Attualità - 13 luglio 2026, 12:14

Tartarughe marine sulle spiagge di Taggia, nuove regole per gli stabilimenti: reti sollevate di almeno 50 centimetri da terra

Il Comune modifica l'ordinanza sulle attività balneari dopo i sopralluoghi della Capitaneria di Porto. Le delimitazioni notturne potranno essere mantenute, ma dovranno consentire il passaggio delle Caretta caretta. Il provvedimento notificato ai gestori degli stabilimenti e delle spiagge attrezzate

Cambiano le regole per le reti utilizzate dagli stabilimenti balneari lungo il litorale di Taggia. Il Comune ha modificato l'ordinanza che disciplina le attività balneari ed elioterapiche introducendo l'obbligo di mantenere le delimitazioni notturne ad almeno 50 centimetri da terra per tutta la loro lunghezza. L'obiettivo è evitare che le strutture possano ostacolare il passaggio delle tartarughe marine Caretta caretta o interferire con la ricerca di un luogo adatto alla deposizione delle uova.

Il provvedimento, firmato il 9 luglio dal responsabile del Servizio Ambiente e Demanio Marittimo Fernando Martini, interviene sull'ordinanza balneare approvata lo scorso 13 maggio. Le precedenti disposizioni consentivano agli stabilimenti di chiudere durante la notte, e nei giorni di mancata apertura dell'attività, il fronte a mare attraverso reti facilmente rimovibili, lasciando libera la fascia destinata al transito. Le reti previste dall'ordinanza sono in polietilene idrorepellente, di colore nero e con maglie di 10 centimetri per 10.

Alla base della modifica ci sono le nidificazioni di Caretta caretta registrate negli ultimi anni sulle spiagge del territorio comunale e i controlli effettuati dalla Capitaneria di Porto. Durante alcuni sopralluoghi, il personale della Delegazione di Spiaggia ha riscontrato la presenza di reti utilizzate per chiudere il fronte mare degli stabilimenti. In alcuni casi le delimitazioni arrivavano fino alla sabbia, in altri erano collocate soltanto pochi centimetri sopra l'arenile. Una situazione che, secondo quanto riportato nell'ordinanza comunale, potrebbe creare problemi durante una fase particolarmente delicata del ciclo riproduttivo delle tartarughe. Gli esemplari che raggiungono la spiaggia durante la notte devono infatti poter risalire l'arenile alla ricerca del punto nel quale realizzare il nido. Una rete posizionata fino a terra potrebbe ostacolarne il percorso o, nei casi peggiori, intrappolare l'animale.

La Caretta caretta è inoltre una specie sottoposta a protezione rigorosa dalla normativa europea e nazionale. Il Dpr 357 del 1997, richiamato dal Comune nel provvedimento, vieta di disturbare gli esemplari durante tutte le fasi del ciclo riproduttivo e durante la migrazione. La modifica dell'ordinanza arriva dopo due comunicazioni della Delegazione di Spiaggia di Arma di Taggia, ricevute dal Comune il 22 giugno e il 6 luglio. Gli atti sono stati trasmessi anche ai titolari e ai gestori degli stabilimenti balneari e delle spiagge libere attrezzate. Alle imprese era stato chiesto di «non installare impedimenti che potessero danneggiare o compromettere la nidificazione delle tartarughe marine», mentre l'amministrazione comunale era stata invitata ad adeguare la disciplina locale alla normativa prevista per la tutela della specie.

Nei giorni successivi è stato avviato un confronto tra il Comune, la Delegazione di Spiaggia di Arma di Taggia, l'associazione APS Delfini del Ponente, componente del Gruppo ligure tartarughe, e alcune imprese balneari del territorio. Il problema da risolvere era duplice. Da una parte, garantire che le tartarughe marine potessero raggiungere liberamente la parte interna dell'arenile senza incontrare ostacoli. Dall'altra, mantenere la possibilità per gli operatori balneari di proteggere durante le ore notturne strutture, attrezzature e materiali presenti sulla spiaggia da eventuali danneggiamenti. La soluzione individuata è stata quella di consentire ancora l'utilizzo delle reti, modificandone però le modalità di installazione.

Le delimitazioni dovranno essere mantenute ad almeno 50 centimetri dalla superficie della spiaggia per tutta la loro lunghezza. In questo modo, secondo quanto stabilito dall'amministrazione, gli stabilimenti potranno continuare a proteggere le proprie strutture senza impedire il passaggio degli esemplari di Caretta caretta che dovessero raggiungere il litorale tabiese. La nuova disposizione modifica quindi un punto preciso dell'ordinanza balneare del 13 maggio. Durante le ore notturne e nei giorni di chiusura dell'attività elioterapica sarà ancora possibile recintare il fronte a mare dello stabilimento, sempre lasciando libera la fascia di transito, ma le reti dovranno essere sollevate di almeno mezzo metro da terra.

Il provvedimento è entrato in vigore il giorno successivo alla sua adozione e modifica la precedente ordinanza soltanto nelle parti interessate dalle nuove disposizioni. Sarà pubblicato all'Albo Pretorio e trasmesso alla Polizia locale, alle forze dell'ordine e agli uffici marittimi competenti. Il Comune ha inoltre disposto la notifica dell'ordinanza ai concessionari e ai gestori degli impianti balneari, chiamati a rispettare le nuove prescrizioni. Sono previsti controlli sull'applicazione delle disposizioni. Eventuali violazioni potranno essere perseguite in via amministrativa o penale, a seconda della natura dell'infrazione e delle responsabilità accertate, sulla base del Codice della Navigazione e delle altre norme vigenti. L'esecuzione dell'ordinanza è affidata agli ufficiali e agli agenti di polizia.

La modifica arriva in un periodo dell'anno particolarmente importante per la possibile presenza delle tartarughe marine lungo le coste liguri. Negli ultimi anni il Ponente ha registrato diversi episodi di nidificazione e il Comune di Taggia ha quindi scelto di intervenire sulle regole che disciplinano le attività balneari, cercando un punto di equilibrio tra la tutela della specie e le esigenze degli operatori economici presenti sulle spiagge.