Corso Garibaldi è una delle vie più amate di Sanremo, un luogo dove si intrecciano quotidianità, commercio, passeggiate e quella particolare atmosfera che i residenti definiscono da sempre “luogo del cuore”. Proprio per questo, ogni proposta di trasformazione suscita attenzione, aspettative e anche qualche timore. In questa lettera, una cittadina esprime il proprio punto di vista sul dibattito in corso, richiamando l’importanza di ascoltare chi quella strada la vive davvero, giorno dopo giorno.
"Egregio Direttore,
leggo sempre con interesse e, sinceramente, con un po' di ansia, tutto ciò che riguarda l'assetto attuale e le proposte per il futuro di Corso Garibaldi, una delle vie più belle e piacevoli nelle quali abitare, soggiornare, passeggiare, fare compere e, soprattutto 'vivere'! E' una strada accogliente, fruibile e non soltanto per gli esercizi commerciali che la rendono sempre attraente, ma per quell'atmosfera di 'luogo del cuore' che ben conoscono i Sanremesi tutti!
Detto questo mi lasciano un po' perplessa alcune asserzioni che potrebbero fuorviare chi non ci vive! La prima sono le 'soste brevi' per fare compere in uno dei numerosi esercizi commerciali che si aprono sulla via: infatti le soste possono essere 'brevi' soltanto se il cliente che deve effettuare un acquisto non si trova di fronte a numerosa clientela, o a qualcuno che non ha ancora deciso cosa acquistare e quindi intrattiene gli addetti alla vendita per avere 'consigli per gli acquisti', nel qual caso la sosta potrebbe protrarsi e qualche clacson cominciare a suonare a distesa; situazione affatto piacevole!
Le eventuali 'trasformazioni' dell'assetto viario e commerciale di Corso Garibaldi sono un argomento molto, ma molto delicato da maneggiare, da considerare e da realizzare da parte di coloro che lo vivono e non da altri che 'lo sognano', perchè la vita è reale e il sogno svanisce al risveglio, che potrebbe anche essere provocato da un improvvido quanto ansiogeno 'suono di clacson!'. Il futuro di Corso Garibaldi non può è non deve essere lasciato nelle mani di coloro che lo 'pensano'... ma di coloro che lo 'vivranno'!
Teresa Barazzetti".