e 233 in quinta. La somma dei tetti dell’intero percorso è pari a 1.341 euro. Nel settore tecnologico-ambientale si passa dai 346 euro della prima ai 230 della seconda, 321 della terza, 285 della quarta e 244 della quinta, per un totale di 1.426 euro. Generalmente più bassi risultano i limiti degli istituti professionali. L’indirizzo enogastronomico e dell’ospitalità alberghiera arriva complessivamente a 1.062 euro, quello agrario a 1.020 e i servizi commerciali a 1.008. Per i servizi sanitari e l’assistenza sociale il totale dei cinque tetti annuali è di 960 euro, mentre manutenzione e assistenza tecnica si ferma a 902. Le differenze non indicano una maggiore o minore qualità dei percorsi, ma riflettono il numero, la tipologia e la distribuzione dei testi previsti nei diversi anni. Negli indirizzi professionali, inoltre, una parte importante della didattica passa attraverso laboratori, esercitazioni e materiali non necessariamente compresi nella dotazione libraria.

Tetti aumentati dell’1,5%. Per il 2026/2027 il Ministero ha aggiornato i valori dell’anno precedente applicando il tasso d’inflazione programmata dell’1,5%. L’incremento è contenuto se osservato su un singolo anno, ma si inserisce nel complesso delle spese che le famiglie devono affrontare prima dell’inizio delle lezioni. La normativa prevede anche due riduzioni. I tetti diminuiscono del 10% quando la dotazione è composta da libri in versione cartacea e digitale accompagnati da contenuti integrativi. La riduzione sale al 30% nel caso di testi realizzati esclusivamente in versione digitale con integrazioni multimediali. Esiste però anche la possibilità opposta. Le scuole possono incrementare gli importi indicati fino a un massimo del 20%, ma soltanto attraverso una delibera adeguatamente motivata dal Collegio dei docenti e approvata dal Consiglio d’istituto. In questa ipotesi, per fare un esempio, il limite del terzo anno del classico potrebbe passare da 395 a 474 euro. Sul rispetto dei tetti sono chiamati a vigilare gli Uffici scolastici regionali e i revisori dei conti delle istituzioni scolastiche. Le adozioni sono deliberate dal Collegio dei docenti, mentre al dirigente scolastico spetta controllare la regolarità del procedimento.

Il tetto non è lo scontrino. I numeri ministeriali consentono quindi di misurare l’ordine di grandezza della dotazione libraria, ma non di stabilire in anticipo quanto spenderà ogni famiglia del Ponente. Per conoscere il costo effettivo bisogna consultare l’elenco adottato dalla singola classe e verificare quali libri siano realmente da acquistare, quali possano essere recuperati usati e quali vengano confermati dall’anno precedente. Resta però un dato: l’ingresso alle medie può significare una dotazione da oltre 300 euro e quello alle superiori può superare i 340. Nei percorsi liceali più onerosi, la somma dei limiti ordinari dei cinque anni oltrepassa i 1.500 euro e, nel caso del classico, arriva a 1.602. Cifre alle quali si aggiunge tutto ciò che serve per entrare ogni mattina in classe. Perché il tetto ministeriale misura i libri obbligatori, ma il costo complessivo del ritorno a scuola, per una famiglia, comincia prima e finisce molto più avanti.