Apricale torna a trasformarsi in un grande palcoscenico a cielo aperto con la 35ª edizione di "Al Gran Ballo di Venere... e le stelle stanno a guardare", in programma dal 5 al 15 agosto. Lo spettacolo a stazioni, ideato e diretto da Emanuele Conte, propone un nuovo adattamento pensato appositamente per i vicoli, le piazze e gli scorci del borgo dell'entroterra ponentino. Un appuntamento ormai consolidato dell'estate culturale di Apricale, capace di unire teatro, musica e danza in un'esperienza itinerante e immersiva.
Ispirato alle "Metamorfosi" di Ovidio, il lavoro mette al centro il tema della trasformazione, intesa come elemento essenziale dell'esistenza e come possibilità di cambiamento. Al centro della narrazione c'è Venere, dea dell'amore e del desiderio, attorno alla quale prendono forma storie, passioni e personaggi della mitologia classica. Gli spettatori non assistono semplicemente allo spettacolo, ma vengono accompagnati lungo un percorso nel cuore del paese, diventando parte integrante del racconto.
Il viaggio notturno attraversa storie affascinanti e simboliche, in un'atmosfera sospesa tra festa, meraviglia e suggestione. Tra i protagonisti compaiono Narciso ed Eco, Pigmalione e Galatea, insieme ad altre figure tratte dal mondo mitologico. Passo dopo passo, il pubblico viene coinvolto in un grande ballo delle passioni, dove emozione, leggerezza e stupore si alternano in una rappresentazione costruita per dialogare direttamente con gli spazi del borgo.
In scena ci saranno Susanna Gozzetti e Pietro Fabbri nei ruoli di Tiresia ed Euripilo, Alma Poli e Matteo Traverso come Eco e Narciso, Antonella Loliva nei panni di Alcione, Marco Rivolta e Ludovica Boiardi nei ruoli di Pigmalione e Galatea. Completano il cast Roberto Serpi, Dedalo, Sarah Pesca, Iole nella storia di Driope, Graziano Sirressi, Pitagora, e Alessandro Bergallo, che interpreta Ascalafo, l'"Uccellaccio del Malaugurio".
Il progetto porta ad Apricale una squadra artistica e tecnica della Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse. I testi sono di Emanuele Conte, con la collaborazione di Luigi Ferrando e Alessandro Bergallo, mentre le ambientazioni sono firmate da Conte e Ferrando e i costumi da Daniela De Biasio. Alessio Aronne è regista assistente. Alle luci Davide Bellavia e Matteo Selis, direttore di scena Roberto D'Aversa, mentre l'attrezzeria è affidata a Renza Tarantino.
A completare la produzione sono impegnati fonici, macchinisti ed elettricisti: Massimo Calcagno e Manfredi Ventura per il suono, Fabrizio Camba, Marco Lubrano ed Enrico Ottria per le macchine di scena, Kiryacos Christou e Luca Serra per l'impianto elettrico. Allieva scenografa è Mara Giordo. Un lavoro corale che contribuisce a costruire l'atmosfera dello spettacolo e a trasformare gli spazi di Apricale in una scenografia naturale.
"Al Gran Ballo di Venere" propone quindi un'esperienza diversa dal tradizionale spettacolo teatrale in sala: il pubblico si muove, scopre angoli del paese e segue il racconto attraverso un percorso fatto di incontri e situazioni. Una formula che negli anni ha contribuito a legare profondamente la manifestazione al borgo e che anche in questa nuova edizione punta a far vivere agli spettatori una serata all'insegna del teatro e della fantasia.
Per quanto riguarda i biglietti, il prezzo intero è di 25 euro, mentre per gli under 14 è previsto un costo di 10 euro. È inoltre disponibile una tariffa "Early Bird" da 20 euro per chi acquista entro il 5 agosto sul sito del Teatro della Tosse. Gli organizzatori consigliano la prevendita e ricordano che tutti gli spettatori dovranno essere muniti di biglietto prepagato: non sarà infatti possibile acquistare i biglietti direttamente ad Apricale.
I tagliandi possono essere acquistati online sul sito del Teatro della Tosse oppure telefonicamente, al numero 0102470793, in entrambi i casi utilizzando la carta di credito. Una formula pensata per rendere più agevole l'accesso e migliorare la gestione del pubblico. Per dieci serate, dunque, Apricale diventa ancora una volta teatro sotto le stelle, con il mito, le passioni e le metamorfosi di Ovidio a incontrare le pietre, le piazze e i vicoli di uno dei borghi più suggestivi del Ponente ligure.