Ci sono storie che appartengono a un territorio e che, con il passare del tempo, rischiano di confondersi con il paesaggio. Restano nei nomi, nelle fotografie, nelle fasce coltivate sulle colline e nelle vecchie imbarcazioni, ma finiscono lentamente per allontanarsi dalla memoria quotidiana. Venerdì 10 luglio, sul lungomare di Arma di Taggia, una di queste storie tornerà a essere raccontata attraverso un percorso che unirà il mare, la cultura marinaresca e una delle produzioni più antiche e caratteristiche del territorio: il Moscatello di Taggia.

“Dalle fasce al mare – Le genti che coltivarono e trasportarono il Moscatello in giro per il mondo” è il primo appuntamento del calendario delle manifestazioni estive organizzate da Arma Pesca, con il patrocinio del Comune di Taggia e la collaborazione dell'Associazione Produttori Moscatello di Taggia e del Rione Parasio.
Dalle 10 del mattino fino alla sera il lungomare di Arma si trasformerà in un percorso storico diffuso. Otto punti accompagneranno residenti e turisti dall'inizio della passeggiata verso Bussana fino alla zona del molo, seguendo idealmente il viaggio compiuto per secoli dagli uomini, dalle merci e dalle imbarcazioni che hanno contribuito alla crescita economica e sociale del territorio.
In ciascuna postazione sarà collocato un gozzo o un'imbarcazione della tradizione ligure, affiancato da ambientazioni realizzate con botti, damigiane e arredi d'epoca. Piccole ricostruzioni capaci di restituire l'atmosfera delle antiche taverne e dei luoghi nei quali la vita dei marinai si intrecciava con quella dei commercianti, dei produttori e delle famiglie che lavoravano sulle colline alle spalle della costa.
Non sarà però una semplice esposizione. Accanto alle installazioni saranno presenti otto totem attraverso i quali i visitatori potranno ripercorrere circa sei secoli di storia, dal Duecento all'Ottocento, seguendo l'evoluzione della navigazione, del commercio e del rapporto tra Arma e il suo entroterra.
Il filo conduttore sarà il Moscatello di Taggia. Coltivato sulle fasce dell'entroterra, il vino raggiungeva il mare per iniziare un viaggio molto più lungo. Le imbarcazioni partivano dalla costa trasportando il prodotto verso altri porti e mercati europei, facendo incontrare due mondi soltanto apparentemente distanti: quello dei contadini che lavoravano la terra e quello dei marinai che affrontavano il Mediterraneo.
È proprio questo legame tra le fasce e il mare a rappresentare il cuore della manifestazione. Il paesaggio agricolo e quello marittimo diventano parti della stessa storia, raccontando un territorio che per secoli ha costruito la propria identità sulla capacità di produrre, commerciare e viaggiare.
Accanto a ogni installazione sarà presente una cantina produttrice di Moscatello. I visitatori potranno conoscere direttamente le aziende del territorio, scoprire le caratteristiche del vino e partecipare alle degustazioni proposte durante la giornata. Un modo per affiancare al racconto storico l'esperienza diretta di un prodotto che, dopo secoli, continua a rappresentare una parte importante dell'identità agricola locale.
Le otto postazioni saranno inoltre pensate come spazi da attraversare, osservare e fotografare. Gozzi, scenografie, oggetti della tradizione e scorci del lungomare costruiranno un percorso capace di coinvolgere anche chi arriverà ad Arma senza conoscere la storia del Moscatello e delle antiche rotte commerciali.
Alla realizzazione dell'iniziativa ha contribuito anche il Rione Parasio, che ha messo a disposizione materiale storico e documentale utilizzato per arricchire il percorso espositivo.
La giornata si concluderà alle 21 in piazza Chierotti con una conferenza dedicata alla navigazione, alla storia del vino e al presente del Moscatello. Interverranno Caterina Ammirati, istruttrice di vela Endas, con un approfondimento sulla navigazione nel Medioevo, e Alessandro Carassale, presidente del CeSVin, che ripercorrerà la storia del vino di Taggia e dei suoi viaggi nel mondo. L'Associazione Produttori Moscatello di Taggia approfondirà invece la situazione attuale della produzione e il percorso di valorizzazione portato avanti negli ultimi anni.
Sarà il momento conclusivo di una giornata pensata non soltanto per mostrare oggetti e raccontare avvenimenti del passato, ma per ricostruire il rapporto profondo che per secoli ha unito la terra e il mare.
Perché prima che il lungomare diventasse il luogo delle passeggiate estive e delle giornate trascorse sulla spiaggia, da quella costa partivano uomini e imbarcazioni. Alle loro spalle c'erano le colline, le fasce e le vigne. Davanti, il Mediterraneo e porti lontani nei quali vendere il vino prodotto nell'entroterra.
Venerdì, per un'intera giornata, quella storia tornerà sul lungomare di Arma. Non chiusa dentro una sala o affidata soltanto ai documenti, ma restituita ai luoghi nei quali è cominciata, tra i gozzi, il Moscatello e il mare.





