Cronaca - 23 luglio 2026, 07:11

Caso Beatrice, l'inchiesta verso la chiusura: attesa per l'autopsia, funerali ancora da fissare. Le sorelline proseguono il percorso di recupero

Il medico legale non ha richiesto ulteriori proroghe, ma la relazione non è ancora stata depositata. Emanuela Aiello resta detenuta a Torino, mentre le due sorelline, ancora in struttura, continuano il percorso di recupero seguito dai servizi sociali

L'inchiesta sulla morte della piccola Beatrice si avvia verso una delle fasi più importanti, ma servirà ancora qualche giorno di attesa prima di arrivare all'ultimo tassello investigativo. Ad oggi, infatti, la relazione autoptica del professor Francesco Ventura non è ancora stata depositata in Procura. Si tratta del documento destinato a ricostruire in maniera definitiva le cause della morte della bambina di due anni trovata senza vita il 9 febbraio scorso nell'abitazione della madre a Bordighera e che rappresenta uno degli elementi chiave dell'intero fascicolo.

Secondo quanto emerge, il medico legale non avrebbe richiesto ulteriori proroghe rispetto ai termini previsti. Resta però da capire quando verrà formalmente depositata la consulenza e se il tempo trascorso sia stato impiegato per completare ulteriori verifiche e controlli incrociati sugli esiti degli accertamenti già eseguiti sul corpo della bambina. Si tratta, al momento, di una possibilità che non trova conferme ufficiali, ma che potrebbe spiegare il mancato deposito della relazione nei giorni scorsi.

L'obiettivo resta comunque quello di chiudere il quadro tecnico entro la fine del mese, consentendo così alla Procura di avviarsi verso la conclusione delle indagini preliminari. Solo dopo questo passaggio sarà possibile affrontare anche uno degli aspetti più delicati della vicenda: la restituzione della salma alla famiglia e la celebrazione dei funerali della piccola Beatrice, che da oltre cinque mesi non hanno ancora potuto svolgersi. Al momento non è ancora stato stabilito se la cerimonia sarà pubblica oppure riservata ai familiari.

La situazione dei due indagati. Sul fronte cautelare non si registrano novità per Emanuela Aiello, che resta detenuta nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino. La donna continua a mantenere contatti costanti con i propri difensori e, fin dall'inizio dell'inchiesta, ha sempre respinto le accuse contestate dalla Procura, ribadendo la propria estraneità ai fatti.

Nei giorni scorsi, invece, il compagno Emanuel Iannuzzi è stato trasferito dal carcere di Pavia a quello di Cremona dopo essere stato vittima di un'aggressione da parte di alcuni detenuti. I suoi legali hanno già potuto incontrarlo nel nuovo istituto penitenziario.

Le sorelline continuano il percorso di recupero. Parallelamente prosegue il lavoro dei servizi sociali sulle due sorelline di Beatrice, attualmente ancora ospitate in una struttura protetta.

Le relazioni trasmesse agli organi competenti descrivono un quadro incoraggiante. Le bambine starebbero infatti affrontando con esiti positivi il percorso di recupero psicologico e relazionale, mostrando segnali di progressivo ritorno alla quotidianità.

Proprio in considerazione di questo percorso, gli operatori avrebbero ritenuto opportuno non riaprire, almeno per il momento, i contatti con la madre. Secondo la valutazione dei servizi sociali, un riavvicinamento in questa fase potrebbe infatti riattivare il trauma vissuto dalle bambine e compromettere il delicato equilibrio che stanno ricostruendo negli ultimi mesi.

Si tratta di una scelta improntata esclusivamente alla tutela del loro benessere, che verrà rivalutata nel corso del tempo sulla base dell'evoluzione del percorso di sostegno.

Due richieste di affidamento. Nel frattempo iniziano a delinearsi anche le possibili prospettive per il futuro delle due bambine. Ad oggi risultano presentate due richieste di affidamento familiare: una avanzata dallo zio materno e una dalla zia paterna.

Le domande dovranno ora essere esaminate dagli organi competenti, che valuteranno quale soluzione risponda maggiormente all'interesse delle minori. L'obiettivo è evitare che le bambine rimangano troppo a lungo all'interno della struttura di accoglienza, favorendo, quando sarà ritenuto possibile e nell'interesse delle stesse, un inserimento stabile in un contesto familiare idoneo.

Prima di qualsiasi decisione saranno però necessarie tutte le verifiche previste dalla normativa, sia sotto il profilo delle capacità genitoriali e familiari dei richiedenti, sia rispetto alle esigenze psicologiche delle due sorelline.

Con l'attesa per il deposito della relazione autoptica e la valutazione delle richieste di affidamento, il caso Beatrice entra così in una fase decisiva, nella quale il percorso giudiziario e quello di tutela delle due bambine continueranno inevitabilmente a procedere in parallelo.