Politica - 31 luglio 2026, 07:14

Tari 2026, a Sanremo crescerà tra il 2,8% e il 3%: scontro in Consiglio tra maggioranza e opposizione sugli aumenti

Il Piano economico finanziario approvato dal Consiglio comunale. L'amministrazione: rincari legati ai costi esterni. La minoranza chiede più sostegni per le famiglie

Dopo il via libera della commissione Finanze, anche il Consiglio comunale di Sanremo ha approvato il Piano economico finanziario della Tari 2026, che prevede un aumento delle tariffe compreso tra il 2,8% e il 3%. Un incremento che ha acceso il dibattito tra maggioranza e opposizione, con quest'ultima che ha puntato il dito contro l'ennesimo rincaro a carico delle famiglie, mentre l'amministrazione ha ribadito come gli aumenti siano dovuti a costi esterni e non a scelte politiche.

Illustrando la pratica, l'assessore al Bilancio Lucia Artusi ha ricordato che il rincaro è determinato principalmente dall'aumento dei costi di smaltimento dei rifiuti e dagli adeguamenti del contratto di servizio. Per limitarne gli effetti, il Comune continuerà a destinare al servizio una quota dell'imposta di soggiorno, mantenendo così l'aumento entro il 3%. Una scelta che però ha mosso le proteste della minoranza, che ha appunto attaccato la modifica: il primo intervento dell'opposizione è stato quello di Massimo Rossano, che ha definito quello della Tari "un momento delicato, visto che si va a mettere le mani nelle tasche dei contribuenti", riconoscendo il tentativo dell'amministrazione di contenere gli aumenti, ma chiedendo maggiore attenzione per le fasce economicamente più deboli. Il consigliere ha ricordato come in passato fossero stati previsti bandi da circa 500 mila euro destinati alle famiglie in difficoltà, domandando quali strumenti saranno adottati quest'anno. "Anche un aumento del 3% può essere pesante, soprattutto in un momento in cui stanno crescendo molti altri costi. Se si riuscisse a intervenire sui costi di gestione si potrebbero trovare metodi per ridurre ulteriormente le tariffe", ha affermato.

Alla richiesta ha risposto l'assessore Artusi, precisando che il Comune ha stanziato circa 260 mila euro per le agevolazioni Tari. Un tema approfondito dal vicesindaco e assessore ai Servizi sociali Fulvio Fellegara, che ha spiegato come la somma sia stata definita sulla base delle domande presentate nel 2025. "Abbiamo confermato lo stesso importo dello scorso anno. I requisiti saranno però più stringenti per effetto delle nuove disposizioni di Arera. Abbiamo deciso di incrementare il sostegno alle fasce più deboli fino ad arrivare alla copertura del 100% della tariffa: Arera riconosce già uno sconto del 25% agli Isee sotto i 9 mila euro e il Comune potrà integrare la parte restante fino al 75%. Nelle prossime settimane pubblicheremo il bando", ha spiegato.

Critico Marco Damiano, che ha contestato non solo l'aumento, ma anche le scelte adottate negli ultimi anni nella gestione del servizio: "Per chi vive con pensioni o stipendi bassi anche un aumento del 3% non è irrilevante. Ci era stato detto che la raccolta differenziata avrebbe consentito di abbattere i costi, invece le bollette continuano a crescere. Prima il porta a porta, adesso le ecoisole mantenendo però il porta a porta in alcune zone: e queste scelte sono figlie di una amministrazione di centrosinistra che non ha programmato in maniera corretta, senza correggere fin da subito la linea percorsa". Sulla stessa linea Antonino Consiglio, che ha invitato l'amministrazione a trovare ulteriori risorse per evitare l'aumento delle bollette: "La realtà è che, per quanto nel Comune di Sanremo entrino milioni, non siete riusciti a evitare l'aumento della Tari. Negli ultimi anni i cittadini hanno visto crescere continuamente questa imposta e molti fanno sempre più fatica a sostenere queste spese".

Nella replica finale l'assessore Artusi ha contestato alcune delle osservazioni mosse dall'opposizione, ricordando anzitutto che "negli ultimi due anni la Tari è rimasta invariata e solo quest'anno registra un aumento". L'assessore ha poi difeso il percorso intrapreso dall'amministrazione sul fronte della raccolta differenziata. "L'Italia doveva adeguarsi agli standard europei e Sanremo partiva da una situazione di ritardo. Il porta a porta era lo strumento necessario per aumentare la raccolta differenziata e raggiungere il 60%, educando allo stesso tempo la cittadinanza. Una volta consolidati questi risultati, il passaggio alle ecoisole rappresenta un'evoluzione naturale del sistema". Artusi ha infine ribadito che gli aumenti "non dipendono dal modello di raccolta, ma da fattori esterni come il rincaro dei costi di smaltimento, del carburante e dell'energia", elementi che hanno inciso direttamente sul Piano economico finanziario approvato dal Consiglio comunale.