Economia - 26 giugno 2026, 09:57

Gomme usate ed economia circolare: come risparmiare senza rinunciare alla sicurezza

Riutilizzare uno pneumatico ancora in buono stato è il gradino più alto dell’economia circolare e una voce di risparmio per le famiglie. Vale anche per le 4 stagioni, a patto di fare i giusti controlli.

Ogni anno in Italia arrivano a fine vita circa 350.000 tonnellate di pneumatici, a fronte di una trentina di milioni di gomme per auto immesse sul mercato. È una mole enorme di materiale che il Paese ha imparato a gestire bene: nel 2025 il consorzio Ecopneus ha recuperato e avviato a riciclo un quantitativo record di 199.408 tonnellate di pneumatici fuori uso, trasformati in gomma per asfalti, pavimentazioni sportive, isolanti e arredo urbano. Ma prima ancora del riciclo c’è un gesto che pesa meno sull’ambiente e anche sul portafoglio: il riuso.

Prima del riciclo, il riuso: la scala dell’economia circolare

La gerarchia europea dei rifiuti è chiara: prima si riduce, poi si riutilizza, solo dopo si ricicla e infine si recupera energia. Il riutilizzo viene prima del riciclo: un bene che continua a svolgere la sua funzione è sempre preferibile a uno che, pur valorizzato, viene comunque smontato e trasformato. Per gli pneumatici questo significa che una gomma ancora integra, con battistrada e struttura in ordine, può avere una seconda vita su un’altra auto invece di diventare subito un rifiuto da trattare.

Quanto si risparmia (e perché le 4 stagioni)

Il vantaggio più immediato è economico: una gomma usata selezionata costa una frazione del corrispondente prodotto nuovo, una differenza che pesa quando si devono cambiare due o quattro coperture insieme. A questo si aggiunge una tendenza di mercato ormai consolidata: le coperture all season crescono con decisione — in Italia i volumi si sono moltiplicati negli ultimi anni e i dati europei recenti indicano un +18% per le 4 stagioni — perché permettono di usare un solo treno di gomme tutto l’anno, senza il doppio cambio stagionale. Sulla Riviera, dove il clima costiero è mite per gran parte dell’anno, sono spesso un buon compromesso.

Le due cose si possono combinare. Chi cerca una soluzione economica e “tutto l’anno” trova oggi cataloghi specializzati nell’usato selezionato: è il caso, per esempio, della sezione quattro stagioni usate di 4GommeUsate, che raccoglie pneumatici pluristagionali di seconda mano suddivisi per misura. Resta valido un principio: la convenienza ha senso solo se il prodotto è in buone condizioni.

Usate sì, ma in sicurezza: cosa controllare

Una gomma usata è perfettamente legale, purché rispetti gli stessi requisiti di una nuova. I punti da verificare sono pochi e chiari:

Battistrada. Il limite di legge è 1,6 mm (artt. 66 e 79 del Codice della Strada), ma sotto i 3 mm le prestazioni sul bagnato calano: per un usato conviene partire da uno spessore ben superiore al minimo.

Età e integrità. La data di produzione è incisa sul fianco (codice DOT): oltre i 5-6 anni la mescola si indurisce. Vanno esclusi tagli, crepe e rigonfiamenti, e le gomme sullo stesso asse devono essere uguali.

Omologazione e idoneità. Indici di carico e velocità devono rispettare quanto indicato sul libretto; per l’uso invernale, le 4 stagioni valgono solo se riportano il simbolo 3PMSF (la montagna con il fiocco di neve).

Non sono dettagli da poco: dal 20 aprile 2026 la Polizia Stradale, in collaborazione con Assogomma, ha avviato una campagna nazionale di controlli con lo spessimetro, mirata proprio a usura, omologazione e corrispondenza con la carta di circolazione. È qui che si vede il valore di un venditore serio, che selezioni e verifichi ogni pezzo prima di rimetterlo in strada.

Risparmio e sicurezza non sono in contrasto

Acquistare gomme usate selezionate, comprese le 4 stagioni, è una scelta che tiene insieme tre cose spesso percepite come distanti: il risparmio per chi guida, la riduzione degli sprechi e — con i giusti controlli — la sicurezza. In un periodo in cui ogni voce di spesa per l’auto pesa, vale la pena saperlo, senza confondere il prezzo basso con la rinuncia alla qualità.







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