L'ultima serata di Rock in the Casbah Sanremo ha chiuso con un esplosivo concerto di Piotta. Migliaia di persone hanno letteralmente invaso le terrazze di San Costanzo nella Pigna di Sanremo.
"Nella numerologia il significato del numero 27 - spiega l'ideatore della manifestazione Larry Camarda - unisce intuizione, spiritualità, maturità interiore. Così potrebbe chiudersi la 27esima edizione di Rock in The Casbah, con un concerto maturo, intimo ed allo stesso tempo deflagrante. Forse ad ogni edizione si ripropone la possibiltà di riparare i ricordi, non a caso l’ultimo lavoro discografico di PIOTTA ha questo titolo. Così l’armonia diventa il collante che lega tutto il team.
27 anni significano soprattutto storia. Una generazione intera. E la profondità del concetto di storia diventa assoluto se ben equilibrato nelle sue sfumature. Il nome Rock in The Casbah, mutuato dalla famosa canzone de The Clash, non rappresenta solo la semplice riproposizione di varie elettrificazioni e potenti chitarre, ma contiene un seme prevalente di cultura. 'S’aggrappava la vecchia Casbah come un osso dissotterrato …' così Italo Calvino raccontava ella Scarpeta come direbbe un sanremasco d’altri tempi, Pigna come la chiamiamo tutti o ... Sanremo vecchio, il limite invalicabile che le mamme di un tempo non facevano attraversare ai propri bimbi. E sul palco lo Studente Andrè racconta che i tempi si sono edulcorati ma non son cambiati del tutto, ma che Rock in the casbah faceva parte dei suoi ricordi infantili perché sua cugina brasiliana gliene parlò l’unica volta che vi partecipò, prima di diventare artista affermata In patria. Ecco, in quel momento vennero i brividi un po’ a tutti. 16 anni ben spesi, nessuna paura di raccontare ed analizzare, e nessuna voglia di celare le emozioni. Così tutto sembra completarsi, così la Storia ha finalmente un senso. Perchè c’è spazio per crescere insieme, c’è tempo per farsi insegnare qualcosa da un 16enne, come c’è tempo per dimostrare alla gioventù tutta che i contenuti stanno dentro anche alla cassa dritta dell’Hip Hop, che l’avanspettacolo fa parte della miglior gioventù, che ci dimostra a nostra volta come il reale del 25enne non sia così vuoto come si possa pensare in genere. Ma l’unica cosa che Rock in The Casbah realmente offre è la possibilità di potersi esprimere davvero, la gente arriva a San Costanzo apposta, e sale per tutta la vecchia città, la transita e la respira tutta. Lontani siamo da qualsiasi tempo, politica, colore .. perchè la semplicità di un Milk and Coffee is a Perfect Match come ci cantarono The magnetics racchiude tutto.
Ma ci piace pensare semplicemente che la semplicità rende tutto più pacato e produttivo, nell’armonia tutti riescono a lavorare al massimo. I fotografi che scoprono il movimento tra le pietre medievali e creano un passaggio di tempo assoluto ad ogni scatto, il Service Audio Luci che riempie di suoni degli spazi quasi magici. E tutti, nessuno escluso. Non è semplice fermarsi e ringraziare quando l’adrenalina pulsa ancora e ingigantisce ogni parola, sembra tutto un esercizio di sublimazioni.
Ma mentre si cercano le parole arriva un messaggio dall’account Ufficiale Instagram di Piotta Tommaso, Le foto son quelle di Marco Donatiello che ritraggono pubblico felice, nessun cellulare ma solo emozione nei volti, ed il ritratto di tutti i musicisti e la Caption dice cosi: 'Spesso i giornalisti musicali mi chiedono che ne penso di Sanremo, ecco la mia risposta …'
Ora forse qualche mamma in più porterà i bambini a giocare tra le pietre più antiche della città. A passeggiare nella storia, e forse quei bimbi crescendo non avranno più paura di riparare i propri ricordi e tornarci ogni tanto, senza aspettare che dal Brasile ti dicano: vacci, perché se non lo vedi non sai.
Grazie a tutti indistintamente".