Un tavolo tecnico per studiare lo stato di salute del mare, approfondire le cause degli episodi di inquinamento e individuare interventi capaci di prevenirne il ripetersi. È la proposta lanciata da Progetto Comune Taggia, attraverso una nota firmata da Fulvia Alberti, dopo il secondo divieto di balneazione registrato dall'inizio dell'estate. "In questi giorni la nostra città si trova nuovamente a fare i conti con un divieto di balneazione, il secondo dall'inizio di giugno. Non sappiamo ancora con certezza quale sia stata la causa di questo nuovo episodio. Proprio per questo crediamo che sia il momento di fermarci a riflettere, senza cercare colpevoli ma cercando risposte", si legge nella nota.
Per Progetto Comune il dibattito non dovrebbe limitarsi agli effetti che i divieti producono sul turismo o sull'economia, ma partire dalla tutela dell'ambiente. "Si parla molto di turismo, commercio, balneabilità e Bandiera Blu. Sono temi importanti per il nostro territorio. Ma c'è una domanda che, secondo noi, viene prima di tutte: come sta davvero il nostro mare?". Da qui una riflessione sul valore del mare non soltanto come risorsa economica, ma come patrimonio naturale da preservare. "Per noi il mare non è solo una risorsa economica. È parte della nostra identità. È il paesaggio in cui siamo cresciuti, il luogo dove viviamo e che lasceremo a chi verrà dopo di noi. Prima ancora che una meta turistica, è un ecosistema straordinario che rende possibile la vita lungo la nostra costa".
Nel documento viene richiamata anche l'attenzione sugli equilibri ambientali del Mediterraneo e sul ruolo delle praterie di Posidonia oceanica, considerate fondamentali per la biodiversità marina e per la protezione delle spiagge. "La scienza ci dice che il mare possiede una grande capacità di rigenerarsi, ma non è infinita. Ogni giorno riceve scarichi, nutrienti in eccesso, plastiche e altre sostanze che possono alterarne gli equilibri. Pensare che "tanto il mare è grande" è un errore". E ancora: "Quando il mare si ammala, non perdiamo soltanto la possibilità di fare il bagno: perdiamo biodiversità, equilibrio naturale e una parte della ricchezza del nostro territorio". Progetto Comune richiama inoltre la normativa europea sulla qualità delle acque di balneazione, evidenziando come l'obiettivo non debba essere soltanto quello di affrontare l'emergenza. "La Direttiva europea 2006/7/CE non prevede soltanto di effettuare controlli su Escherichia coli ed enterococchi intestinali per tutelare la salute pubblica. Chiede soprattutto di individuare le cause dell'inquinamento, prevenirne il ripetersi e informare i cittadini con trasparenza. Non basta gestire l'emergenza, bisogna evitare che si ripeta".
Secondo il movimento, l'attenzione dovrebbe estendersi a tutte le possibili fonti di pressione sull'ambiente marino. "A noi non interessa soltanto sapere quando verrà revocato il divieto di balneazione. Ci interessa capire perché è successo, se poteva essere evitato e che cosa possiamo fare perché non accada di nuovo. Bisogna esaminare con attenzione il nostro territorio, quel che produce, dove e quanto scarica. Perché non ci sono solo gli scarichi fognari, ma anche scarichi di origine agricola, acque piovane che possono raccogliere oli, idrocarburi, metalli pesanti o microplastiche". Da qui la proposta di un tavolo tecnico permanente, condividendo anche l'ipotesi avanzata dal sindaco durante l'ultimo Consiglio comunale. "Per questo condividiamo l'idea, suggerita anche dal Sindaco durante il Consiglio comunale, di istituire un tavolo di lavoro con gli altri Comuni della provincia e della regione. Le correnti marine e i corsi d'acqua non conoscono i confini amministrativi: ciò che accade a monte o nei territori vicini può avere conseguenze anche sulle nostre coste".
Secondo Progetto Comune, al tavolo dovrebbero partecipare Arpal, il gestore del servizio idrico, università, biologi marini, ecologi ed esperti nella gestione delle acque, con l'obiettivo di "mettere insieme dati, competenze e soluzioni" e programmare interventi efficaci nel breve e nel lungo periodo. La nota si chiude con un appello che il movimento definisce trasversale rispetto agli schieramenti politici. "È questa la proposta che, come Progetto Comune Taggia, vogliamo avanzare. Non è una battaglia politica e non riguarda la maggioranza o la minoranza. Riguarda un bene comune che appartiene a tutti. La Bandiera Blu è importante. Il turismo è importante. L'economia del nostro territorio è importante. Ma tutto questo può durare solo se il mare è in salute. Per questo, prima della Bandiera Blu, prima del turismo e prima di qualsiasi interesse economico, viene il mare".