Cronaca - 07 agosto 2026, 07:05

Depurazione e divieti di balneazione, Confesercenti lancia l'allarme: "Così il turismo rischia il collasso"

L'associazione di categoria chiede al Prefetto un tavolo permanente con Comuni, gestore e imprese: "Servono interventi radicali e finanziamenti straordinari"

Centinaia di imprese, migliaia di lavoratori e un intero sistema turistico che rischia di pagare un prezzo altissimo per le inefficienze della rete fognaria e degli impianti di depurazione. È il grido d'allarme lanciato dalla Confesercenti provinciale imperiese, che torna a puntare i riflettori su una criticità che da anni interessa diverse zone della Riviera dei Fiori. Il problema, secondo l'associazione, non riguarda soltanto la qualità delle infrastrutture, ma anche la loro capacità di sostenere la presenza di nuovi utenti nei periodi di massima affluenza turistica. Una situazione che rischia di trasformarsi in una vera e propria emergenza economica per le imprese. Il comparto balneare e quello della ricettività, in particolare, si trovano a convivere con una costante incertezza sull'efficienza del sistema di scarico e depurazione delle acque.

Il copione, evidenzia Confesercenti, si è già ripetuto in diverse località della provincia. È accaduto a Sanremo, a Grimaldi, ad Arma di Taggia e in altre zone del territorio, quando un guasto, uno sversamento o l'interruzione di una condotta hanno portato al mancato rispetto dei parametri ambientali previsti dalla legge. A quel punto il sindaco, nell'ambito delle proprie competenze, si trova costretto a emettere un'ordinanza di divieto di balneazione. Un provvedimento necessario per tutelare la salute pubblica, ma che secondo le imprese ha conseguenze immediate e pesantissime sull'economia locale. "Questo atto amministrativo è una vera 'bomba' che allontana immediatamente gli ospiti dalla spiaggia, blocca nuove prenotazioni e produce immediate disdette nelle camere degli hotel", sottolinea l'associazione.

Gli effetti, secondo la Confesercenti, non si fermano agli stabilimenti balneari o alle strutture ricettive direttamente interessate. Il contraccolpo si riversa sull'intero sistema commerciale, dai pubblici esercizi alle attività di servizio, fino alle imprese che vivono quotidianamente dei flussi turistici. A questo si aggiunge un danno d'immagine che può essere particolarmente grave per una destinazione come la Riviera dei Fiori, dove la reputazione delle località rappresenta una componente fondamentale dell'offerta. La notizia di un divieto di balneazione, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza, può infatti diffondersi rapidamente e incidere sulle scelte dei turisti. "Abbiamo un territorio che ogni giorno rischia di subire danni d'immagine con conseguenze economiche stratosferiche", è la preoccupazione espressa dall'associazione di categoria.

Nel mirino non finiscono però i sindaci, che secondo Confesercenti sono a loro volta "parafulmini" di un problema che non possono risolvere direttamente. I primi cittadini si trovano infatti a dover gestire l'emergenza attraverso gli strumenti amministrativi a loro disposizione, senza poter intervenire in maniera sostanziale su infrastrutture e condotte che non rientrano nelle loro dirette competenze. Una situazione che l'associazione definisce "atavica" e che, negli ultimi vent'anni, non sarebbe stata affrontata con interventi strutturali adeguati. "I sindaci affrontano queste emergenze con le armi che hanno, facendo da parafulmine, ma senza poter incidere sostanzialmente su una fogna rotta che non è di sua competenza", sostiene Confesercenti, ricordando come nel tempo siano state numerose le proteste e le richieste avanzate dalle categorie.

La situazione torna ora a farsi particolarmente delicata ad Arma di Taggia, dove le imprese sono alle prese con l'ennesima emergenza. Per Confesercenti non è più possibile limitarsi a interventi tampone o alla gestione delle singole crisi quando queste si manifestano. "Oggi ad Arma di Taggia le aziende subiscono l'ennesimo schiaffo. Siamo ad una reale emergenza, servono interventi radicali", è la posizione dell'associazione provinciale. Il timore è che il ripetersi di episodi di questo tipo possa compromettere la programmazione delle attività, proprio in un settore che ha bisogno di certezze per affrontare la stagione e investire sul territorio. La richiesta è quindi quella di affrontare il problema alla radice, partendo da una fotografia precisa dello stato delle infrastrutture e delle criticità.

Per questo Confesercenti si rivolge direttamente al Prefetto, chiedendo un intervento di coordinamento istituzionale. L'obiettivo è la costituzione di un tavolo permanente di confronto al quale siedano i Comuni, la società che gestisce il servizio e le associazioni di categoria. Un organismo che, nelle intenzioni dell'associazione, dovrebbe consentire di comprendere quale sia la reale situazione della rete, individuare le criticità più urgenti e definire gli interventi necessari. "Ci rivolgiamo all'autorità del Prefetto affinché possa creare un tavolo permanente di confronto tra i Comuni, la società gestore del servizio e le associazioni di categoria per capire la reale situazione e gli interventi necessari", spiega Confesercenti. Una richiesta che punta quindi a trasformare le emergenze occasionali in un confronto strutturato e continuativo.

Il nodo, però, resta soprattutto quello delle risorse. Secondo l'associazione servono finanziamenti straordinari e di grossa entità per intervenire su un sistema che viene considerato ormai inadeguato rispetto alle esigenze del territorio e ai flussi turistici. Senza investimenti importanti, il rischio è quello di continuare a rincorrere i guasti, con conseguenze che ricadono periodicamente sulle attività economiche. Confesercenti chiede quindi che il tema della depurazione venga affrontato come una priorità per la Riviera dei Fiori, non soltanto sotto il profilo ambientale, ma anche per la tutela dell'economia e dell'occupazione. Perché un divieto di balneazione non è soltanto un'ordinanza: per chi vive di turismo può significare perdere clienti, prenotazioni e fatturato.

Infine, l'associazione lancia un messaggio dai toni particolarmente duri, legandolo anche al futuro delle concessioni demaniali e alla questione della Bolkestein. "Oppure battiamo bandiera bianca e riconsegniamo, prima della Bolkestein, le concessioni demaniali con le relative gestioni del litorale", è la provocazione con cui Confesercenti chiude il proprio intervento. Una frase che vuole evidenziare il livello di esasperazione raggiunto dagli operatori del settore, che chiedono di poter lavorare senza avere costantemente quella che definiscono una "spada di Damocle" sulla testa. La richiesta, ora, è che dalle parole si passi ai fatti e che istituzioni e gestore del servizio si siedano allo stesso tavolo prima che una nuova emergenza finisca per trasformarsi, ancora una volta, in un danno economico e di immagine per tutta la Riviera dei Fiori.