Copertina - 26 agosto 2026, 00:00

Sanremo accoglie la prima Head Spa: la storicità di Claudio D'Ascola si rinnova con lo sguardo di Margherita

Tra innovazione e tradizione di famiglia, dal 1982 punto di riferimento per la cura del capello, la storica attività di Claudio D'Ascola e della moglie Franca, rilancia con il progetto della figlia Margherita. Un'esperienza olistica tra tricologia, trattamenti ayurvedici e rituali orientali

Una storia d’amore, di coraggio e di profonda innovazione che dura dal 1982. Il celebre Salone Claudio D'Ascola, punto di riferimento per la cura dei capelli nella Città dei Fiori, segna un nuovo ed entusiasmante capitolo del suo percorso.

Forte di oltre quarant'anni di attività vissuti sempre un passo avanti rispetto alle mode del momento — dall'uso pionieristico di prodotti naturali negli anni '80 all'analisi microscopica del capello —, il salone si rinnova oggi con un’assoluta novità per il panorama locale: l’apertura della prima Head Spa di Sanremo. Un progetto ambizioso fortemente voluto da Margherita D'Ascola, arrivata a portare nuova linfa alla tradizione di famiglia al fianco di papà Claudio e mamma Franca.

Siamo andati a trovarli per farci raccontare questa affascinante evoluzione generazionale che unisce la tricologia olistica, la tradizione ayurvedica e i rituali delle più moderne Head Spa coreane, senza mai dimenticare gli aneddoti legati al Festival e alle grandi star dell'Ariston.

Claudio, torniamo alle origini. Aveva solo 16 anni quando ha iniziato a muovere i primi passi in questo settore e le fu detta una frase da qualcuno che non credeva in questa scelta... Ce la racconta e cosa ha rappresentato per lei nel tempo?

“Nel dopolavoro (la sera) frequentavo una scuola per parrucchieri. Era abitudine che chi finiva per ultimo spazzasse per terra. In un'occasione sentii un'insegnante, non accorgendosi che ero nei paraggi, dire: “Se diventa parrucchiere questo, diventano parrucchieri tutti”. Essendo una persona orgogliosa, mi fece male, ma è stata anche la motivazione che mi ha spinto a voler dimostrare che, prima di fare le cose, bisogna capirle”.

Il 1982 è l'anno di svolta: insieme a sua moglie Franca decidete di sposarvi e di aprire il Salone Claudio D'Ascola. Che ricordo ha di quell'inizio condiviso?

“Eravamo molto giovani, con tanto entusiasmo condito da cambiali da pagare e problemi legati alla gestione aziendale, vista l'esperienza nulla, soprattutto per mia moglie Franca che arrivava completamente da un altro mondo”.

Negli anni ’80 scegliere solo prodotti naturali e introdurre l'analisi tricologica al microscopio in luce polarizzata e con microcamera era una scelta rivoluzionaria. Come nacque questa visione così avanti per l'epoca?

“Mi sono sempre domandato: perché i falegnami sanno di legno, i sarti sanno di stoffe, ma i parrucchieri spesso non sanno di capelli? Abbiamo avuto la fortuna di incontrare, sin dall'inizio del nostro percorso, una rappresentante che ci propose una filosofia di lavoro con prodotti totalmente biologici e trattamenti basati sulla biologia applicata all'estetica. Tutto questo ci è piaciuto sin da subito: era una motivazione lavorativa che volevamo adottare ancor prima di aprire, ma non sapevamo come cercare, dato che internet ovviamente non faceva ancora parte dei nostri giorni. Da qui siamo partiti”.

Margherita, tu sei letteralmente cresciuta tra le postazioni del salone, tra il girello da bambina e i giochi con le acconciature a 5 anni. Che ricordi hai di quell'infanzia così particolare?

“Sono letteralmente cresciuta a pane e capelli. Da sempre il salone è il mio habitat naturale: lì avevo tutti i miei giochi e i miei passatempi, tant'è che quando il pomeriggio post asilo o scuola non venivo portata lì, quasi quasi mi si faceva un torto. Un ricordo simpatico è che, essendo a tutti gli effetti la mia casa, ero molto protettiva: se qualsiasi bambino entrava e toccava i miei giochi era una tragedia, mi arrabbiavo tantissimo. Ad ogni modo, la mia passione è sempre stata giocare a “creare cose” con i capelli. Avevo uno scatolone colmo di Barbie e le rasavo tutte o coloravo loro i capelli”.

Quando hai capito che la passione dei tuoi genitori sarebbe diventata anche la tua strada professionale?

“Posso dirlo con tranquillità: fin da piccola ho sempre sentito che quella sarebbe stata la mia strada. Non ho mai avuto dubbi su quale sarebbe stato il mio futuro. Finite le scuole medie, se fosse dipeso da me, mi sarei iscritta subito alla scuola per parrucchieri. I miei genitori, invece, mi hanno incoraggiata a proseguire gli studi al liceo affinché, qualora crescendo avessi cambiato idea, avrei avuto la possibilità di scegliere qualsiasi percorso, senza sentirmi obbligata a diventare necessariamente parrucchiera”.

Nel tempo ti sei specializzata in tricologia, estetica e trattamenti olistici. Da dove nasce questo tuo interesse specifico per il benessere profondo di cute e capelli?

“Sono cresciuta studiando la cute e i capelli. I miei genitori hanno sempre basato il loro lavoro non solo sull'aspetto estetico della professione, ma soprattutto sulla convinzione che la vera bellezza nasca dalla conoscenza e dalla salute del capello. Mi hanno insegnato a chiedermi da dove nasca un capello, come cresca, com'è strutturato e quali fattori possano danneggiarlo. Come ripetiamo spesso anche alle persone che scelgono il nostro salone, la salute del capello nasce da una cute sana: per ottenere capelli belli esteticamente è fondamentale partire dall'equilibrio del cuoio capelluto.

Essendo cresciuta con questi principi, è stato naturale approfondire sempre di più le mie conoscenze tricologiche. La passione mi ha portata a studiare continuamente, fino a innamorarmi del mondo del benessere del capello e, di conseguenza, del benessere della persona. Spesso non ci rendiamo conto di quanto l'aspetto e la qualità dei nostri capelli siano strettamente legati al nostro stato di salute generale, sia fisico che psicologico”.

Oggi Sanremo accoglie la sua prima Head Spa, un progetto ambizioso che porta la tua firma. Come nasce questa idea e a cosa ti sei ispirata?

“I capelli raccontano molto di noi: riflettono il nostro equilibrio, le nostre abitudini e persino i periodi di maggiore stress. Da questa consapevolezza è nato il mio sogno: creare una Head Spa, un luogo in cui prendersi cura della propria cute e dei propri capelli significhi anche prendersi cura di sé. Il mio obiettivo è trasformare quello che, per molte persone, è un semplice appuntamento mensile "per essere in ordine" in un'esperienza di benessere. Un momento da regalarsi, in cui ritrovare relax, staccare dalla frenesia quotidiana e dedicare del tempo a se stessi. Perché sentirsi bene non significa soltanto avere capelli belli, ma vivere un'esperienza capace di migliorare il proprio benessere psicofisico, mettendo la persona al centro prima ancora dell'estetica”.

Cosa ritroveranno e cosa proveranno i clienti all'interno di questo nuovo spazio dedicato alla Head Spa?

“Un ambiente completamente dedicato al benessere di cute, capelli e mente, caratterizzato da rituali coreani e ayurvedici. Nasce dall'incontro tra le tecniche di purificazione della tradizione coreana e i massaggi dell'ayurveda indiana: gesti lenti, acqua tiepida, oli essenziali. Non è un semplice trattamento estetico, è un percorso che rimette in equilibrio il cuoio capelluto e, con esso, la persona.

Il nostro metodo è costruito su tre principi:

Analisi della cute: ogni rituale inizia con una diagnosi professionale del cuoio capelluto, per orientare prodotti e gesti sulle tue reali esigenze.

Solo prodotti naturali e biologici: formule rispettose della cute, scelte con coerenza da oltre quarant'anni.

Gesto artigianale: nessun protocollo standard, ogni rituale è condotto a mano, con il tempo che serve”.

L'Head Spa unisce la tradizione ayurvedica alle moderne spa coreane, un format molto diffuso in Asia ma che in Italia sta muovendo ora i primi passi. Come sta rispondendo la clientela di Sanremo a questa novità?

“Molto bene. La risposta che stiamo ricevendo ha superato le nostre aspettative e ne siamo davvero felici. Proprio perché in Italia il concetto di Head Spa sta muovendo i suoi primi passi, portare questa novità a Sanremo rappresenta una sfida importante, sia dal punto di vista personale che professionale. Per me, che sono all'inizio del mio percorso lavorativo, è uno stimolo continuo a crescere, formarmi e lasciarmi ispirare da nuove idee e nuove realtà.

Ciò che mi rende più felice, però, sono i numerosi messaggi che ho ricevuto da ragazze della mia età. Molte di loro mi hanno scritto dicendomi che aspettavano da tempo l'arrivo di una Head Spa a Sanremo o comunque nella nostra zona. Questo mi ha fatto capire quanto ci fosse il desiderio di uno spazio dedicato non solo alla cura dei capelli, ma anche al benessere della persona. Credo che, soprattutto nella società in cui noi giovani stiamo crescendo, ci sia una sensibilità sempre maggiore verso il benessere psicofisico e la cura di sé. Ricevere un riscontro così positivo mi rende profondamente felice e conferma che la direzione che ho scelto è quella giusta».

Margherita, come hai scritto anche in un tuo pensiero personale, come si riesce a scrivere un nuovo capitolo della storia di famiglia senza tradirne le radici dal 1982 ad oggi?

“Credo — perché è una continua “sfida” anche per me — che la cosa fondamentale sia rispettare le tradizioni dalle quali si è partiti, facendo tesoro delle esperienze fatte negli anni e portando innovazione per proseguire il percorso. Ovviamente è essenziale mantenere la stessa filosofia di lavoro”.

Claudio, cosa si prova nel vedere propria figlia prendere in mano l'eredità del salone e integrarla con un progetto così innovativo?

“Da papà posso dire che sono molto orgoglioso nel vedere Margherita portare avanti con passione questo progetto nato tanti anni fa. Come team è bellissimo, perché non essendo io un accentratore riusciamo a collaborare: il rapporto genitori-figli nel lavoro non è sempre facile, invece tra noi si è creata una bellissima sinergia. L'esperienza di noi genitori unita all'entusiasmo di Marghi, e il gioco è fatto”.

Essere un salone storico a Sanremo significa anche aver vissuto da vicino le atmosfere del Festival. Ci raccontate qualche aneddoto o esperienza memorabile vissuta con i cantanti e gli artisti dell'Ariston?

“Dite bene, perché il Festival, professionalmente parlando, è pura atmosfera, un frullatore di emozioni. Aneddoti? Tantissimi. Tata Giacobetti del Quartetto Cetra (una chicca per i meno giovani): durante una delle tante polemiche sui testi, mi disse: “Si ricordi che cantando la guerra non l'ha vinta nessuno”. Mario Merola, nella cui camera d'albergo regnava il "voi". Michele Zarrillo, mentre cantava Una rosa blu, mi disse: “Ho una bella canzone, ma non passerà”. Zucchero, all'epoca Fornaciari, che non aveva i soldi per pagare il trattamento (ovviamente ci pensò la produzione!). Mario Biondi, che ritornò il giorno dopo per ringraziarci del lavoro svolto per la moglie. Sergio Cammariere che, dopo il servizio, mi chiese cosa avrei fatto nei successivi dieci anni; gli risposi che, se fosse diventato abbastanza ricco, avrei fatto il parrucchiere solo per lui! E poi tanti altri. Meritano una menzione la signora Katia Ricciarelli, una bella settimana passata con la signora Maionchi, Caterina Caselli, Anna Castiglia, Angelica Bove e molti altri”.

C'è un ricordo o un personaggio legato al Festival che vi è rimasto particolarmente nel cuore?

“Del periodo del Festival tutto ciò che ci portiamo nel cuore è sicuramente l’atmosfera che si crea: sia dal punto di vista lavorativo, avendo l’opportunità di conoscere e confrontarsi con mondi differenti, sia per il clima unico che si respira in città”.

Lavorare in famiglia è un valore aggiunto. Come vi dividete i ruoli oggi in salone tra l'esperienza di Claudio e Franca e la spinta innovativa di Margherita?

“Non ci è mai piaciuto darci dei ruoli statici. Avendo un'ottima sinergia, ci dividiamo il lavoro in base ai servizi da svolgere e alle richieste dei clienti. Sicuramente, entrando in salone, si percepiscono in modo naturale i lavori che necessitano di maggiore esperienza, svolti con un occhio di riguardo in più da Claudio, l'organizzazione e la stabilità garantite da Franca, e l'innovazione portata da Margherita”.

Dagli anni '80 ad oggi il settore del beauty è cambiato tantissimo: qual è il segreto per rimanere un punto di riferimento per così tanto tempo e quali sono i prossimi obiettivi per il futuro?

“Il mondo della moda è in continua evoluzione, quindi è fondamentale stare al passo attraverso una ricerca costante, per essere sempre pronti a soddisfare le esigenze e a proporre novità. Il nostro segreto rimane quello di aggiornarci su ogni innovazione, ma facendolo sempre nel completo rispetto e con la massima attenzione per la cute e il capello. I prossimi obiettivi? Beh, abbiamo appena dato il via a un progetto molto ampio e importante, quindi l'intento sarà sicuramente quello di crescere, innovarci e specializzarci sempre di più”.

Per scoprire di più sul progetto e rimanere aggiornati sulle ultime novità, è possibile visitare il sito ufficiale o seguire la pagina Instagram.

Maurizio Losorgio

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