La vicenda della piccola Beatrice, morta lo scorso febbraio e per il cui decesso sono attualmente in carcere la madre Beatrice Aiello e il compagno Emanuel Iannuzzi, è tornata al centro dell'attenzione televisiva nazionale. A parlare è stato l'avvocato Fabrizio Fonti Scaffidi, legale di Maurizio Rao, padre biologico della bambina, intervistato dalla trasmissione "Morning News" di Canale 5. Il padre, attualmente detenuto, ha affidato al proprio legale alcune parole da leggere pubblicamente. Un messaggio nel quale emerge soprattutto il dolore per la perdita della figlia e la richiesta di giustizia.
"Beatrice non torna, Bea rimarrà solo un pezzo di cuore. Bea non potrò mai più riabbracciarla, parlare con lei, vederla crescere, capire cosa avrebbe voluto fare da grande, accompagnarla a scuola", ha scritto Maurizio Rao. Un dolore legato anche a tutte quelle esperienze quotidiane che non potranno più essere condivise con la bambina. "Il suo primo compito, gioie condivise, amarezze condivise. La confidenza magari del suo primo fidanzatino. Mi è stato tolto tutto questo", sono le parole lette dall'avvocato nel corso della trasmissione di Canale 5. Un passaggio nel quale il padre parla di una vita ormai profondamente cambiata dalla tragedia.
Rao ha quindi rivolto il proprio pensiero alle altre due figlie, auspicando per loro il ritorno a una condizione di normalità e serenità. "La mia vita non sarà mai più la stessa, ma ancora ho due bambine, che amo, alle quali vorrei dare quello che era il riservo per Bea", ha scritto il padre. E ancora: "Per Bea chiedo giustizia, giustizia assoluta, celere. Per le altre due mie figlie, Gaia e Ginevra, che torni alla normalità, serenità e gioia". Nel messaggio viene inoltre indicata la volontà che le bambine possano, se possibile, rimanere all'interno della famiglia paterna, con particolare riferimento alla zia Sonia.
Proprio sulla richiesta di affidamento delle due sorelline di Beatrice si è soffermato l'avvocato Fonti Scaffidi durante l'intervista. Il legale ha spiegato che sono in corso due distinti procedimenti, uno davanti al Tribunale per i minorenni di Genova e l'altro davanti al Tribunale ordinario di Imperia. Il nucleo familiare paterno è quindi sottoposto alle valutazioni dei servizi competenti, chiamati a verificare l'idoneità dell'ambiente nel quale le bambine potrebbero crescere. Secondo il legale, la famiglia paterna sarebbe pronta ad accoglierle e la zia Sonia avrebbe già predisposto una stanza per loro.
"La zia Sonia ha già preparato una stanzetta con i lettini per le bambine", ha spiegato l'avvocato a "Morning News", sottolineando la volontà di garantire alle minori un contesto familiare ritenuto idoneo e tutelato. Fonti Scaffidi ha inoltre ribadito la posizione del padre rispetto alla responsabilità genitoriale, precisando che, secondo quanto riferito nell'intervista, Maurizio Rao non l'avrebbe persa, ma ne avrebbe la sospensione in conseguenza della detenzione. "È in detenzione, in carcere per altri motivi", ha detto il legale, aggiungendo che la prospettiva della famiglia è quella di consentire al padre di tornare a esercitare il proprio ruolo genitoriale.
Un altro tema affrontato durante l'intervista riguarda la salma della piccola Beatrice, per la quale la difesa del padre ha presentato una richiesta di dissequestro. Alla domanda se il mancato dissequestro possa essere legato alla necessità di ulteriori accertamenti, l'avvocato ha risposto spiegando che la difesa ha ricevuto soltanto una parte della relazione peritale. Secondo quanto riferito da Fonti Scaffidi, fino a quando tutti gli esami e gli accertamenti relativi all'autopsia non saranno disponibili per i difensori, la salma dovrà rimanere a disposizione dell'autorità giudiziaria. "Se serviranno ulteriori accertamenti la salma deve essere a disposizione", ha spiegato il legale.
Nel corso dell'intervista di Canale 5 è stata affrontata anche la posizione giudiziaria di Maurizio Rao, che si trova in carcere e vi si trovava già al momento della nascita della figlia. L'avvocato ha ricordato che il padre è tornato in carcere nell'agosto 2025, dopo la revoca di alcuni benefici conseguente, secondo quanto riferito, alla denuncia presentata dalla signora Aiello per presunti maltrattamenti. Fonti Scaffidi ha contestato tale ricostruzione, sostenendo che a oggi non vi sarebbe stato un seguito a quella denuncia e che non sarebbe stato prodotto un certificato di pronto soccorso. "Non abbiamo ancora neanche la chiusura delle indagini, una data, nulla", ha affermato il legale, precisando che la vicenda non sarebbe collegata a maltrattamenti nei confronti della bambina.
Per quanto riguarda infine la detenzione del padre di Beatrice, l'avvocato ha spiegato che il fine pena era originariamente previsto per febbraio 2028, ma che sono in corso valutazioni legate agli sconti di pena e alla possibilità di anticipare l'uscita dal carcere. "Speriamo che vi sia la possibilità di poterlo far uscire dal carcere il prima possibile. Siamo fiduciosi comunque", ha concluso Fonti Scaffidi nell'intervista ripresa dalla trasmissione "Morning News" di Canale 5. Sullo sfondo restano le diverse procedure giudiziarie e quelle relative alla tutela delle due sorelline di Beatrice, mentre la famiglia paterna continua a chiedere che possano rimanere in un contesto familiare e che venga fatta piena luce sulla morte della bambina.