Cronaca - 16 luglio 2026, 14:18

Crollo del ponte Morandi, condannato a 12 anni l'ex ad di Aspi Giovanni Castellucci: sentenza storica a Genova

La Procura aveva chiesto una pena di 18 anni e 6 mesi. Il disastro del 14 agosto 2018 provocò la morte di 43 persone e segnò profondamente l'Italia

Il Tribunale di Genova ha condannato a 12 anni di reclusione Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, nell'ambito del processo per il crollo del ponte Morandi, la tragedia che il 14 agosto 2018 causò la morte di 43 persone e il ferimento di decine di altre. La Procura aveva chiesto per lui una pena decisamente più severa, pari a 18 anni e 6 mesi, ritenendolo tra i principali responsabili delle carenze nella gestione e nella manutenzione dell'infrastruttura. La sentenza rappresenta uno dei passaggi più significativi di una vicenda giudiziaria che, per quasi otto anni, ha tenuto alta l'attenzione dell'opinione pubblica e delle famiglie delle vittime. Mauro Coletta, l'ex direttore vigilanza Mit su concessioni autostradali, è stato condannato a 5 anni. Nei suoi confronti la procura aveva chiesto la condanna a dieci anni.

Il disastro avvenne poco prima di mezzogiorno del 14 agosto 2018, quando una porzione del viadotto Polcevera, noto come ponte Morandi dal nome del progettista Riccardo Morandi, collassò improvvisamente durante un violento temporale. Decine di veicoli precipitarono nel vuoto da un'altezza di circa 45 metri. Il crollo provocò 43 vittime, centinaia di sfollati e una profonda ferita nel tessuto sociale ed economico di Genova. Oltre alla tragedia umana, l'evento mise in evidenza le criticità legate alla gestione delle infrastrutture strategiche del Paese e aprì un acceso dibattito nazionale sul tema della sicurezza dei ponti e delle autostrade.

Le indagini coordinate dalla Procura genovese hanno ricostruito negli anni un quadro complesso, concentrandosi sulle attività di monitoraggio, manutenzione e valutazione dello stato di conservazione del viadotto. Secondo l'accusa, il degrado strutturale del ponte era noto da tempo e non sarebbero stati adottati interventi adeguati per garantire la sicurezza dell'opera. Nel procedimento sono stati coinvolti dirigenti, tecnici e responsabili della società concessionaria e delle strutture incaricate delle verifiche. Il processo è diventato uno dei più rilevanti nella storia giudiziaria italiana in materia di sicurezza delle infrastrutture.

La figura di Giovanni Castellucci è stata al centro del dibattito fin dalle prime fasi dell'inchiesta. Manager di primo piano nel panorama industriale nazionale, è stato amministratore delegato di Autostrade per l'Italia negli anni precedenti al crollo. Per la Procura, il suo ruolo ai vertici della società comportava precise responsabilità nella gestione della rete autostradale e nelle decisioni strategiche relative agli interventi di manutenzione. La difesa, nel corso del procedimento, ha invece sostenuto l'estraneità dell'ex manager rispetto alle contestazioni più gravi, evidenziando la complessità della catena decisionale e delle competenze tecniche coinvolte.

La sentenza emessa oggi rappresenta un passaggio fondamentale per i familiari delle vittime, che in questi anni hanno seguito ogni fase del procedimento chiedendo verità e giustizia. Pur inferiore rispetto alle richieste formulate dall'accusa, la condanna a 12 anni inflitta a Castellucci assume un forte valore simbolico e giuridico. Resta ora da valutare l'eventuale percorso nei successivi gradi di giudizio, ma il pronunciamento del Tribunale di Genova segna una tappa decisiva in una vicenda destinata a rimanere nella memoria collettiva del Paese come una delle più gravi tragedie infrastrutturali dell'Italia contemporanea.