Sanremo Ospedaletti - 13 agosto 2026, 07:21

Arma di Taggia, spunta il caso del guasto alla condotta del depuratore. Cascino: "Presenterò atti formali". Conio: "Nessuna incidenza sul divieto"

Il guasto riguardava lo scarico del depuratore e avrebbe determinato l’uscita dell’acqua già trattata più vicino alla costa rispetto al punto terminale situato a 1.200 metri. Il sindaco esclude collegamenti con la non balneabilità di agosto e Rivieracqua conferma che oggi la condotta non presenta lesioni. Conformi anche le analisi Arpal effettuate in zona Prati

Sarà inevitabilmente uno dei temi di settembre, quando la stagione estiva avrà sparato gli ultimi colpi e la politica tornerà a riunirsi. Nei giorni scorsi la condotta subacquea del depuratore, nel tratto situato sul territorio di Riva Ligure, era risultata danneggiata. La vicenda entrerà nel Consiglio comunale di Taggia e, con ogni probabilità, anche nel dibattito della Provincia di Imperia. Non perché sia stato accertato un collegamento con il divieto di balneazione che, nei primi giorni di agosto, ha tenuto chiuso per quattro giorni il mare di Arma. Quel nesso, allo stato attuale, viene escluso sia dal Comune sia da Rivieracqua e non emerge dai risultati disponibili dei controlli effettuati da Arpal nella zona del depuratore.

Il punto è un altro. Durante il guasto, la lesione avrebbe determinato l’uscita dell’acqua già depurata a una distanza dalla costa inferiore rispetto al punto terminale dell’infrastruttura, collocato a circa 1.200 metri dalla riva e a una profondità di una quarantina di metri. Restano però da chiarire l’esatta posizione nella quale si è verificata la lesione, per quanto tempo il guasto sia rimasto presente, quale intervento sia stato eseguito e quali verifiche siano state effettuate per escludere conseguenze sull’ambiente marino. Queste sono le domande che Gabriele Cascino, esponente di Progettiamo il Futuro in Consiglio comunale e consigliere provinciale del Partito Democratico, intende portare nelle due assemblee. La condizione attuale, però, è diversa. Nel corso delle verifiche più recenti effettuate sul posto da SanremoNews non sono state osservate fuoriuscite e, secondo quanto confermato da Rivieracqua, oggi la tubazione non presenta lesioni. Non risulta dunque in corso alcuno scarico dal punto interessato dal precedente danneggiamento.

La vicenda va inoltre tenuta distinta dall’incidente di giugno. In quel caso il divieto di balneazione era seguito a un guasto avvenuto durante i lavori per il nuovo ponte sul torrente Argentina e la causa dell’emergenza era stata individuata. Per quanto riguarda agosto, invece, l’origine dei valori fuori norma rilevati ad Arma non è stata ancora ricostruita con certezza.

(Una foto dall'alto della zona interessata)

Il sopralluogo di Cascino. Della condotta si parla da giorni soprattutto nella zona della Darsena, tra pescatori e persone abituate a frequentare quel tratto di mare. Cascino racconta di avere deciso di verificare personalmente le segnalazioni ricevute. "Ho cercato di capire che cosa fosse successo e sono andato sul posto con il mio gommone e con un drone", afferma. Il consigliere sostiene di avere così individuato il punto interessato dal guasto e annuncia che, alla ripresa dell’attività politica, presenterà atti formali sia a Taggia sia in Provincia. La sua iniziativa personale parte da una posizione netta sul sistema dei controlli. "Arpal ha attestato nuovamente la balneabilità e io mi fido dell’ente pubblico che ha il compito di tutelare la salute", dice Cascino, raccontando di essere tornato personalmente a fare il bagno ad Arma. "L’acqua è pulita e auguro ai cittadini e ai turisti un buon Ferragosto al mare".

Più critica la sua valutazione delle analisi di autocontrollo disposte da Rivieracqua nei giorni dell’emergenza, che avevano restituito valori conformi mentre il campione ufficiale di Arpal risultava ancora fuori limite per gli enterococchi. Per Cascino, il riferimento decisivo deve restare quello dell’Agenzia regionale, l’unico valido ai fini delle decisioni sulla balneabilità. Sul guasto, però, il consigliere chiede chiarimenti: "Vedremo come sono stati utilizzati gli investimenti annunciati per il comparto. Ho la possibilità di intervenire nei due enti competenti: a Taggia sotto il profilo territoriale e in Provincia sotto quello funzionale. Presenterò atti formali alla ripresa dei lavori, perché ritengo che sia stato questo guasto a incidere sulla balneabilità. Arpal, in quei giorni, ha rilevato ad Arma un superamento del limite previsto per gli enterococchi".

(La zona delle condotte subacquee del depuratore, foto effettuata durante il sopralluogo di Sanremonews)

Conio: "È acqua già depurata, non ha inciso sul divieto". Il sindaco Mario Conio conferma che il problema è noto al Comune, ma ne ridimensiona la portata rispetto alla crisi dei primi giorni di agosto. "Ne siamo a conoscenza anche noi", spiega. "Il guasto è a valle del depuratore e riguarda la condotta che porta in mare l’acqua già depurata. Per questo non ha alcuna incidenza sulla vicenda della balneazione". La struttura, nelle condizioni previste dal progetto, dovrebbe accompagnare l’acqua fino a circa 1.200 metri dalla costa. A causa del danneggiamento, secondo la ricostruzione riferita dal sindaco, l’uscita avverrebbe invece molto più vicino alla riva, indicativamente entro i primi 200 metri. Alcune segnalazioni collocano il punto ancora più vicino, intorno ai 50 metri, ma la distanza esatta dovrà essere definita tecnicamente. "Il problema è che l’acqua esce a 200 metri anziché a un chilometro, ma è sempre acqua depurata", osserva Conio. "Tutto ciò che esce dal depuratore è acqua trattata".

Il sindaco aggiunge che la riparazione non sarebbe immediatamente eseguibile: per intervenire occorrerebbe fermare l’impianto, un’operazione che nel pieno della stagione estiva potrebbe determinare conseguenze più serie del guasto stesso. L’intervento dovrebbe quindi essere programmato in una fase compatibile con l’arresto del sistema. Anche il Comune, tuttavia, nei giorni del divieto ha chiesto a Rivieracqua approfondimenti e chiarimenti. "È un tema, ma rispetto a quanto accaduto ad Arma è un tema secondario", conclude Conio.

I dati di zona Prati. A sostenere l’assenza di un collegamento diretto sono anche i risultati ufficiali relativi al punto di balneazione di zona Prati, nel Comune di Riva Ligure e nelle vicinanze dell’impianto. Il campionamento routinario effettuato da Arpal il 4 agosto ha restituito valori inferiori a 10 MPN ogni 100 millilitri sia per Escherichia coli sia per gli enterococchi intestinali. Livelli ampiamente al di sotto dei limiti stabiliti dalla normativa, rispettivamente fissati a 500 e 200. Lo stesso punto aveva registrato valori conformi in tutti i precedenti controlli della stagione: il 16 aprile, il 13 maggio, il 9 giugno e il 7 luglio. La scheda Arpal non mostra dunque, in zona Prati, alcun superamento coincidente con i giorni nei quali il litorale di Arma risultava non balneabile. Il dato non consente, da solo, di ricostruire tutte le possibili conseguenze del guasto. Resta tuttavia un elemento rilevante: il 4 agosto, mentre ad Arma venivano rilevati valori non conformi, il campione Arpal di zona Prati risultava pienamente entro i limiti.

La posizione di Rivieracqua. Mantiene la posizione già comunicata il 6 agosto in risposta alle richieste del Comune. Le verifiche sulla rete fognaria e sugli impianti di sollevamento, compresa la stazione sulla sponda destra dell’Argentina, non avrebbero evidenziato anomalie gestionali o funzionali capaci di riversare reflui nelle acque costiere. La società aveva escluso di avere rilevato sversamenti accidentali, irregolarità nelle portate, malfunzionamenti o interruzioni dell’esercizio suscettibili di provocare la contaminazione delle acque di balneazione. Aveva inoltre precisato che le analisi eseguite sullo scarico del depuratore avevano restituito risultati conformi ai limiti di emissione. Secondo la lettura fornita dall’azienda, il superamento registrato ad Arma esclusivamente per gli enterococchi intestinali, in presenza di valori conformi per Escherichia coli, sarebbe compatibile con una contaminazione pregressa o comunque non riconducibile a un apporto fecale recente e continuativo. Gli enterococchi, infatti, possono mostrare una maggiore persistenza nell’ambiente marino.

Arpal e l’ipotesi di un problema puntuale sulla rete. Il 7 agosto Federico Grasso, di Arpal, aveva escluso un fenomeno generalizzato legato alle condizioni del Mar Ligure e qualsiasi collegamento con le contemporanee criticità registrate a Sanremo. La lettura dell’Agenzia indicava piuttosto "qualcosa di puntuale, riconducibile a problematiche di tipo fognario che si sono avute in quella zona". Un’indicazione generale sulla possibile natura dell’episodio, non l’individuazione di una tubazione o di una causa precisa. Arpal aveva inoltre richiamato la necessità di interventi importanti sulla rete fognaria e posto l’attenzione sul fatto che, attualmente, l’intero litorale di Arma è rappresentato da un solo punto ufficiale di campionamento. L’ipotesi di suddividere ulteriormente l’acqua di balneazione, introducendo più punti di controllo, potrà essere valutata durante l’inverno su richiesta del Comune. Anche questo tema è destinato a tornare nel confronto di settembre. Non soltanto per comprendere che cosa abbia prodotto il superamento di agosto, ma per stabilire se un unico campione sia sufficiente a descrivere l’intero litorale e se il sistema possa essere reso più rapido e dettagliato senza ridurre le garanzie sanitarie.

Le due questioni sul tavolo. Il guasto che nei giorni scorsi ha interessato la condotta subacquea dovrà quindi essere ricostruito, soprattutto sul piano politico e amministrativo. Il divieto di balneazione è esistito e la sua causa resta da chiarire. Per il momento, però, nessun elemento tecnico consente di sovrapporre automaticamente le due vicende. Le analisi di zona Prati erano pienamente conformi. L’acqua immessa nella condotta aveva già completato il processo di depurazione. Comune e gestore escludono un’incidenza sull’episodio di Arma. Allo stesso tempo, il fatto che durante il guasto l’uscita dell’acqua trattata sia avvenuta molto più vicino alla costa rispetto ai 1.200 metri previsti pone legittime domande sulla durata del problema, sull’intervento effettuato e sulle verifiche compiute dopo il ripristino. Saranno queste le domande che Cascino porterà nelle sedi istituzionali. E sarà questa, probabilmente, la linea lungo la quale si svilupperà il confronto politico alla fine dell’estate: non trasformare una coincidenza temporale nella prova di un rapporto di causa ed effetto, ma neppure lasciare senza risposta il guasto di un’opera in un periodo così delicato.

Il mare di Arma, intanto, è tornato balneabile. Quello che rimane aperto non è più un divieto, ma il dossier sulle infrastrutture e sui controlli che settembre consegnerà alla politica.