Va in pensione dopo 38 anni di servizio. La polizia di frontiera di Ventimiglia festeggia l'ispettore Gianpaolo De Lucia. La famiglia, gli amici e i colleghi, ieri sera, dopo il picchetto d'onore nella sede del settore di polizia di frontiera, si sono riuniti a Sant'Agostino per la festa di pensionamento dello stimato Gianpaolo.
Una cerimonia di saluto, animata da intermezzi musicali al pianoforte, durante la quale è stata ricordata la carriera di De Lucia: "Il suo percorso lavorativo può essere letto come un romanzo d'avventura, di sacrificio e di profonda dedizione. Il suo viaggio nella polizia di Stato incomincia da lontano, precisamente il 28 giugno 1988. Un'estate che segna l'inizio di tutto: l'arruolamento, le aule del cento quattordicesimo corso allievi e agenti alla scuola di Caserta e, persino, un momento intimo e spirituale come la Cresima, quasi a voler sigillare una promessa di vita spesa al servizio degli altri. Il battesimo di fuoco arriva il 21 dicembre del 1988, un regalo di Natale anticipato che lo porta nella Capitale, al commissariato di pubblica sicurezza di Roma, lì, nei primi sei mesi, impara il mestiere della strada nel modo più autentico: pattuglie a piedate, la volante, i servizi sui camper, i posti fissi e i turni a drappello del santo Eugenio ma le sue doti non passano inosservate. Poco dopo arriva l'impegno con l'attività da infiltrato, la gestione delle pratiche e il controllo dell'ordine pubblico durante i grandi concerti e le manifestazioni nazionali e internazionali. Giorni intensi in cui la prontezza e il sangue freddo fanno la differenza. Il richiamo del Sud si fa sentire, il 30 luglio 1990, quando approda alla Questura di Napoli, prima al terzo nucleo e poi al commissariato dove tra volanti, corpo di guardia e vicinanza agli ospedali consuma i mesi caldi di quell'anno, interrotti solo da una parentesi altamente tecnica di un anno presso il centro elettronico nazionale per poi ritornare al gomero fino al 1996. La sua versatilità lo porta all'ufficio immigrazione della Questura di Napoli. Qui gestisce comunicazioni con il mondo intero e affronta il delicato panorama del diritto d'asilo politico. La sua professionalità valica i confini nazionali. Dal gennaio 2000 a febbraio 2001 vola in missione in Marocco presso il consolato generale d'Italia a Casablanca. Al rientro porta la sua esperienza interazionale direttamente sul campo partecipando a operazioni di 'alto impatto'. Un poliziotto con una visione globale, capace di muoversi con la stessa disinvoltura tra i vicoli di Napoli e le capitali estere. Poi il trasferimento a Ventimiglia, una scelta guidata dal desiderio di avvicinarsi alla Francia, che apre un capitolo straordinario nelle unità mobili e di frontiera. Qui, lungo la linea di confine il dovere si mescola ogni giorno con le storie umane più complesse. Per lui la vocazione alla tutela del prossimo, non si è mai esaurita al termine del turno di servizio trovando la sua naturale prosecuzione nello scoutismo e nel volontariato. All'inizio del 2016, promosso vicesovrintendente, prende le redini delle unità operative come coordinatore guidando la storica transizione dall'ufficio atipici al moderno coordinamento e pattuglie. Assegnato nel 2018, gestisce con fermezza e incredibile umanità la trattazione delle persone respinte e riammesse. L'ultimo incarico avvenne con la promozione a vicequestore che lo vede nobilitare la carriera al comando dell'ufficio coordinamento e pattuglie. Ha indossato la divisa senza perdere l'equilibrio. Ci mancherà la tua esperienza, la tua prontezza e la sicurezza che sapevi trasmettere a ogni turno. Ha saputo essere una guida autorevole senza mai perdere l'equilibrio, il sorriso e il senso di dovere che è diventato un punto di riferimento per tutti noi. Ovunque andrai il tuo esempio resterà in pattuglia insieme a noi. Siamo felici di condividere con lui la celebrazione di un traguardo straordinario: 38 anni di una splendida carriera vissuta all'insegna del dovere, illuminata da una passione e professionalità rare. Grazie a tutti di essere qui a onorare questo percorso esemplare".
"Ho conosciuto Gianpaolo più di quindici anni fa" - interviene Martino Santacroce, dirigente del settore di polizia di frontiera di Ventimiglia - "L'ho conosciuto a Ponte San Luigi quando era capoturno e ci fu un incontro-scontro con lui. Arrivai, mi presentai e lui era particolarmente arrabbiato e così ha preso il berretto e lo ha sbattuto sulla macchina. Ho pensato 'iniziamo bene'. E' solo un aneddoto perché poi siamo andati d'accordo e in sintonia. Gianpaolo è una persona seria e un grande professionista. In lui c'è una grande apertura, capiva la difficoltà e così si spostava di ufficio senza mai dirmi di 'no'. Festeggiamo un momento molto importante per Gianpaolo: 38 anni di servizio e il suo sessantesimo compleanno di età. Lo voglio ringraziare pubblicamente perché è stato un lavoratore eccellente. E' una persona lineare perché mi ha sempre detto quello che pensava, anche se non la pensavamo nello stesso modo. Mi ha sempre dato una lettura e una visione delle cose realistica. Desidero ringraziarlo per tutto quello che ha fatto nella polizia di frontiera, per la dedizione e l'alto senso del dovere che hanno contraddistinto i suoi lunghi anni di servizio, per una professionalità d'eccellenza e una rara competenza nel contrasto all'immigrazione clandestina e nel coordinamento operativo, esercitate con passione e integrità per la tutela della legalità alla frontiera di Ventimiglia. Si può ritenere soddisfatto per gli obiettivi raggiunti. Facciamo un grande 'in bocca al lupo' a Gianpaolo".
La serata è proseguita poi nel chiostro di Sant'Agostino con un momento conviviale dove i presenti hanno potuto degustare le prelibatezze preparate e servite dalla Spes.