Ventimiglia Vallecrosia Bordighera - 30 giugno 2026, 07:21

Caso Beatrice, Aiello resta in isolamento: pronta a un nuovo interrogatorio. Il retroscena: "Fu lei a chiedere di ascoltare le altre figlie"

Secondo la difesa fu la stessa Emanuela Aiello a chiedere che venissero ascoltate le altre due figlie, le cui dichiarazioni si sono poi rivelate determinanti nella ricostruzione dell'accusa. Depositati i risultati dei Ris, si entra nella fase conclusiva dell'indagine

Potrebbe entrare nelle prossime settimane nella fase più delicata l'inchiesta sulla morte della piccola Beatrice, la bambina di due anni trovata senza vita lo scorso 9 febbraio, una vicenda che continua a scuotere il Ponente ligure e sulla quale la Procura di Imperia mantiene il massimo riserbo. L'attenzione, in queste ore, è concentrata soprattutto su due accertamenti considerati fondamentali per il prosieguo delle indagini. Da una parte c'è l'attesa per il deposito della relazione autoptica del medico legale Francesco Ventura; dall'altra gli esiti delle analisi scientifiche eseguite dai Ris di Parma, depositati nelle scorse ore ma non ancora a disposizione dei legali di Aiello e Iannuzzi.

Proprio questi ultimi rappresentano uno dei passaggi più attesi dell'inchiesta. Una volta acquisiti dal medico legale, i risultati verranno confrontati con le conclusioni dell'autopsia attraverso una serie di verifiche incrociate sul corpo della bambina, un lavoro destinato a fornire agli inquirenti un quadro ancora più completo sulle cause della morte e sulla ricostruzione degli ultimi momenti di vita della piccola. Da quanto filtra dagli ambienti della difesa, la Procura continuerà a calibrare i tempi investigativi anche in funzione delle esigenze del dottor Ventura. L'obiettivo è arrivare a un fascicolo completo prima delle decisioni finali. Se il cronoprogramma dovesse essere rispettato, la conclusione delle indagini preliminari potrebbe arrivare tra la metà e la fine di luglio.

La posizione dei due indagati. Restano detenuti i due principali indagati. Emanuela Aiello, madre della bambina, si trova nel carcere torinese Lorusso e Cotugno, dove continua a essere ospitata in isolamento. Una misura adottata esclusivamente per motivi di sicurezza personale, legati alla forte esposizione mediatica del caso. Secondo quanto emerge, sarà la stessa Aiello a poter decidere quando interrompere questo regime detentivo. Diversa la situazione di Emanuel Iannuzzi, compagno della donna, detenuto nel carcere di Ivrea. Nei giorni scorsi ha incontrato per la prima volta, dopo l'arresto, i propri difensori in un colloquio durato quasi cinque ore. Al termine dell'incontro i legali hanno riferito di aver trovato il quarantaduenne fortemente provato, ma ancora fermo nel professarsi innocente rispetto alle accuse contestate. L'uomo aveva scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere davanti al giudice per le indagini preliminari, rinviando le proprie spiegazioni a una fase successiva del procedimento. Resta inoltre detenuto nel carcere di Imperia anche Franco Iannuzzi, padre di Emanuel, arrestato lo stesso giorno del figlio nell'ambito di un procedimento distinto, dopo il ritrovamento di materiale esplosivo all'interno della propria abitazione. 

"Non ho mai toccato le bambine". Sul fronte difensivo, Emanuela Aiello continua invece a mantenere la stessa linea seguita sin dall'inizio dell'inchiesta. Da quanto emerge, la donna ha manifestato la disponibilità a sottoporsi a un nuovo interrogatorio e, in tutte le audizioni sostenute finora, ha ribadito di non aver mai fatto del male alle figlie, sostenendo di averle eventualmente corrette soltanto in sporadici episodi a fini educativi. Sarebbe stata inoltre la stessa Aiello a chiedere che venissero ascoltate le altre due bambine presenti quel giorno, sostenendo di non trovarsi con loro nel momento in cui sarebbero avvenuti i fatti contestati. Proprio quelle testimonianze, raccolte inizialmente dagli psicologi dell'Asl, si sono poi rivelate uno degli elementi più significativi dell'inchiesta e hanno contribuito alla ricostruzione investigativa confluita nella richiesta di misura cautelare avanzata dalla Procura.

Le sorelline stanno bene, stop ai contatti con i genitori. Nel frattempo arrivano notizie incoraggianti sulle condizioni delle due sorelline di Beatrice. Secondo quanto confermato anche dall'Asl, il percorso di recupero prosegue positivamente e le bambine continuano a dare segnali incoraggianti sotto il profilo psicologico e relazionale. Proprio per tutelare questo delicato equilibrio, al momento i servizi sociali hanno deciso di sospendere qualsiasi percorso di riavvicinamento con i genitori. La motivazione è evitare che un contatto così precoce possa riaprire traumi ancora recenti e compromettere il percorso di recupero avviato negli ultimi mesi. Per le stesse ragioni, restano momentaneamente congelate anche le richieste di affidamento presentate dalle famiglie che avevano manifestato la disponibilità ad accogliere le due bambine.

Il prossimo passaggio: l'incidente probatorio. Sul piano processuale, il prossimo snodo sarà con ogni probabilità la fissazione dell'incidente probatorio. L'obiettivo è ascoltare nuovamente le due sorelline in una forma processualmente garantita, affinché le loro dichiarazioni possano entrare a pieno titolo nel fascicolo dibattimentale. Finora, infatti, le uniche audizioni sono quelle svolte nell'ambito del percorso psicologico predisposto dall'Asl, fondamentali per le indagini ma non ancora utilizzabili come prova nel futuro processo.

L'arrivo dei risultati dei Ris, il deposito dell'autopsia e l'incidente probatorio rappresentano quindi i tre passaggi destinati a scandire le prossime settimane di un'inchiesta che si avvia verso una fase decisiva e che potrebbe arrivare, entro la metà di luglio, alla conclusione delle indagini preliminari.