C'è una Sanremo che guarda il mare e un'altra che, lentamente, ha ricominciato a guardare verso l'alto. La riscoperta della Pigna è uno dei fenomeni più interessanti delle ultime estati turistiche della città e il 2026 sembra aver segnato un ulteriore passo in avanti. Italiani e, soprattutto, stranieri entrano sempre più frequentemente nel centro storico, percorrono i carruggi, si fermano nei locali, cercano prodotti tipici e chiedono agli albergatori quali esperienze sia possibile vivere nella città vecchia.
Un cambiamento non scontato per un quartiere che per molto tempo è rimasto ai margini dell'immagine turistica tradizionale di Sanremo. Oggi, invece, la Pigna comincia a diventare parte integrante della vacanza: non più soltanto qualcosa da osservare passando, ma un luogo nel quale trascorrere qualche ora, cenare, partecipare a un evento o addirittura soggiornare.
E la trasformazione assume almeno tre significati differenti per una città che sta cercando di ampliare e diversificare la propria proposta turistica.
Non soltanto spiaggia: un'alternativa che diventa fondamentale. Il primo è strettamente legato all'attualità. L'estate 2026 è stata segnata anche dai divieti temporanei di balneazione che hanno interessato alcuni tratti del litorale sanremese. Episodi che hanno inevitabilmente riportato al centro una questione più ampia: una destinazione turistica non può affidare tutta la propria capacità attrattiva esclusivamente al mare.
Ed è proprio in giornate come queste che poter contare su un centro storico capace di incuriosire il visitatore assume un valore ancora maggiore. La Pigna può trattenere il turista a Sanremo anche quando la spiaggia, per qualsiasi motivo, non rappresenta l'opzione principale della giornata. Può portarlo dalla parte più antica della città verso via Matteotti, piazza San Siro, il Casinò e le altre zone del centro, costruendo un percorso che mette in comunicazione parti differenti della stessa Sanremo.
Non significa sostituire il turismo balneare, che resta uno dei pilastri dell'offerta cittadina. Significa avere qualcosa in più da proporre. E nel turismo contemporaneo, nel quale il visitatore cerca sempre più spesso esperienze oltre alla destinazione, può diventare una differenza sostanziale.
Degustazioni, cene e vicoli: il turista cerca “esperienze”. A raccontare il cambiamento sono anche le richieste che arrivano agli alberghi. Sempre più ospiti chiedono cosa fare nella Pigna, dove poter assaggiare prodotti del territorio, quali locali provare e quali angoli visitare.
La vacanza stessa sta cambiando. Il turista non vuole necessariamente trascorrere l'intera giornata tra albergo e stabilimento balneare, ma cerca esperienze da associare al soggiorno: una degustazione di prodotti tipici, una cena tra i carruggi, una passeggiata nella città vecchia o una serata accompagnata dalla musica.
In questo senso la Pigna possiede caratteristiche difficilmente replicabili altrove. Non è un'attrazione costruita per il turismo: è una parte della storia della città che può diventare attrattiva proprio conservando la propria identità.
Da luogo da evitare a quartiere da scoprire. C'è poi un secondo significato, probabilmente ancora più profondo: la riconquista di una parte della città. Per anni la Pigna ha convissuto con una reputazione complicata. Nell'immaginario di molti, anche sanremesi, entrare in determinati vicoli significava avventurarsi in una zona poco conosciuta e talvolta percepita come insicura. Un'immagine che ha contribuito a isolare un patrimonio storico collocato a poche decine di metri dalle strade più frequentate del centro.
Quel racconto oggi sta progressivamente cambiando. Gli interventi realizzati negli ultimi anni, insieme agli eventi e alle iniziative organizzate nel quartiere, hanno contribuito a riportare persone nella città vecchia. Concerti sotto le stelle, appuntamenti culturali e iniziative diffuse hanno restituito ai suoi spazi una funzione che va oltre quella residenziale.
Più persone entrano nella Pigna, più il quartiere torna a essere vissuto. E più viene vissuto, più diventa possibile inserirlo stabilmente nella proposta turistica della città. La sfida sarà ora evitare che si tratti soltanto di una tendenza estiva, trasformando questa curiosità in una valorizzazione strutturale e duratura.
"Ricorda Lisbona": la Pigna vista dagli occhi di chi arriva da fuori. Il terzo elemento riguarda invece l'immagine internazionale di Sanremo. Durante l'appuntamento dei Martedì Letterari dello scorso 29 luglio in piazza San Siro, Beppe Convertini aveva utilizzato un paragone particolarmente suggestivo: la Pigna gli ricordava Lisbona e il Portogallo.
Un accostamento che può sorprendere chi vive quotidianamente Sanremo, ma che restituisce bene lo sguardo di chi arriva dall'esterno. Salite, scorci improvvisi, case addossate le une alle altre, vicoli stretti e quella dimensione mediterranea che cambia completamente rispetto alla Sanremo elegante di corso Matteotti e del Casinò.
Ed è proprio questa diversità a rappresentare uno dei suoi punti di forza. Per un turista straniero, passare nel giro di pochi minuti dalle boutique del centro ai carruggi della città vecchia significa trovare due esperienze completamente differenti all'interno della stessa destinazione.
Non sono pochi, inoltre, i visitatori che scelgono direttamente di soggiornare nella Pigna, approfittando delle case vacanza presenti nel centro storico e vivendo così il quartiere non soltanto durante una visita di qualche ora, ma dall'interno.
Le bandiere e le lingue di una Pigna sempre più internazionale. Passeggiando nella città vecchia durante questa estate, uno degli elementi che colpiscono maggiormente è proprio la sua dimensione internazionale. Le bandierine di numerosi Paesi accompagnano alcuni scorci del quartiere, mentre nelle strade si incrociano lingue differenti.
Francese, inglese, tedesco e idiomi dell'Est e del Nord Europa si mescolano all'italiano e alle voci di chi nella Pigna vive tutto l'anno. È quasi un paradosso: una delle parti più antiche di Sanremo sta diventando anche una delle più dinamiche e internazionali.
Ed è forse questo il vero valore della riscoperta in corso. La Pigna non deve trasformarsi in qualcosa di diverso per piacere ai turisti. Al contrario, sono proprio la sua storia, le sue imperfezioni, la struttura dei vicoli, i prodotti del territorio e la vita che continua a scorrere al loro interno a renderla differente dalle altre proposte della città.
Il 2026 potrebbe quindi essere ricordato come un altro passaggio importante di un percorso iniziato da tempo. Da quartiere percepito come isolato a luogo da inserire negli itinerari, da zona attraversata con diffidenza a esperienza richiesta direttamente dai turisti.
Per Sanremo significa aggiungere un tassello fondamentale alla propria offerta. Perché il mare continuerà inevitabilmente a rappresentare una delle grandi porte d'ingresso della città, ma la possibilità di accompagnare chi arriva dalla spiaggia fino alla parte più antica di Sanremo può diventare uno dei punti di forza del turismo dei prossimi anni.
E forse la fotografia più significativa dell'estate è proprio questa: turisti arrivati da migliaia di chilometri che, dopo aver scelto Sanremo per il mare, finiscono per perdersi volontariamente nei vicoli della Pigna.