Se si pensa a Confcommercio è inevitabile l'accostamento alla figura che più la rappresenta a queste latitudini, come se fosse una cosa sola, fra passato e presente. Già, perché per Enrico Lupi è sinonimo di casa, tanta è la sua militanza nell'associazione di categoria, con ruoli apicali, che sembra farne parte da sempre, senza il bisogno di ricordarne gli inizi. E se nell'autunno scorso è stato “gran cerimoniere” degli 80 anni compiuti dall'organizzazione provinciale che tutela le piccole e medie imprese, oggi tocca a lui raggiungere lo stesso traguardo anagrafico, essendo nato a Imperia il 30 luglio 1946. Segno zodiacale del Leone, di cui incarna le caratteristiche principali: tenace, orgoglioso, carismatico, passionale, incline a porsi al centro delle attenzioni, con la sua stazza e quel vocione che lo contraddistingue.
Ottant'anni portati con il piglio che gli ha permesso di navigare i mari, a tratti tempestosi, dell'economia e della politica, superare anche i pesanti effetti della pandemia, accumulare cariche che, a ricordarle tutte, sembra quasi di scorrere un elenco telefonico. Una sorta di recordman, capace di passare da una poltrona all'altra con naturalezza, pendolare tra riunioni e assemblee, incontri ed eventi, forte della vasta esperienza maturata e della capillare rete di contatti costruita con costanza e determinazione.
Diploma di liceo classico, studi di economia e commercio all'Università di Genova, Lupi inizia a farsi conoscere come imprenditore, nel solco dell'attività di famiglia nel settore degli alimentari all'ingrosso. Ed è così che, a cavallo tra gli anni '80 e '90, comincia ad esplorare il mondo del terziario, sviluppando quella sensibilità verso il comparto che avrebbe poi caratterizzato il suo lungo percorso associativo e istituzionale. Confcommercio è stato (e resta) il primo amore, la porta d'accesso al campo dell'associazionismo di settore, un legame forte e indissolubile capace di resistere anche all'inesorabile incedere del tempo.
E con il successivo ingresso nel sistema camerale matura l'arricchimento del proprio bagaglio di competenze, naturale evoluzione del suo impegno, fino a diventare un punto di riferimento in questo ambito su scala regionale. Non a caso, dal 2021 è presidente della Camera di Commercio Riviere di Liguria, fondata una decina d'anni fa sull'asse Imperia-Savona-La Spezia (il mandato è in scadenza) e fra le più estese in Italia; fa parte del Comitato esecutivo di Unioncamere, l'organo d'indirizzo politico; e nel febbraio 2025 ha assunto la guida di Euro Cin Geie, il gruppo transfrontaliero costituito nel 1994 tra gli enti camerali di Imperia, Cuneo e Nizza.
Nel contempo, guida Confcommercio in regione e, insieme (da decenni), in provincia, aggiungendo il ruolo di consigliere nazionale della stessa organizzazione. Fra i tanti altri incarichi ricoperti, spiccano il ventennio a capo dell'associazione nazionale Città dell'Olio, essendo stato anche il coordinatore ligure (e promotore di Olioliva, l'evento popolare che da un quarto di secolo celebra Imperia come capitale dell'extravergine), la presidenza di Gal Fish Liguria e contemporaneamente la vicepresidenza dell'ambito Riviera dei Fiori, quelle del Caf Ascom Servizi, dell'Oleoteca regionale e di Faimpresa srl Imperia.
Per non farsi mancare nulla, nella primavera 2022 viene nominato presidente della società Autostrada dei Fiori, passando poi il testimone l'anno successivo alla sanremese Barbara Amerio (ex numero uno di Confindustria Imperia), ma restando nel board con la carica di vicepresidente. A voler essere pignoli, nel curriculum vitae ci sono pure le cariche di consigliere d'amministrazione del Fondo For.Ter. e di componente del comitato di controllo dell'Istituto Guglielmo Tagliacarne, entrambi con sede a Roma, la presidenza FLAG GAC “Il Mare delle Alpi” e la partecipazione al cda di Fidicontur Savona. Non solo: è past president del Lions Club Imperia Host.
Con la politica ha un rapporto costante, normale atteggiamento per chi sia chiamato a tutelare gli interessi di una moltitudine d'imprese del terziario (e non solo), e, in fondo, anche passionale, nell'alveo del profilo da moderato che ne facilita il compito nell'interfacciarsi in modo trasversale con le forze di governo locali e nazionali. Ma soltanto per un periodo, in passato, ha ceduto alla tentazione di metterci la faccia direttamente, accettando la poltrona di assessore a Imperia, ovviamente con delega alle attività produttive.
Lupi incarna, quindi, la figura del dirigente associativo di lungo corso, capace di coniugare una profonda conoscenza del tessuto micro-imprenditoriale con l'abilità nelle relazioni istituzionali, in fondo il segreto della sua straordinaria longevità, basata sul presidio del tessuto produttivo del Ponente ma con lo sguardo allungato verso Genova e Roma. Per portare sui tavoli dove si decidono incentivi e infrastrutture la voce degli attori delle filiere chiave dell'economia rivierasca: piccolo commercio, agroalimentare, turismo, nautica, artigianato, florovivaismo.
“Il segreto del lavoro associativo è non perdere mai il contatto con le esigenze reali delle persone e delle piccole imprese, il vero cuore pulsante dell'Italia”, ha sottolineato di recente, aggiungendo un paio di avvertimenti: “La crescita reale passa attraverso un equilibrio che coinvolga anche agricoltura, industria e artigianato. Soltanto così ristoranti e negozi possono lavorare tutto l'anno, non limitatamente ai mesi estivi. Ma senza collegamenti rapidi e competitivi, merci e persone continueranno a muoversi con difficoltà, rallentando la crescita economica dell'intera provincia”.
Oggi spegne ottanta candeline, roba da tranquilla pensione, ma non per Lupi. Che, di certo, sta già pensando a qualche altro traguardo da raggiungere, tra i mille impegni che affollano la sua agenda. Magari assaporando uno dei piatti di pesce preferiti, la zuppa di Braccioforte, se non una ricetta con le triglie o con le acciughe. E, alla fine, concedendosi il piacere lento e meditativo di accendere l'immancabile sigaro, con predilezione per Il Moro, un'eccellenza fra i toscani.