Un appello per migliorare la tutela dei pazienti oncologici e garantire percorsi assistenziali sempre più sicuri arriva da una segnalazione inviata alla nostra redazione. A scrivere è una paziente oncologica residente nell'Imperiese, che per alcune esigenze legate al ritiro di un farmaco si è rivolta all'ospedale di Sanremo, pur seguendo le proprie terapie presso l'Ist di Genova. La segnalazione mette in evidenza alcune criticità che, secondo quanto riferito, interesserebbero anche altri pazienti fragili del territorio.
Il primo tema riguarda gli spazi del padiglione Giannoni dell'ospedale di Sanremo, dove il reparto di Oncologia condivide alcuni ambienti con Malattie Infettive, tra cui ascensore, bagno e sala d'attesa. La paziente evidenzia come, per chi affronta percorsi terapeutici che comportano una riduzione delle difese immunitarie, la gestione degli accessi e la prevenzione delle infezioni rappresentino aspetti particolarmente delicati. "Per noi pazienti oncologici è fondamentale poter contare su ambienti protetti e su percorsi dedicati, soprattutto durante le terapie che ci rendono più vulnerabili", viene sottolineato nella segnalazione. La richiesta avanzata è quella di valutare possibili soluzioni organizzative che possano aumentare la sicurezza dei malati più fragili, attraverso una maggiore separazione dei percorsi o ulteriori misure di prevenzione. "È importante interrogarsi sulla possibilità di creare spazi più tutelati per chi sta affrontando cure oncologiche", è il senso dell'appello rivolto alle istituzioni sanitarie.
La seconda criticità indicata riguarda invece l'assistenza riabilitativa, in particolare il trattamento del linfedema post-tumorale. Secondo la segnalazione, sul territorio dell'Asl 1 Imperiese sarebbe presente una disponibilità molto limitata di professionisti specializzati nel drenaggio linfatico e nelle tecniche riabilitative dedicate a questa problematica. Una situazione che, sempre secondo la paziente, comporterebbe tempi di attesa elevati e difficoltà nell'accesso tempestivo alle cure. Il linfedema può rappresentare una conseguenza degli interventi chirurgici e delle terapie oncologiche e richiede spesso un percorso specifico di prevenzione e trattamento. "Per molte persone rivolgersi al privato diventa l'unica alternativa, mentre altre rischiano di dover rinunciare a un supporto fondamentale per la propria qualità di vita", viene evidenziato nella lettera.
La segnalazione richiama quindi l'attenzione sulla necessità di rafforzare i servizi dedicati ai pazienti oncologici anche sul territorio provinciale, garantendo continuità assistenziale e maggiore vicinanza alle persone che affrontano percorsi complessi. Un appello che punta ad aprire un confronto con le strutture competenti per individuare possibili interventi migliorativi a tutela dei pazienti più vulnerabili.