Copertina - 02 luglio 2026, 00:00

Sergio Viglietti presenta RICOLTIVIAMO: “La nostra floricoltura ha un grande futuro, ora offriamo strumenti concreti a chi vuole mettersi in gioco”

Dall'impulso del Rotary nasce lo Sportello RICOLTIVIAMO all’Istituto Agrario Ruffini-Aicardi: un ponte teso tra l'esperienza dei grandi professionisti e l'entusiasmo di chi vuole scommettere sul verde. Cinque macrocategorie per riaccendere i motori di un'eccellenza che oggi, all'estero, è più richiesta che mai

C’è un profumo antico che attraversa le colline della Riviera, una tradizione fatta di mani nella terra, di serre baciate dal sole e di intuizioni che da oltre un secolo portano il nome di Sanremo nel mondo. Ma la tradizione, per restare viva, ha bisogno di gambe giovani e di visioni nuove. È da questa consapevolezza che prende vita il progetto RICOLTIVIAMO, che con l’apertura del suo sportello operativo presso l’Istituto Agrario Ruffini-Aicardi di Sanremo si appresta a trasformare le idee in solchi reali. A guidare questa scommessa è Sergio Viglietti, past-President del Rotary Club Sanremo Hanbury ed esportatore con la moglie Gabriella Midili dal 1992, che è riuscito a fare rete tra i Rotary Club della Provincia e il Distretto 2032 per dare una risposta concreta a un mercato internazionale che chiede, oggi più che mai, la nostra qualità. RICOLTIVIAMO non è solo un servizio di orientamento: è un passaggio di testimone, un "hub" dove agronomi, ibridatori, commercianti, coltivatori, vivaisti, flower designer e tecnici serristi si mettono a disposizione di chi – giovane o meno giovane – vuole raccogliere l'eredità della nostra terra. Abbiamo incontrato Viglietti per capire come questo laboratorio di futuro intenda ridisegnare l'orizzonte della floricoltura locale.

Sergio Viglietti, dopo un anno di semina e presentazioni, lo "Sportello RICOLTIVIAMO" è finalmente realtà. Che emozione si prova a vedere questo progetto passare ufficialmente dalla carta alla fase operativa quotidiana?

“È un'emozione profonda e stimolante. Più di dieci anni fa, confrontandomi con i colleghi, temevo che il nostro settore potesse andare incontro a un lento declino nell'arco di un decennio, principalmente a causa del calo della produzione. Sentivo l'urgenza di fare qualcosa per evitare lo spegnimento di una realtà produttiva storica per la nostra provincia, che per generazioni ha dato sostentamento a tantissime famiglie. Quell'idea iniziale, aggiornata e ampliata nel tempo, ha preso forma fino a diventare l'odierno "Sportello RICOLTIVIAMO". È stato un cammino lungo, ma la tenacia ha pagato: la soddisfazione più grande oggi è vedere la totale condivisione da parte di tutti gli attori della filiera, segno tangibile della bontà del progetto.

Mai come oggi il mondo del commercio ha compreso un concetto vitale: senza la produzione, il commercio stesso cessa di esistere, e viceversa. Fortunatamente, dieci anni fa le mie previsioni pessimistiche vennero smentite: la richiesta dei clienti è costantemente aumentata, trainando anche un seppur lieve incremento della produzione. Finalmente si è capito che la chiave del futuro risiede nella coesistenza sinergica di queste due grandi branche dell’agricoltura e, in particolare, della floricoltura. Solo continuando a lavorare uniti, nei prossimi dieci anni la Provincia di Imperia saprà confermarsi e consolidarsi come la realtà italiana più produttiva nel campo dei fiori e del verde reciso”.

Lei è un esportatore di fiori dal 1992: in trent'anni di attività ha visto cambiare profondamente il mercato. Qual è la scintilla professionale e personale che l'ha spinta a farsi promotore in prima persona di questa iniziativa?

“La scintilla è nata dall'unione di diversi fattori, sia economici che profondamente umani. In trent'anni di attività ho assistito a una progressiva "desertificazione" delle nostre campagne e delle nostre serre, che ha portato alla carenza di alcuni prodotti chiave, pur in presenza di una forte richiesta da parte della clientela italiana ed estera.

Ma a colpirmi di più è stato l'aspetto sociale. Ho visto le generazioni più giovani allontanarsi progressivamente dalla terra per intraprendere percorsi lavorativi differenti da quelli dei genitori, contribuendo a una disoccupazione giovanile purtroppo crescente. Al tempo stesso, stiamo assistendo alla dolorosa perdita della memoria storica e lavorativa dei nostri anziani coltivatori. Per loro, vedere le proprie terre abbandonate rappresenta un profondo disagio psicologico.

La spinta a farmi promotore dello Sportello è arrivata proprio da qui: dalla volontà di creare un ponte tra il mercato e il territorio, contrastando l'abbandono delle campagne, offrendo nuove opportunità ai giovani e restituendo valore al patrimonio di competenze dei nostri anziani. Solo riallacciando questi fili possiamo ridare linfa alla nostra floricoltura”.



 Il Rotary Club Sanremo Hanbury, insieme agli altri Club provinciali e al Distretto 2032, ha svolto un ruolo cruciale. Come siete riusciti a fare sistema e a trasformare una visione associativa in uno strumento concreto per la collettività?

“Siamo riusciti a fare sistema attingendo direttamente ai valori fondanti e agli insegnamenti del Rotary International, traducendoli in un gruppo di lavoro concreto. Il progetto si poggia solidamente su tre linee d'Azione Rotariane: l'Azione Professionale, che ci spinge a mettere le nostre competenze lavorative al servizio della comunità; l'Azione di Interesse Pubblico, finalizzata a lanciare iniziative a beneficio del territorio locale; e l'Azione per i Giovani, per creare opportunità e stimolare la leadership delle nuove generazioni. Il tutto si inserisce in due precise aree di intervento: lo Sviluppo Economico Comunitario e la Tutela dell'Ambiente.

Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza una straordinaria squadra. Sono stato supportato fin da subito da professionisti eccezionali: l'attuale Presidente del Rotary Club Sanremo Hanbury, l'agronomo Renato Veruggio, l'allora segretario Fulvio Fusini, l'agronomo Enrico Zelioli del Rotary Club Imperia e il coltivatore e agronomo Alessandro Parodi del Rotary Club Sanremo. Fondamentale, inoltre, è stato l'appoggio del Distretto 2032 nella persona del Governatore Natale Spineto.

Abbiamo remato tutti insieme, unendo forza, competenza e la necessaria risonanza mediatica per far sì che lo Sportello non solo si concretizzasse, ma potesse ora camminare e crescere in totale autonomia a beneficio della collettività.

Fondamentale è stata la vicinanza costante delle due istituzioni a noi più vicine: l’Assessorato alla Floricoltura del Comune di Sanremo nella persona dell’Assessore Comunale Ester Moscato e l’Assessorato Regionale all’Agricoltura nella persona dell’Assessore Regionale Alessandro Piana. Hanno entrambi riconosciuto l’originalità e la bontà del Progetto, ma hanno altresì compreso la difficoltà nel realizzarlo, ecco perché fin da subito hanno dato il loro massimo supporto di condivisione”.



 La sede scelta è l’Istituto di Istruzione Superiore Agrario Ruffini-Aicardi di Sanremo. Quanto è fondamentale la sinergia con il mondo della scuola per intercettare i giovani e far capire loro che la floricoltura non è il passato, ma il futuro?

“La floricoltura nella nostra provincia è una realtà dinamica e prospera. Proprio perché la richiesta di mercato è in costante crescita, vogliamo far capire ai ragazzi che c'è ancora tantissimo spazio per loro, non solo nella coltivazione diretta ma in tutto l'indotto. Scegliere l'Istituto Ruffini-Aicardi di Sanremo come sede è stato un passo del tutto naturale: quale posto migliore se non la scuola dove i giovani scelgono di studiare floricoltura, un istituto che porta avanti questa specifica vocazione dal lontano 1965?

Dopo cinque anni di un percorso formativo preciso e altamente competente, lo Sportello si propone come il naturale anello di congiunzione con il mercato. Il nostro obiettivo è offrire ai diplomati un aggancio immediato per l'inserimento professionale, aiutandoli a trovare lo sbocco più congeniale alle loro inclinazioni: che sia nella coltivazione o in una delle altre cinque branche fondamentali che compongono il mondo floricolo. Vogliamo dimostrare loro, nei fatti, che questo settore non rappresenta il passato, ma un futuro concreto e ricco di opportunità”.


 Nel panorama economico attuale si parla spesso di crisi dell'agricoltura, ma lei ha sottolineato che le prospettive di crescita e di reddito nelle ultime stagioni sono molto migliorate. Cosa sta cambiando così radicalmente sul mercato, specialmente all'estero?

“Il mercato sta cambiando perché sono cambiate le priorità dei consumatori, specialmente all'estero. Oggi c'è una forte richiesta di fiori che siano non solo belli, robusti e dai colori intensi, ma anche accessibili. In questo, la provincia di Imperia ha un vantaggio competitivo enorme: grazie al nostro clima straordinario, siamo l'ambiente ideale per molte coltivazioni invernali di altissima qualità. A questo si aggiungono un'ampia gamma di varietà e quella capacità tutta italiana di offrire un confezionamento personalizzato, garantendo una flessibilità e una disponibilità verso il cliente che i grandi mercati standardizzati non riescono a replicare.

C'è poi un fattore radicale e decisivo, emerso con forza negli ultimi tempi: l'attenzione alla sostenibilità ambientale. Oggi i mercati esteri guardano con molta attenzione all'impronta ecologica e ai costi di trasporto. Le nostre coltivazioni si trovano in una posizione geografica strategica, vicine ai principali mercati di consumo europei. Produrre a chilometro corto rispetto al cuore dell'Europa significa ridurre drasticamente l'inquinamento da trasporto ed essere più sostenibili. È questa combinazione tra clima favorevole, artigianalità e logistica green che sta ridando centralità, reddito e prospettive straordinarie alla nostra floricoltura”.

 Chi decide di varcare la soglia dello Sportello, cosa troverà concretamente? Quali saranno i primi passi di accompagnamento per un aspirante floricoltore?

“Chi varca la soglia dello Sportello RICOLTIVIAMO troverà innanzitutto ascolto e un orientamento su misura. Il primo incontro avverrà direttamente con i due docenti dell'Istituto scolastico che gestiscono attivamente il servizio: il professor Diego Maccario e il professor Angelo Iacono.

Il punto di partenza è la compilazione di una scheda conoscitiva (che abbiamo allegato a questa intervista e che i lettori possono scaricare direttamente). Si tratta di uno strumento fondamentale per mappare le diverse esigenze: c'è chi si presenta come aspirante floricoltore, chi offre un terreno incolto da riattivare, chi cerca lavoro subordinato o chi necessita di supporto per il passaggio generazionale della propria azienda. Una volta raccolta e analizzata la scheda, lo Sportello attiva la sua rete: il richiedente viene immediatamente messo in contatto con i tecnici e i professionisti di riferimento resisi disponibili, per avviare il percorso più idoneo, che può comprendere sessioni informative, istruzione sul campo, consulenza agronomica e un vero e proprio affiancamento operativo”.
 

Uno degli obiettivi più ambiziosi del progetto è il recupero dei terreni incolti, una piaga visibile in molte zone del nostro entroterra. Come si interfaccerà lo Sportello con questa problematica e con la necessità di una forte attenzione alla sostenibilità ambientale?

“Il recupero dei terreni incolti è una sfida che affrontiamo mettendo a sistema l'intera filiera floricola, trasformando un problema ambientale e paesaggistico in un'opportunità di sviluppo sostenibile. Il nostro approccio non si limita alla semplice mappatura dei terreni, ma prevede un affiancamento professionale a 360 gradi che interviene subito dopo l'individuazione dell'area.

Il primo passo spetta all'agronomo, che analizza il suolo ed esposizione per consigliare la tipologia di coltura più adatta e sostenibile per quel microclima. Subito dopo entra in gioco il commerciante, che orienta la scelta produttiva in base alle reali richieste del mercato italiano ed estero, garantendo così che ciò che viene piantato abbia uno sbocco economico sicuro. Successivamente, i vivaisti forniscono le piante o i bulbi più idonei, mentre gli ibridatori possono arricchire il progetto introducendo varietà esclusive e resistenti.

Infine, guardiamo anche a collaborazioni di ampio respiro: i Flower Designer potrebbero commissionare in anticipo coltivazioni ad hoc per grandi eventi programmati nel tempo. Questo modello non solo ridona vita ed equilibrio idrogeologico al nostro entroterra, ma crea una filiera corta, efficiente e nativamente sostenibile”.

RICOLTIVIAMO non si rivolge solo a chi vuole coltivare, ma mappa l'intera filiera in cinque macrocategorie. Partiamo dalla prima: che ruolo giocheranno gli ibridatori e la ricerca genetica in questo nuovo modello di sviluppo?

“Gli ibridatori e la ricerca genetica giocheranno un ruolo assolutamente fondamentale e strategico. Il loro contributo sarà innanzitutto propositivo: da un lato introdurranno nuove varietà di recente costituzione, dall'altro avvieranno test sul nostro territorio per verificare l'adattabilità di colture già collaudate e fortemente richieste su altri mercati. Inoltre, gli ibridatori lavoreranno sul miglioramento delle specie esistenti per sviluppare nuovi colori o caratteristiche specifiche; una risposta diretta alle richieste del consumatore finale, che i partner commerciali intermedi sapranno intercettare e trasmettere alla fonte della filiera.

Parallelamente, la ricerca genetica rivestirà un ruolo cruciale nella lotta contro le malattie e i parassiti, con un'attenzione imprescindibile alla sostenibilità ambientale. Oggi la sfida più grande del settore è riuscire a garantire alla produzione difese fitosanitarie efficaci, pur a fronte di una disponibilità sempre più ridotta di antiparassitari tradizionali. Trovare soluzioni biologiche e geneticamente resilienti significa mettere in sicurezza il lavoro dei nostri floricoltori e proteggere il futuro del territorio ed allo stesso tempo, poter fornire prodotto sano alla clientela”.

I coltivatori rimangono il cuore pulsante della filiera, ma oggi per stare sul mercato non basta più solo saper produrre. Quali competenze gestionali e tecnologiche cercherete di trasmettere a chi vuole iniziare?

“È esattamente così: oggi saper coltivare è una condizione necessaria, ma non più sufficiente. Per questa ragione, il primo pilastro gestionale che cercheremo di trasmettere è la cultura della pianificazione economica, a partire dal Business Plan. Ogni nuovo percorso di coltivazione deve poggiare su basi finanziarie solide: solo se c'è una reale redditività l'azienda può mantenersi nel tempo, consolidarsi e, perché no, incrementare la produzione. Su questo fronte, gli agronomi e i professionisti dello Sportello offriranno un supporto concreto e personalizzato.

Il secondo pilastro è l'innovazione tecnologica. L'Agricoltura 4.0 non è più il futuro, ma una realtà già ben radicata e operativa in molte aziende della nostra provincia. Vogliamo guidare i nuovi coltivatori nell'adozione di queste tecnologie avanzate per l'operatività quotidiana: dai sistemi automatizzati per l'irrigazione e la concimazione periodica, fino alle soluzioni più moderne per la disinfestazione dei terreni e la sanificazione fogliare. Automatizzare e digitalizzare questi processi significa ottimizzare le risorse, ridurre i costi di gestione e migliorare la qualità del prodotto, rendendo l'attività non solo più redditizia ma anche decisamente più sostenibile”.


 Parliamo di logistica e mercati: i commercianti sono l'anello di congiunzione con l'estero. In che modo lo Sportello aiuterà i nuovi produttori a inserirsi in una filiera che lei stesso ha definito "cortissima"?

“Sì, la filiera è cortissima proprio perché il legame tra chi coltiva e chi vende è diretto e immediato. E l'inserimento dei nuovi produttori in questo ingranaggio sarà incredibilmente fluido, per un motivo molto semplice: sono i commercianti stessi a chiedere a gran voce la nascita di nuove realtà produttive.

Questo progetto, infatti, scaturisce anche da un'esigenza concreta dei nostri operatori locali, che si trovano quotidianamente a fare i conti con una richiesta da parte dei mercati esteri che supera l'offerta attuale. Molti prodotti richiestissimi oggi mancano o sono disponibili in quantità troppo esigue. Di conseguenza, non ci sarà il rischio per i nuovi coltivatori di rimanere con la merce invenduta; al contrario, non appena il prodotto sarà pronto per il mercato, i commercianti se lo "contenderanno". Lo Sportello agirà quindi come un facilitatore per unire subito questa forte domanda commerciale alla nuova offerta produttiva”.

Il prodotto va anche saputo presentare e valorizzare, ed è qui che entrano in gioco i Flower Designer. Come si unisce l'eccellenza della produzione locale con l'arte della composizione per conquistare il consumatore finale?

“Il Flower Designer rappresenta per i nostri fiori quello che un palcoscenico è per una compagnia teatrale: senza una scena all'altezza, anche lo spettacolo migliore rischia di non essere compreso. Allo stesso modo, un fiore eccellente e il suo verde reciso da accompagnamento non vengono valorizzati al cento per cento se non sono esaltati dall'arte, dalla maestria e dalla profonda competenza di un professionista che sappia farne risplendere le peculiarità uniche.

In quest'ottica, lo Sportello RICOLTIVIAMO non si limiterà a favorire la produzione, ma punterà molto sulla formazione attraverso l'organizzazione di corsi mirati sulle tecniche di composizione floreale. Inoltre, raccogliendo le precise esigenze del territorio, abbiamo in programma corsi specifici per figure chiave come imballatori e confezionatrici di fiori. L'obiettivo è inserire nelle aziende commerciali della nostra zona personale già qualificato e pronto all'uso: per le imprese questo si tradurrà in un immediato risparmio sui tempi di inserimento e in un enorme valore aggiunto in termini di qualità del servizio”.

 C'è una figura tecnica spesso invisibile ma vitale: il manutentore di serre. Perché avete deciso di dare massima dignità e inserire specificamente questa professione tra le macrocategorie del progetto?

“Lo Sportello RICOLTIVIAMO non è un progetto statico, ma una realtà in continua evoluzione e aperta all'ascolto. Proprio durante i nostri tavoli di confronto con gli operatori è emersa la necessità di inserire questa quinta macrocategoria, dando la massima dignità a una professione vitale ma spesso invisibile e sconosciuta ai più.

Dietro la definizione generica di "Manutentore di serre" si nasconde in realtà una professionalità tecnica straordinaria e complessa, che richiede competenze specifiche per il lavoro in quota e una buona dose di equilibrismo sulle strutture. In passato il nostro territorio contava numerose ditte costruttrici; oggi, le poche rimaste si dedicano prevalentemente alla manutenzione o alla dismissione degli impianti esistenti, e tutte lamentano una drammatica carenza di manovalanza qualificata. Abbiamo voluto accendere i riflettori su questo problema: lo Sportello, raccogliendo questa richiesta d'aiuto, promuoverà corsi di formazione specifici e mirati per creare i manutentori di domani, garantendo la sicurezza delle strutture e, di riflesso, la continuità del lavoro di tutti i nostri floricoltori”.


 Agronomi, artigiani, associazioni di categoria, istituti di ricerca: la rete di professionisti che avete attivato è impressionante. Come farete a coordinare tutte queste anime per garantire una consulenza costante e accessibile a tutti?

“Il segreto di una rete così vasta risiede in un modello di coordinamento snello e basato sull'autonomia delle parti. Lo Sportello RICOLTIVIAMO fungerà da cabina di regia e da punto di contatto iniziale: riceverà le richieste e indirizzerà l'utente verso il professionista o l'ente più idoneo. Da quel momento in poi, le parti si interfacceranno in modo diretto e auto-coordinato.

Per garantire la massima accessibilità a tutti, abbiamo stabilito una formula molto chiara con la nostra rete di esperti: i professionisti forniranno i primi incontri e le prime consulenze orientative a titolo completamente gratuito. Se l'utente deciderà poi di avviare il percorso e avrà bisogno di un affiancamento continuativo, le prestazioni successive verranno fornite dietro un compenso a tariffe calmierate. Crediamo fermamente che ogni anello di questa catena debba ricevere la giusta e corretta remunerazione per il proprio lavoro: solo garantendo la sostenibilità economica per i professionisti coinvolti possiamo assicurare che il progetto non naufraghi, ma continui a crescere e a camminare stabilmente sulle proprie gambe a beneficio di tutto il territorio”.

L'iniziativa è aperta a giovani diplomati ma anche a "meno giovani" che vogliono reinventarsi. C'è un limite d'età o un profilo ideale per avvicinarsi a RICOLTIVIAMO, o la passione per la terra è l'unico vero requisito?

“L’età non conta, mai! La passione per la terra e per questo settore può scoccare a qualsiasi età, offrendo l'opportunità di reinventarsi prima attraverso il lavoro subordinato e poi, perché no, diventando imprenditori di se stessi. Inoltre, l'approccio al mondo floricolo non si limita alla figura del coltivatore tradizionale: le nostre cinque macrocategorie racchiudono professionalità molto variegate e altamente specializzanti, adatte a inclinazioni e livelli di impegno differenti.

Per fare qualche esempio pratico, organizzeremo corsi modulari per formare confezionatori e imballatori, ma anche per preparare personale amministrativo che possieda solide competenze nelle lingue straniere, fondamentali per l'export. Lo Sportello sarà un incubatore e un luogo d'incontro dinamico, capace di incrociare le richieste e fornire risposte rapide, supportando le aziende nell'inserimento di nuovi operatori o di neo-apprendisti appena diplomati all'Istituto Agrario.

Proprio per la presenza di tutti gli attori del comparto all'interno del progetto, l'auspicio è che lo Sportello RICOLTIVIAMO diventi il punto di riferimento centrale per tutte le future iniziative della floricoltura del Ponente Ligure. Questo ci permetterà di convogliare le richieste e le eventuali risorse degli Enti Pubblici in modo organico e condiviso, evitando dispersioni. Lo Sportello manterrà la sua natura di progetto libero, gratuito e innovativo. Siamo a completa disposizione di chiunque voglia collaborare attivamente per organizzare attività formative o promozionali: solo uniti si fa la forza e si fa crescere il territorio.

Lo Sportello RICOLTIVIAMO è formato da diversi referenti, ognuno per la propria professionalità: Antonio Marchese per l'Ibridazione, Emanuele Oliva per la Coltivazione, Luca Mangolini per il Commercio, Francesco Piccirilli come Flower Designer, Alessandro Perdicchia per la Manutenzione delle Serre e Renato Veruggio per l'area Agronomi. Saranno poi loro, all'occorrenza, a rivolgersi direttamente ai propri colleghi/associazioni per eventuale supporto specifico aggiuntivo.

Saranno presenti anche le tre associazioni provinciali di produttori che svolgeranno l'importante ruolo di mappare e fornire i contatti delle "partite IVA cessate", ovvero quei coltivatori che hanno smesso l'attività e dispongono di terreni liberi, i quali potrebbero eventualmente fare anche da tutor ai nuovi coltivatori. Questo il nominativo dei 3 referenti relativi:  Sergio Cabrini per la CIA IMPERIACristiano Rossi per la COLDIRETTI IMPERIAManuela Brea per CONFAGRICOLTURA IMPERIA.

A dare ulteriore valore e solidità scientifica all'iniziativa, abbiamo inoltre l’assicurata collaborazione dei due enti di ricerca cittadini: il CREA - Centro di ricerca Orticoltura e Florovivaismo (emanazione ministeriale) e l’IRF - Istituto Regionale per la Floricoltura (emanazione regionale).


 

In conclusione, guardando alla Riviera dei Fiori dei prossimi dieci anni: quale spera che sia l'impatto più profondo che lo Sportello RICOLTIVIAMO lascerà sul tessuto economico e sociale del nostro territorio?

“L’impatto che spero di vedere nei prossimi dieci anni è profondo e tocca il tessuto economico, sociale e umano della nostra Riviera dei Fiori. Sul piano pratico, mi aspetto che lo Sportello consolidi un collegamento finalmente efficiente e innovativo tra la scuola e il mondo del lavoro, portando al recupero concreto di serre e terreni oggi incolti. Questo darà linfa alla produzione, permettendo di inserire rapidamente nuove varietà, incrementando la Produzione Lorda Vendibile (PLV) e offrendo ai commercianti molta più merce da proporre alla propria clientela. Di riflesso, assisteremo a una diminuzione della disoccupazione e a una maggiore integrazione dei lavoratori stranieri nel nostro tessuto sociale.

C'è poi un risvolto umano a cui tengo moltissimo: il trasferimento di conoscenza dai "vecchi" coltivatori ai giovani. Questo passaggio di testimone genererà un profondo beneficio psicologico per entrambi: l'anziano vedrà il proprio sapere salvaguardato e la terra rifiorire, il giovane si sentirà guidato e sostenuto.

Il momento per agire, d'altronde, è perfetto, grazie anche ai fondamentali supporti economici messi in campo da Regione Liguria per mano dell’Assessore Alessandro Piana. Proprio in questo periodo sono aperti bandi cruciali del Piano Strategico della PAC 2023-2027: il primo, attivo dal 16 giugno al 6 agosto 2026, stanzia ben 4,819 milioni di euro con premi fino a 35 mila euro per favorire l'insediamento di giovani agricoltori under 41. Il secondo bando, attivo dal 23 giugno al 6 agosto 2026, mette a disposizione oltre 19,6 milioni di euro per investimenti aziendali, finanziando fino al 65% delle spese per macchinari, riqualificazione delle colture, impianti irrigui ed efficienza energetica. Risorse straordinarie che lo Sportello aiuterà a intercettare (fonte FLORNEWS).

In conclusione, ci tengo a sottolineare una cosa per me vitale: il Progetto e lo Sportello RICOLTIVIAMO non sono e non vogliono essere una "proprietà" di Sergio Viglietti. Sono un’idea e un metodo innovativo di fare rete messi a servizio di tutta la collettività. Auspico un continuo sostegno da parte di tutti gli attori della filiera che mi hanno affiancato finora: solo collaborando, ognuno per la propria competenza, faremo il bene del territorio. E ricordiamoci che questo modello, nato per la floricoltura, è perfettamente declinabile per ogni eccellenza della nostra terra: dalle erbe aromatiche alle piante in vaso, fino all'olivicoltura e alla viticoltura.

Uniti si vince. Buon fiore a tutti!”.

Maurizio Losorgio

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