Al Direttore - 11 luglio 2026, 10:14

Sanremo: Piazza Colombo, Andrea Chiarini "Serve una visione complessiva, autostazione e Festival non possono svuotare la città"

L'intervento dopo le preoccupazioni espresse dal sindacato: confronto tra passato e presente della piazza, critiche alla pianificazione urbana e ai capolinea diffusi del trasporto pubblico

L'intervento del sindacato sulla situazione dell'autostazione di piazza Colombo apre il dibattito anche tra i cittadini. Tra questi c'è Andrea Chiarini, che ha inviato una riflessione corredata da alcune fotografie storiche e attuali della piazza, sostenendo come il confronto metta in evidenza una profonda trasformazione dello spazio urbano. Secondo Chiarini, l'assetto della piazza avrebbe perso nel tempo la propria identità, passando da uno spazio caratterizzato da un equilibrio tra infrastrutture e aree di fruizione collettiva a una superficie destinata quasi esclusivamente al transito e alla sosta dei mezzi.

Nel suo intervento, Chiarini evidenzia come il raffronto tra le immagini del passato e quelle odierne mostri una progressiva perdita di qualità urbana. "Nelle immagini storiche la piazza appariva come un elemento architettonico definito, con un equilibrio tra infrastruttura e zone di fruizione collettiva. L'immagine attuale mostra invece una superficie dominata quasi esclusivamente dall'asfalto e dalla sosta dei mezzi, riducendo l'area a una mera funzione di transito", scrive. Una situazione che, a suo giudizio, sarebbe il risultato di una pianificazione che ha progressivamente sacrificato il decoro e la qualità ambientale dello spazio pubblico.

Tra gli aspetti maggiormente contestati vi è anche il rapporto tra piazza Colombo e il Festival di Sanremo. Pur riconoscendo l'importanza della manifestazione e della presenza del palco esterno, Chiarini ritiene che le strutture temporanee abbiano finito per incidere in modo permanente sulla percezione della piazza. "Le strutture destinate a eventi temporanei si rivelano spesso architetture fuori scala che, una volta smontate, rimangono comunque come ferite aperte nel tessuto urbano", osserva, sostenendo che gli interventi legati ai grandi eventi abbiano progressivamente trasformato uno spazio pubblico vissuto in un semplice nodo logistico.

Nel comunicato trova spazio anche una riflessione sul futuro del trasporto pubblico locale. Chiarini condivide infatti le preoccupazioni espresse dal sindacato in merito al progetto dei capolinea diffusi, definendolo un possibile elemento di criticità. "Frammentare le linee senza una struttura di supporto adeguata trasforma il trasporto pubblico in un servizio dispersivo e meno appetibile per residenti e turisti", afferma, sottolineando come l'assenza di spazi preventivamente individuati rischi di aumentare i tragitti a vuoto dei bus e di creare disorientamento tra gli utenti. "Credo quindi abbia ragione il sindacato", conclude sul tema.

L'autore dell'intervento precisa di non essere contrario né al palco del Festival né all'autostazione, ma ritiene che entrambe le questioni debbano essere affrontate all'interno di una progettazione organica della città. "Il pezzo alla volta impedisce di risolvere il problema strutturale del traffico, del decoro e della vivibilità e crea solo una stratificazione di soluzioni che, nel tempo, generano i 'pasticci' ben noti di Sanremo", evidenzia. Un ragionamento che estende anche ad altri interventi urbanistici, come quello previsto per piazza Eroi, destinata, secondo Chiarini, a perdere ulteriormente la propria funzione di spazio pubblico vissuto.

Infine, l'intervento richiama anche il tema della sostenibilità ambientale. Chiarini osserva come la presenza di ampie superfici in cemento e asfalto contribuisca ad aumentare le temperature cittadine, proprio in un periodo storico in cui i cambiamenti climatici richiederebbero scelte differenti. Da qui l'invito a puntare maggiormente su alberature e aree verdi, con l'obiettivo di restituire qualità urbana e vivibilità agli spazi pubblici cittadini.