Per decenni il problema dell’entroterra ligure è stato raccontato attraverso una sola direzione: quella che portava verso la costa. I giovani che partivano, le case che rimanevano vuote, i paesi che perdevano abitanti e servizi mentre la popolazione si concentrava progressivamente lungo il mare. Oggi quel processo non si è certamente esaurito, ma qualcosa, almeno in alcune realtà, comincia lentamente a muoversi nella direzione opposta. Montalto Carpasio è una di queste.
Il paese sta vivendo un’estate caratterizzata da una presenza particolarmente significativa di turisti, molti dei quali provenienti dall’estero. Ma il dato più interessante non riguarda soltanto chi arriva per trascorrere qualche giorno nell’entroterra. Aumenta la richiesta di abitazioni, cresce il valore degli immobili, si moltiplicano le ristrutturazioni e alcune giovani famiglie hanno iniziato a lasciare la costa per trasferirsi stabilmente nel territorio comunale. Una trasformazione ancora numericamente limitata, ma che racconta un fenomeno più ampio: la progressiva riscoperta dell’entroterra ligure come luogo non soltanto da visitare, ma nel quale investire e, in alcuni casi, tornare a vivere. "Sta andando benissimo, il paese è pieno di turisti, pienissimo", racconta il sindaco di Montalto Carpasio, Mariano Bianchi.
Una presenza che attraversa nazionalità e continenti differenti. Nel corso di queste settimane sono arrivati visitatori dal Nord Europa, dalla Francia, dal Regno Unito e dagli Stati Uniti, confermando una capacità attrattiva che supera ormai i tradizionali confini del turismo di prossimità. Montalto Carpasio non rappresenta più soltanto una possibile escursione per chi trascorre le vacanze sulla costa. Una parte dei visitatori cerca nell’entroterra un’esperienza differente: borghi, natura, storia, temperature più miti e una dimensione quotidiana lontana dalla pressione turistica che caratterizza durante l’estate le località balneari. La risposta del territorio è visibile anche durante gli appuntamenti culturali e aggregativi.
In occasione della Pastasciutta Antifascista organizzata al Museo della Resistenza di Costa, la partecipazione ha superato le 450 presenze. "C’era tantissima gente: turisti stranieri, ma anche persone in arrivo dal basso Piemonte e da altre regioni. Devo dire che è andata veramente bene", sottolinea il primo cittadino.
Ma è osservando il mercato immobiliare che la trasformazione assume una dimensione ancora più interessante. La domanda di abitazioni è aumentata e, secondo quanto riferito dal sindaco, il valore delle case è cresciuto rapidamente. Sono soprattutto cittadini stranieri e turisti che, dopo aver conosciuto il territorio, decidono di acquistare vecchi immobili e recuperarli. "C’è molta richiesta di prendere delle vecchie case e rimetterle a posto. Ci sono cantieri in tutto il paese", spiega Bianchi. Un’immagine che restituisce plasticamente il cambiamento. Le abitazioni dei borghi dell’entroterra, per anni considerate difficili da vendere e spesso destinate a rimanere inutilizzate, tornano progressivamente sul mercato. Vengono acquistate, ristrutturate e trasformate in seconde case o abitazioni utilizzate per periodi sempre più lunghi dell’anno.
La crescita dei valori immobiliari rappresenta una conseguenza diretta di questa nuova domanda, ma porta con sé anche un altro elemento: il recupero del patrimonio edilizio esistente. In un territorio nel quale costruire nuove abitazioni è complesso e spesso poco sostenibile, la riqualificazione delle case già presenti diventa uno strumento importante per mantenere vivi i centri storici e contrastare il progressivo deterioramento degli edifici.
Il fenomeno più significativo, però, riguarda chi ha deciso di compiere un passo ulteriore. Negli ultimi tempi alcune giovani coppie italiane con figli hanno lasciato la costa per trasferirsi stabilmente a Montalto Carpasio. Non sono ancora numeri sufficienti per parlare di un’inversione demografica. Lo stesso sindaco mantiene prudenza sulla dimensione del fenomeno. Ma il semplice fatto che esista un movimento dalla costa verso l’entroterra rappresenta un segnale difficilmente trascurabile. "Ci sono alcune coppie, non tantissime, di italiani giovani con bambini che sono arrivate da poco ad abitare qui. Vengono dalla costa", conferma Bianchi. "È un segnale importante".
Perché la questione demografica resta probabilmente la sfida principale per tutti i piccoli comuni dell’entroterra. Il turismo può riempire i paesi durante alcuni periodi dell’anno, sostenere le attività economiche e favorire il recupero delle abitazioni. Ma sono i residenti permanenti a garantire la sopravvivenza delle comunità, dei servizi e delle relazioni sociali. L’arrivo di giovani famiglie assume quindi un valore che supera il semplice dato numerico. Significa bambini, nuovi bisogni, consumo quotidiano, partecipazione alla vita del paese e possibilità di immaginare una comunità che non viva esclusivamente durante i fine settimana o nei mesi estivi.
Alla base di questa riscoperta ci sono diversi fattori. La crescita del lavoro da remoto ha ridotto, per alcune professioni, la necessità di vivere vicino ai grandi centri urbani. Il costo delle abitazioni sulla costa è diventato sempre più elevato. La ricerca di spazi più ampi, tranquillità e qualità della vita ha riportato attenzione verso territori rimasti per decenni ai margini dei principali flussi demografici. L’entroterra del Ponente ligure aggiunge a questi elementi una caratteristica particolare: la vicinanza al mare. Vivere in un piccolo paese non significa necessariamente rinunciare ai servizi e alle opportunità economiche della costa, ma scegliere un modello abitativo differente mantenendo una distanza relativamente contenuta dai principali centri della provincia.
Montalto Carpasio diventa così un piccolo osservatorio di una trasformazione che potrebbe riguardare nei prossimi anni altri comuni delle vallate imperiesi. Da una parte il turismo internazionale, che scopre borghi e territori lontani dalle destinazioni tradizionali. Dall’altra gli investimenti immobiliari, che permettono di recuperare case abbandonate o inutilizzate. Infine, il fenomeno ancora embrionale ma probabilmente più interessante: giovani famiglie che percorrono al contrario la strada seguita dalle generazioni precedenti e dalla costa scelgono di tornare verso l’interno.
Naturalmente, la crescita porta con sé anche nuove sfide. Più residenti e più visitatori significano una maggiore richiesta di servizi, infrastrutture, collegamenti e manutenzione del territorio. La capacità di trasformare l’interesse turistico e immobiliare in uno sviluppo stabile dipenderà dalla possibilità di accompagnare il fenomeno senza modificare l’identità dei borghi che lo hanno reso possibile.
Per il momento, però, la fotografia dell’estate raccontata dal sindaco Mariano Bianchi è quella di un paese pieno, attraversato da lingue differenti e con cantieri aperti per recuperare vecchie abitazioni. Per anni l’entroterra ha guardato la costa perdere i propri giovani. Oggi, almeno a Montalto Carpasio, qualcuno ha iniziato a percorrere quella strada al contrario.