"Non è il sindaco ad essersi sacrificato: è stata la città. Il richiamo al senso di responsabilità, il momento in cui bisogna agire, l’obbligo di non fermarsi e di avanzare uniti, ad ogni costo. Sono stati questi gli appelli rivolti dal sindaco Flavio Di Muro alla propria maggioranza nel corso dell’ultimo Consiglio comunale. Parole già ascoltate dopo la prima crisi politica seguita alle dimissioni dell’assessora Calcopietro. Formule che si ripetono quasi come un giuramento, una sorta di devotio: il sacrificio del sindaco per la città. Eppure, dopo oltre tre anni di amministrazione, viene spontaneo osservare che il vero sacrificio lo abbia compiuto Ventimiglia" - dice Ventimiglia Progressista, formata da Priscilla Cantarella, Luca Donzelli, Salvatore Mastroieni e Maria Spinosi.
"Esaurita questa narrazione, arriva ora la promessa dei prossimi due anni 'decisivi', con toni che ricordano una campagna elettorale permanente" - afferma - "Lo stesso sindaco ha riconosciuto che non si è prestata sufficiente attenzione alle cosiddette 'piccole cose'. Ma proprio quelle 'piccole cose', manutenzione, pulizia, decoro urbano, servizi e qualità della vita, rappresentano ciò che più incide sulla quotidianità dei cittadini. I ventimigliesi, infatti, non chiedono slogan o progetti di grandezza. Chiedono semplicemente di vivere bene nella città che abitano ogni giorno".
"È significativo che oggi quelle stesse 'piccole cose' siano diventate il principale elemento di difficoltà per una maggioranza che, dopo aver puntato su grandi annunci e grandi progetti, si ritrova a rivolgere ai cittadini continui appelli, anche attraverso video sui social, affinché conferiscano correttamente i rifiuti" - sottolinea - "La domanda è inevitabile: i prossimi due anni saranno davvero sufficienti per 'Tornare Grandi' oppure serviranno soltanto a prolungare una campagna elettorale che, di fatto, non è mai terminata?".