Attualità - 13 agosto 2026, 08:35

CNA Imperia: 7.201 imprese artigiane, ma futuro e ricambio passano da giovani e competenze sul territorio regionale

Il dato del 2023 conferma il peso dell’artigianato nell’economia imperiese, con una crescita dell’1,54%, la migliore della Liguria. Vazzano: "Patrimonio vivo, ma non inesauribile"

L’artigianato continua a rappresentare una delle colonne portanti dell’economia della provincia di Imperia. Nel 2023 erano 7.201 le imprese artigiane attive sul territorio, circa una ogni sei di quelle presenti complessivamente in Liguria. Un peso significativo che emerge anche dal rapporto con il totale delle imprese: nell’Imperiese l’artigianato rappresentava il 33,6% del tessuto imprenditoriale, contro il 32,3% regionale. Numeri che raccontano una presenza capillare, fatta soprattutto di micro e piccole imprese, capaci di presidiare tanto la costa quanto i comuni dell’entroterra e di garantire servizi, lavoro e competenze.

Il quadro arriva dall’analisi dei dati InfoCamere–Movimprese e dallo studio dell’Area Studi e Ricerche CNA sui dati Istat. A livello nazionale le imprese artigiane rappresentano il 21,5% del totale delle imprese attive, mentre gli addetti raggiungono il 13,4% dell’occupazione complessiva. In Liguria, alla fine del 2023, erano 43.074 le imprese artigiane attive. Imperia si distingue anche per la dinamica registrata durante l’anno: 530 iscrizioni contro 419 cessazioni, con un saldo positivo di 111 imprese e un tasso di crescita dell’1,54%, il più alto tra le province liguri.

A trainare il risultato imperiese sono state soprattutto le costruzioni, che da sole contavano 3.998 imprese artigiane, oltre la metà dell’intera base provinciale. Nel corso del 2023 il settore ha registrato 329 aperture a fronte di 227 cessazioni. Un segnale di vitalità che, secondo CNA Imperia, va però letto insieme alle trasformazioni che stanno interessando il mondo del lavoro e dell'impresa. L’artigianato del Ponente, infatti, non è soltanto legato ai mestieri tradizionali: comprende edilizia e impiantistica, manutenzione, autoriparazione, cura della persona, trasporti, alimentare, manifattura e numerosi servizi.

"I numeri confermano che l’artigianato, nella provincia di Imperia, è una vera infrastruttura economica e sociale", sottolinea Luciano Vazzano, segretario di CNA Imperia. "Le nostre imprese entrano ogni giorno nelle case, nei cantieri, nelle officine, nei laboratori e nelle attività turistiche; rendono abitabili i paesi dell’entroterra e funzionanti le città della costa. Producono valore, ma svolgono anche una funzione di presidio: dove resta un’impresa, spesso resta una comunità più viva". Un ruolo che assume un peso ancora maggiore nelle aree interne, dove la presenza di attività economiche contribuisce a contrastare isolamento e spopolamento.

Ma dietro il dato positivo del 2023 restano fragilità strutturali che CNA invita a non sottovalutare. Tra il 2014 e il 2023, a livello nazionale, l’incidenza delle imprese artigiane sul totale è diminuita di 3,9 punti percentuali, mentre quella degli addetti è scesa di 3,5 punti. Il tema centrale diventa quindi quello della continuità. "Molti imprenditori si avvicinano all’età del pensionamento senza avere un successore; le imprese faticano a trovare personale qualificato; i giovani incontrano ostacoli nell’accesso al credito, agli spazi produttivi e alla formazione tecnica", spiega Vazzano, indicando anche burocrazia, costi energetici e difficoltà infrastrutturali tra i principali nodi da affrontare.

Da qui la proposta di CNA Imperia per un patto territoriale dedicato all’artigianato, che coinvolga Regione, Comuni, Camera di commercio, scuole, enti di formazione e sistema del credito. Tra le priorità indicate ci sono l’orientamento precoce verso i mestieri, il rafforzamento della formazione tecnico-professionale, gli incentivi all’apprendistato e all’ingresso dei giovani, ma anche strumenti per accompagnare la trasmissione d’impresa. "Quando chiude un’azienda sana perché manca chi possa raccoglierne il testimone, non perdiamo soltanto una partita IVA. Perdiamo clienti, fornitori, posti di lavoro, conoscenze costruite in decenni e un servizio spesso insostituibile", osserva Vazzano.

Per CNA servono inoltre un accesso più semplice al credito, sostegno all’innovazione e alla digitalizzazione, la rigenerazione di botteghe e spazi produttivi e politiche specifiche per le imprese dell’entroterra, insieme a tempi amministrativi più compatibili con le dimensioni delle microimprese. L’associazione rilancia anche la necessità di aggiornare la legge quadro sull’artigianato, la 443 del 1985, affinché possa tenere conto dell’evoluzione delle imprese e delle nuove competenze richieste dal mercato. "La riforma dovrà riconoscere l’evoluzione reale dell’impresa artigiana, favorirne la crescita e l’innovazione senza cancellarne il tratto distintivo: la centralità del lavoro, della competenza e della responsabilità personale dell’imprenditore".

Il messaggio finale di CNA Imperia guarda quindi soprattutto al futuro e alla capacità del territorio di fare sistema. Ricambio generazionale, formazione e trasmissione delle competenze diventano le tre sfide sulle quali costruire la prossima fase. "Nessuna piccola impresa può affrontare da sola trasformazioni così profonde", conclude Vazzano. "Aderire a un’associazione significa trasformare problemi individuali in una voce collettiva, avere competenze al proprio fianco e partecipare alle decisioni che determinano il futuro del territorio. Perché un’impresa isolata può resistere; imprese unite, rappresentate e ascoltate possono cambiare le regole e costruire futuro".