Nuovo affondo del consigliere comunale Gaetano Scullino contro la decisione dell'Amministrazione di procedere con la vendita dell'ex deposito Aiga sul Lungomare Varaldo. Secondo l'ex sindaco, quella in corso non rappresenta una semplice operazione immobiliare, ma una scelta politica destinata a privare definitivamente la città di uno degli ultimi beni strategici di proprietà comunale affacciati sul mare. Scullino sostiene che il valore dell'area sia ben superiore rispetto alla base d'asta fissata dal Comune e invita a riflettere sulle conseguenze di una cessione che, a suo giudizio, rischia di impoverire il patrimonio pubblico senza possibilità di recupero futuro.
Nel comunicato, il consigliere entra nel merito dei numeri dell'operazione, evidenziando come il lotto, di circa 823 metri quadrati con un sedime superiore ai 500 metri quadrati, presenti importanti potenzialità edificatorie. Secondo le stime illustrate, sull'area sarebbe possibile realizzare un edificio di cinque piani con una superficie vendibile di circa 2.200 metri quadrati. La base d'asta fissata in 1.110.000 euro, afferma Scullino, non rispecchierebbe il reale valore del bene. Nella ricostruzione proposta vengono stimati circa 4,4 milioni di euro tra demolizione, costruzione, oneri e spese tecniche, per un investimento complessivo di oltre 5,5 milioni a fronte di ricavi potenziali superiori agli 11,5 milioni di euro, con un margine economico stimato in circa sei milioni.
Per Scullino, proprio questi dati dimostrerebbero come una parte consistente del valore economico dell'operazione derivi dal patrimonio pubblico che il Comune intende alienare. "Per finanziare opere pubbliche esistono molte altre possibilità. Ma un immobile fronte mare di questo valore, una volta venduto, il Comune non lo riavrà mai più. Fare cassa è un conto; impoverire definitivamente il patrimonio dei cittadini è un altro", sottolinea il consigliere. L'esponente di opposizione aggiunge inoltre che la vendita sarebbe stata motivata dall'esigenza di reperire risorse per interventi di asfaltatura, ricordando come, a suo dire, nelle casse comunali sarebbero già disponibili circa 2,8 milioni di euro destinabili a questo tipo di lavori.
Nel comunicato trova spazio anche il riferimento alle dinamiche politiche emerse durante la discussione in Consiglio comunale. Scullino evidenzia come la delibera sia stata approvata con i voti favorevoli del sindaco Flavio Di Muro, dei consiglieri di maggioranza presenti Ascheri, Parodi, Ventrella, Bertolucci e Papalia, oltre al presidente del Consiglio Roberto Nazzari. Secondo il consigliere, la vicenda avrebbe evidenziato tensioni anche all'interno della stessa maggioranza, elemento che contribuirebbe a rendere ancora più delicata una scelta definita strategica per il futuro della città.
Infine, Scullino richiama l'iniziativa annunciata dagli eredi della famiglia che nel 1977 cedette l'area al Comune nell'ambito di una procedura legata alla pubblica utilità. Gli eredi hanno reso noto di voler presentare un accesso agli atti per ricostruire il contenuto della documentazione dell'epoca e comprendere come si sia arrivati alla decisione di alienare oggi il bene. "L'ex Aiga non doveva essere venduta. Avrebbe potuto rappresentare un'opportunità per servizi pubblici, turismo, cultura o per una valorizzazione capace di garantire un ritorno concreto alla collettività", conclude Scullino, ribadendo l'intenzione di proseguire l'opposizione a quella che definisce una "svendita del patrimonio dei ventimigliesi".