Il prelievo di alcuni gatti in Regione Borghi a Taggia, denunciato ieri dalla Lega del Gattino, continua a sollevare interrogativi tra i volontari che da tempo seguono le colonie feline della zona. A intervenire sulla vicenda è Gian Mario Roggeri, volontario gattofilo, che chiede innanzitutto di fare chiarezza sulla natura dell'intervento e su chi lo abbia eventualmente disposto. Al momento, sottolinea Roggeri, non sarebbe arrivata alcuna rivendicazione o comunicazione ufficiale da parte degli enti competenti. Un elemento che, secondo il volontario, rende ancora più importante comprendere cosa sia realmente accaduto e chi abbia materialmente disposto il prelievo degli animali. Lo stesso Roggeri, però, non esclude che la foto possa essere opera di qualche burlone
"Fino ad ora non c'è stata alcuna 'rivendicazione' da parte di Enti ufficiali", osserva Roggeri, evidenziando come la vicenda presenti ancora diversi aspetti da chiarire. Il volontario pone quindi una domanda precisa sull'identità di chi sarebbe intervenuto nella zona e sulle modalità con cui è stata effettuata l'operazione. In particolare, viene richiamato l'utilizzo di trasportini che avrebbero fatto pensare a un intervento riconducibile all'ASL, senza però che, al momento, vi sia stata una conferma ufficiale in tal senso. Un interrogativo che, per Roggeri, non può essere lasciato senza risposta, soprattutto considerando la delicatezza della situazione delle colonie feline presenti sul territorio.
"Non vorrei che qualcuno fosse intervenuto, 'mascherato' come appartenente all'ASL – vedi trasportini –, sollecitato da residenti della zona", afferma il volontario, chiedendo che venga verificato ogni elemento utile a ricostruire quanto accaduto. La questione si inserisce inoltre in un contesto che, secondo Roggeri, non sarebbe nuovo alle polemiche. Già alcuni anni fa, infatti, erano emerse tensioni proprio intorno alle colonie feline di Regione Borghi, con una vicenda che aveva coinvolto anche il Comune e i Carabinieri. Al centro delle contestazioni vi era allora il rapporto tra alcuni condomini e la presenza dei gatti, con posizioni molto differenti sulla gestione degli animali.
Roggeri richiama quindi anche il precedente, sostenendo che le problematiche legate alla presenza delle colonie feline non possano essere affrontate attraverso iniziative poco chiare o interventi non adeguatamente comunicati. "Non dimentichiamoci che qualche anno fa già erano nate lunghe polemiche sulle colonie feline esistenti in loco, finite all'attenzione del Comune e dei Carabinieri, proprio a causa dell'insofferenza e dell'indifferenza verso questi gatti meno fortunati da parte dei condomini", ricorda il volontario. Un richiamo al passato che, nelle parole di Roggeri, serve soprattutto a sottolineare la necessità di evitare che una situazione già delicata possa nuovamente degenerare in contrapposizioni tra residenti e persone che si occupano degli animali.
La richiesta è dunque quella di ricostruire con precisione la dinamica del prelievo, individuando chi abbia eventualmente impartito disposizioni e verificando se l'intervento sia stato effettivamente autorizzato da un ente pubblico. Per il volontario, infatti, non è sufficiente limitarsi a constatare che alcuni gatti siano stati portati via: occorre comprendere per quale ragione, da chi e con quale titolo sia stata eseguita l'operazione. "Sollecitiamo quindi che venga fatta chiarezza da chi ha eventualmente ordinato quest'azione così misteriosa", conclude Roggeri, auspicando che siano gli organismi competenti a fornire una ricostruzione ufficiale dei fatti e a dissipare i dubbi emersi nelle ultime ore.














