Si sono conclusi con la solenne celebrazione presieduta dal vescovo Mons. Antonio Suetta, il tradizionale fughetu di San Sci e una bicchierata in piazza i festeggiamenti patronali 2026 dedicati a San Siro. Alla cerimonia erano presenti anche il vicesindaco Fulvio Fellegara e alcuni rappresentanti della Famija Sanremasca. Un momento di fede, comunità e condivisione che ha chiuso una settimana intensa, frutto di mesi di preparazione e del lavoro di decine di volontari. Al termine della manifestazione il Comitato organizzatore ha tracciato un bilancio dell'edizione appena conclusa, soffermandosi sul significato più profondo della festa e sul valore dell'impegno di chi, durante tutto l'anno, mette tempo ed energie al servizio della parrocchia.
Al centro della riflessione anche le parole pronunciate dal vescovo durante l'omelia, che hanno rappresentato il filo conduttore dell'intera manifestazione. "La parrocchia siamo noi. È il popolo di Dio che vive in questo territorio. È la famiglia delle famiglie. È il luogo dove ciascuno trova una casa, una parola di speranza, un volto amico, una comunità che accompagna nei momenti belli e in quelli difficili", ha ricordato Mons. Suetta. E ancora: "La parrocchia vive soltanto quando ciascuno porta il suo vino. Il vino del proprio tempo. Il vino della propria fede. Il vino della propria preghiera. Il vino della propria disponibilità. Il vino della propria carità. Il vino della propria gioia". Parole che, secondo il Comitato, rappresentano il vero significato della festa patronale e invitano ogni fedele a sentirsi parte attiva della comunità.
Un messaggio che ha assunto un significato particolare anche per chi ha organizzato l'evento. Nel comunicato diffuso al termine dei festeggiamenti, il Comitato racconta di essersi interrogato più volte sul senso del proprio impegno, soprattutto nei momenti più difficili. "Che cosa porto io nella mia comunità? Vengo solo a ricevere oppure porto anch'io qualcosa? Sono spettatore oppure protagonista? Mi sento cliente della parrocchia oppure membro di una famiglia?" sono le domande rilanciate dal vescovo e fatte proprie dagli organizzatori. Nei momenti di fatica, tra difficoltà organizzative, critiche e imprevisti, la risposta è stata sempre la stessa: continuare a mettersi a disposizione della comunità con il proprio servizio, ciascuno secondo le proprie possibilità.
Il Comitato sottolinea come i festeggiamenti siano il risultato di un lavoro che va ben oltre la settimana della manifestazione. L'organizzazione dell'edizione 2026, spiegano, è iniziata già nei mesi invernali, con la definizione del tema, del programma religioso e ricreativo, la scelta degli ospiti, la gestione delle pratiche burocratiche, la ricerca dei volontari, i rapporti con sponsor e fornitori e il costante confronto con il parroco don Nicolas. Un percorso caratterizzato da momenti di confronto, inevitabili difficoltà e decisioni da rivedere in corsa, ma sempre guidato dall'obiettivo comune di valorizzare una festa profondamente radicata nella storia della città e della comunità parrocchiale.
Ampio spazio è stato dedicato ai ringraziamenti, rivolti a tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita della manifestazione. Il Comitato ha espresso riconoscenza nei confronti del parroco don Nicolas, dell'Amministrazione comunale, degli sponsor e delle numerose realtà che hanno sostenuto l'iniziativa, tra cui Bar Agorà, Agenzia Generali Sanremo, Daytona Impianti, Sanremo Impianti, COAPI, Hotel Eletto, le attività commerciali di via Debenedetti e piazza San Siro, gli Angeli di Pace, Piera Farisano, Federico Salzetta, Irene Bellone, Giacomo Devai e le decine di volontari che, nei diversi momenti della settimana, hanno prestato il proprio aiuto con entusiasmo e disponibilità.
Infine un ringraziamento speciale è stato riservato al presidente del Comitato, Luca Griseri, indicato come il punto di riferimento dell'intera organizzazione. Gli organizzatori hanno voluto evidenziare il tempo, le competenze e la disponibilità messi a disposizione durante tutti i mesi di preparazione, sottolineando come non abbia mai fatto mancare il proprio contributo. "Luca è la nostra forza", scrive il Comitato, che conclude stringendolo idealmente in un forte abbraccio. L'ultimo pensiero è rivolto alla cittadinanza, ai sanremesi e ai tanti turisti che hanno animato piazza San Siro durante le serate della festa, con l'appuntamento già fissato all'edizione del prossimo anno.