Attualità - 27 giugno 2026, 15:04

Bordighera "paradiso terrestre" di Monet: il Corriere della Sera racconta il borgo ligure nel centenario della morte del pittore

Il quotidiano milanese ripercorre il legame tra il grande impressionista francese e la città delle palme, dove soggiornò per quasi tre mesi nel 1884 dipingendo oltre quaranta tele

Villa Mariani

Nel centenario della morte di Claude Monet — scomparso il 5 dicembre 1926 nella sua casa-giardino di Giverny, in Normandia, all'età di 86 anni — il Corriere della Sera dedica un ampio articolo a Bordighera, il borgo ligure che conquistò il grande pittore impressionista fino a diventare, nelle sue parole, un «paradiso terrestre». A firmarlo è Rosalba Graglia.

Fu Pierre-Auguste Renoir a portare Monet fino in Liguria, conducendolo dalla vicina Francia a Genova. Da lì, ossessionato dal desiderio di catturare quella che definiva la «luce fantastica» del Sud, il pittore decise di fermarsi a Bordighera. Alloggiava alla Pension Anglaise: a fine Ottocento la città era una piccola enclave britannica, con tremila inglesi che vi trascorrevano l'inverno, banche inglesi, la Chiesa Anglicana, il teatro Victoria Hall e grandi alberghi. Della Pension Anglaise oggi non rimane che un appartamento e una pietra d'inciampo a ricordo del suo soggiorno.

Monet vi rimase per quasi tre mesi, dal 17 gennaio al 3 aprile 1884, dipingendo oltre una quarantina di tele — alcune anche nelle valli attorno, a Dolceacqua e in Valle Nervia — e rimanendo folgorato dai colori e dai rigogliosi giardini. «Ora dipingo con colori italiani che ho dovuto far venire da Torino», scriveva entusiasta ad Alice Hoschedé, la sua seconda moglie. E ancora, il 3 febbraio: «Si sta bene nel paese… è magia, è delizioso».

A conquistarlo fu in particolare il Giardino Moreno, del quale oggi sopravvivono purtroppo solo frammenti. Creato nel 1830 attorno alla villa dei commercianti di olio ligure Vincenzo e Francesco Moreno, il giardino ospitava varietà botaniche esotiche raccolte durante i viaggi d'affari verso l'Estremo Oriente. Quando lo visitò il 5 febbraio 1884, Monet lo descrisse ad Alice come un «paradiso terrestre… un giardino come questo non si è mai visto prima»: ottanta ettari di un microcosmo naturale. Attualmente ne rimane solo un ettaro, dopo la morte di Vincenzo Moreno e lo smembramento dell'area per costruire la Via Romana, lottizzata in appartamenti. Oggi ciò che resta sono i Giardini Mariani, che hanno ispirato il pittore con gli ulivi che ha dipinto. Dal 1909 la villa è diventata proprietà dell'artista lombardo Pompeo Mariani, e grazie ad acquisizioni di terreni adiacenti il giardino si è ampliato fino a un ettaro, costellato da piccole fontane, palme, agrumi e ulivi secolari. È oggi sede della Fondazione Pompeo Mariani.

Come racconta il Corriere, Bordighera alta è un mondo a parte che i residenti vogliono valorizzare, come riferisce Emanuele Caprano dell'associazione «A Pria Presüza»: le ville, i giardini, i vicoli, le piazzette lastricate, i ristorantini di tradizione, la Pension Anglaise. La Fondazione Pompeo Mariani, presieduta da Carlo Bagnasco, organizza i Tour Monet che partono dalla villa e ripercorrono i luoghi del pittore (info e prenotazioni: 347 2364922).

Un centenario che Bordighera vuole vivere da protagonista. E chissà, chiosa il Corriere, che nell'anno del centenario non accada qualche miracolo.