Economia - 27 agosto 2026, 17:48

Vele d’Epoca, CNA Imperia porta a bordo la tutela del mare

Il 1° settembre il nuovo kit per raccogliere gli oli alimentari esausti sarà presentato agli armatori nello spazio CNA alla Calata Anselmi. L’obiettivo è estendere il progetto a porti, circoli nautici e operatori del Ponente

La tutela del mare sale a bordo delle Vele d’Epoca. In occasione della giornata inaugurale della 40ª edizione della manifestazione, CNA Imperia presenterà insieme a Nuova C. Plastica un nuovo strumento della campagna ambientale "Stop Food Oils and Fats in the Sea". L’appuntamento è per martedì 1° settembre 2026, nello spazio CNA Imperia allestito a Calata Anselmi, nell’area associazioni della Camera di Commercio Riviere di Liguria. Protagonista sarà un kit pensato per raccogliere direttamente sulle imbarcazioni gli oli alimentari esausti. L’iniziativa è dedicata alla tutela del Santuario dei Cetacei e punta a trasformare un gesto semplice in una pratica quotidiana di rispetto dell’ambiente marino.

Il progetto rappresenta la prosecuzione di un percorso avviato da CNA Imperia già nel 2025 con MareCultura, dove la sostenibilità era stata al centro di diverse iniziative. Dalla campagna "Stop Food Oils and Fats in the Sea" al gioco educativo "I guardiani del mare – Race to 2030", dalla consegna della bandiera della campagna all’Aper-Talk dedicato al rapporto tra mare, cibo ed economia circolare, fino alla dimostrazione sulla frittura sostenibile con gli studenti dell’Istituto Alberghiero "Ruffini-Aicardi". Ora quel messaggio lascia la piazza e arriva direttamente sulle barche. Una scelta non casuale, visto il legame tra la manifestazione e una cultura marinara fatta di tradizione, responsabilità e attenzione al mare.

Il kit, realizzato nell’ambito della campagna promossa da Nuova C. Plastica in collaborazione con CONOE e sostenuta da CNA Imperia, comprende una tanichetta e appositi imbutini. Lo slogan scelto per accompagnare l’iniziativa è diretto: "Teniamo l’olio usato lontano dal Santuario dei Cetacei". L’obiettivo è evitare che l’olio venga disperso in mare oppure finisca negli scarichi di bordo. A bordo, infatti, l’olio alimentare esausto non arriva soltanto dalla frittura, ma anche dalle conserve, come tonno, sardine e verdure sott’olio. Attraverso l’imbutino sarà possibile raccogliere il residuo nella tanichetta e conservarlo fino al successivo conferimento nei centri di raccolta, dove potrà essere avviato a recupero.

Anche piccole quantità possono avere un impatto sull’ambiente marino. L’olio disperso nell’acqua può formare una pellicola superficiale capace di ostacolare lo scambio di ossigeno tra acqua e atmosfera. Da qui l’idea di fornire ad armatori, equipaggi e famiglie uno strumento semplice, immediato e facilmente utilizzabile nella vita quotidiana a bordo. La tanichetta diventa così non soltanto un contenitore, ma anche il simbolo di un comportamento responsabile. Un modo concreto per collegare la sensibilizzazione ambientale alla vita di chi frequenta il mare e per ricordare che la tutela del Santuario Pelagos passa anche da gesti apparentemente piccoli, ma ripetuti da migliaia di persone.

Per CNA Imperia, inoltre, la presentazione alle Vele d’Epoca deve rappresentare un punto di partenza e non un’iniziativa isolata. L’associazione punta infatti a estendere progressivamente il modello ai porti turistici del Ponente ligure, ai circoli nautici, alle imprese della ristorazione e dell’accoglienza, alle società di charter e alle altre attività che operano lungo la costa. L’idea è costruire una rete territoriale stabile dedicata alla sensibilizzazione, alla raccolta e al corretto conferimento degli oli alimentari esausti. "CNA Imperia non vuole limitarsi a parlare di sostenibilità: vuole renderla concreta, comprensibile e praticabile", sottolinea il segretario di CNA Imperia Luciano Vazzano.

"A MareCultura 2025 abbiamo coinvolto cittadini, famiglie, studenti, imprese e istituzioni. Oggi, alle Vele d’Epoca, portiamo quella stessa responsabilità direttamente a bordo – prosegue Vazzano –. La tanichetta 'Marino' non è un semplice gadget, ma il simbolo di una nuova cultura del mare fondata sui gesti quotidiani". L’obiettivo dichiarato è aprire un confronto con porti, circoli nautici, amministrazioni e operatori economici, facendo del Ponente ligure un possibile territorio pilota per la raccolta degli oli alimentari esausti in ambito nautico. Un progetto che prova quindi a mettere insieme rappresentanza delle imprese, educazione ambientale e capacità di fare rete.

Sul valore dell’iniziativa interviene anche Piero Camoli, amministratore di Nuova C. Plastica. "Quando si pensa all’olio esausto si pensa soprattutto alla frittura, ma a bordo una fonte spesso sottovalutata sono le conserve alimentari", spiega. Da un singolo barattolo di tonno o di verdure sott’olio si possono recuperare diverse decine di millilitri di prodotto: una quantità che, moltiplicata per le numerose imbarcazioni che attraversano il Santuario Pelagos, può diventare tutt’altro che trascurabile. "È dai piccoli gesti ripetuti che nasce la vera differenza – aggiunge Camoli –. Dopo le tappe dalla Goletta Verde alle Valli di Comacchio e a Venezia, portiamo ora questa attenzione tra le Vele d’Epoca insieme a CNA Imperia".

La giornata del 1° settembre sarà dunque l’occasione per portare concretamente la campagna ambientale a bordo delle imbarcazioni, coinvolgendo direttamente chi il mare lo vive e lo frequenta. Le Vele d’Epoca, con i loro scafi in legno e le vele issate al vento, diventano così la cornice per un messaggio che guarda al futuro senza dimenticare la tradizione marinara. "La tutela del Santuario dei Cetacei riguarda tutti, ma chi vive e lavora sul mare può diventare il primo custode della sua salute", osserva Vazzano. L’ambizione di CNA Imperia è fare in modo che il progetto continui anche dopo la manifestazione, trasformando il gesto della raccolta dell’olio in una consuetudine condivisa nei porti del Ponente. Perché, nel rapporto con il mare, la sostenibilità passa anche da ciò che si decide di non disperdere.