Politica - 07 luglio 2026, 13:22

Porti, Ghio (PD): interrogazione al Governo, siano resi pubblici i chiarimenti richiesti dalla Commissione europea

La vicepresidente del Gruppo Partito Democratico alla Camera, Valentina Ghio, chiede di rendere nota l'eventuale lettera di Bruxelles sulla riforma dei porti prima dell'esame del provvedimento in Parlamento.

Valentina Ghio

“Il governo renda pubblica l’eventuale esistenza di una lettera con cui la Commissione europea, secondo fonti autorevoli, avrebbe chiesto chiarimenti sulla riforma dei porti attualmente all’esame della Camera. Se esistono rilievi da parte dell’Europa su un provvedimento così importante, il Parlamento ha il diritto di conoscerli prima di esprimersi”, così la vicepresidente del Gruppo PD alla Camera Valentina Ghio, prima firmataria dell’interrogazione sottoscritta insieme ai deputati PD Serracchiani, Bakkali, Barbagallo, Casu, Morassut, Pandolfo e Pastorino, che chiede al governo conferma del ricevimento della lettera in cui Bruxelles fa osservazioni su alcuni aspetti della riforma.

“La riforma proposta dal Governo presenta criticità profonde: svuota il ruolo delle Autorità di Sistema Portuale, concentra i poteri in una nuova società per azioni, Porti d’Italia, e prevede un prelievo fino al 25 per cento delle risorse delle Autorità portuali per finanziarne l’attività. Una scelta che solleva interrogativi anche sotto il profilo della compatibilità con la normativa europea sugli aiuti di Stato. Per questo chiediamo al Ministero di rendere pubblico l’eventuale contenuto della lettera della Commissione europea e di trasmetterla alla Commissione Trasporti della Camera, affinché possa svolgere il proprio lavoro con un quadro istruttorio completo e trasparente. Non è accettabile che il Parlamento sia chiamato a discutere e votare una riforma strategica per il sistema portuale nazionale senza conoscere eventuali osservazioni formulate dalle istituzioni europee”, sottolinea Ghio.

“La trasparenza è un dovere nei confronti del Parlamento, dei lavoratori, delle imprese e di tutti i territori che vivono grazie ai porti. Su una riforma che rischia di indebolire l’autonomia dei nostri scali e di compromettere la loro capacità di investimento non possono esserci zone d’ombra”, conclude Ghio.

Redazione